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giovedì 12 gennaio 2017

Ecco come salvare i Cappuccini!

La Chiesa dei Cappuccini a Corleone
NONUCCIO ANSELMO
Riusciranno i nostri amici a trovare trecentocinquantamila euro (circa), a rimettere in piedi lo storico convento dei Cappuccini a disposizione del Fec (Fondo edifici per il culto) che ne aveva già decretato l’abbattimento, e a vivere felici e contenti, nella speranza che il Fec medesimo, riconoscente, lo rigiri alla Chiesa corleonese, anche se di vero e proprio culto non è certo che si possa tornare a parlare almeno a breve?
Eccocci ad un altro capitolo della lunga, doppia vertenza Corleone-Fec e Corleone-tempo. Un capitolo che sarà più dettagliatamente spiegato giovedì – festa di san Bernardo da Corleone - in matrice dall’ingegnere Giovanni Piccione, cui è stato affidato l’incarico di progettare la messa in sicurezza dello storico edificio, destinato alla distruzione in una gara tra Fec e tempo.
Insomma, la curia di Monreale, con il sostegno di un comitato civico corleonese, sta cercando di salvare il salvabile. Come? Con un progetto di messa in sicurezza e con l’individuazione degli strumenti finanziari per realizzarlo. Si spera in un intervento regionale per un polo storicamente e culturalmente importante e possibilmente anche in qualche contributo locale.
(Si terrà oggi pomeriggio alle 16,00, nella chiesa di San Bernardo a Corleone, la presentazione del libro di Nonuccio Anselmo "Inchiesta su Bernardo").

Il progetto prevede di ripristinare gli spazi e ripulire l’interno dell’ex convento, ormai intasato dal materiale dei crolli del tetto e dagli ormai inutili e travolti pali di sostegno, di rimettere in sicurezza le parti pericolanti con il consolidamento della navata e delle nicchie, con il ripristino della muratura interna e perimetrale e con il rifacimento della copertura crollata in legno, tavole e coppi.
Questo sarebbe il primo passo, che dovrebbe essere accompagnato dal ripristino della zona della cripta, dove per secoli sono stati ospitati i corpi dei monaci e dei benefattori morti, poi devastata da un incendio e infine da crolli. Il tutto dovrebbe essere completato, in un secondo tempo, con il restauro di altre zone, come le individuate salette di imbalsamazione dei cadaveri.

Al primo intervento di messa in sicurezza ne dovrebbe seguire un secondo più dettagliato e completo di stabilizzazione dell’area,  con palificazioni ed altri interventi esterni, per riportare la struttura all’antico splendore. L’obiettivo finale potrebbe essere la nascita di una basilica di San Bernardo, con un ritorno dei Cappuccini a Corleone, cacciati dalle leggi eversive seguite all’Unità d’Italia. Una espressione di massima di una simile volontà è già venuta. Ma intanto, la struttura potrebbe  ospitare conferenze e mostre e potrebbe tornare a raccogliere tutte le opere d’arte che furono portate via prima del crollo, a cominciare dall’altare ligneo in parte manomesso dai frati Rinnovati per adattarlo ai loro spazi, per finire con le tele che si trovano in matrice e con le statue ospitate a Santa Maria.
Per questo motivo, uno dei compiti che l’ingegnere Piccione si è assunto è stato quello di recuperare l’elenco di tutte le opere e gli arredi contenuti nell’ex convento.
 January 8, 2017
Dal Blog “Il Cuore e il Leone" di Nonuccio Anselmo


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