giovedì 12 gennaio 2017

Anche Corleone aveva il suo "uomo delle stelle"

NONUCCIO ANSELMO
Non credo che fosse consumato dal sacro fuoco della settima arte, forse lo era di più dallo spirito imprenditoriale, eppure quest'uomo, che corleonese non era, finisce col ricordare i personaggi di Tornatore. Con Corleone il cinema aveva avuto un primo approccio nel vecchio locale accanto alla chiesa dell'Annunziata, che aveva ospitato il teatro Vittorio Alfieri. Un teatro che aveva anche celebrato i suoi piccoli fasti e che adesso cercava di aprirsi al futuro. Ma più che altro si possono considerare prove tecniche di trasmissione. A questo punto arriva a Corleone il nostro "uomo delle stelle", che di suo si chiamava Andrea Martorana. Veniva da Villabate ed aveva una quarantina d'anni, essendo nato il 6 febbraio 1902. Era stato lui, prima della guerra, a provarci col cinema all'Alfieri. Poi, subito dopo la guerra, nel '45, aveva avuto un'altra idea, quella dell'arena. Un'arena odorosa e fresca, che durava appena tre mesi. Si era fatta dare in gestione la villa e la sera, appena si chiudevano i cancelli al pubblico, iniziavano le proiezioni per i paganti. Poi anche Martorana ebbe il suo "Nuovo cinema", che non si chiamava "Paradiso", ma "Dante". La struttura - che oggi ospita la Posta - durante il ventennio aveva accolto le organizzazioni dei giovani in orbace. Ma i locali non erano quelli attuali. Durante la guerra, al teatro avevano messo mano i soldati del Dodicesimo Corpo d'armata, facendo andare il bestia il generale Vincenzo Streva, cui era stato impedito per l'età di correre sui campi di battaglia, che soffriva nel vedere queste forze distolte dal fronte per costruire un teatro. Non era così, anche se questo era il risultato finale.

            Nel febbraio del 1945 Martorana aveva chiesto di avere in concessione i locali. Ci fu una lunga trattativa con tira e molla vari, fino a quando gli furono concessi: per 19 anni dall'1 luglio 1947. Canone circa cinquantamila lire. Il nuovo nome adesso era "Cine-teatro Dante", anche se poi la consuetudine portava a chiamarlo "Cinema Martorana".
            Furono lunghi anni di cinema perché la concessione fu poi rinnovata fino al 1968, quando i locali furono dichiarati inagibili in seguito al terremoto del Belice. Prima dell'apertura ci furono lavori di ristrutturazione: fu realizzatata, attorno alla platea, una lunga fila di palchetti che potevano assicurare una certa riservatezza alle famiglie.  Poi ci fu la grande inaugurazione con la baronessa Valenti madrina d'eccezione.
            Il "Martorana" fu uno dei cinema che tenne a battesimo la televisione. Il quiz di Mike Bongiorno "Lascia o raddoppia?" era divenuto un fenomeno: non si parlava d'altro ma non tutti possedevano ancora un televisore. Ci aveva pensato don Andrea. Il giovedì alle 21 si fermava il film, faceva il suo ingresso sul carrello un televisore di ventuno pollici, che era il massimo disponibile, e tutti potevano vedere il tanto atteso programma che aveva moltiplicato anche gli incassi.
            Don Andrea non ebbe concorrenza per una decina d'anni, ma poi, nel '56, in via Bernardino Verro sorse il cine-teatro Astoria, di Giovanni Scalisi, con platea, galleria e un palcoscenico ampio, tanto da potere ospitare anche le riviste. Comunque, il "Dante" continuò a vivere. Fino al 1968.
            Ma già Martorana, che pensava di tagliare il cordone ombelicale col comune, aveva acquistato il giardino dell'ex Badia Nuova, in fondo alla via Caduti in guerra, per farne un'arena e come arena aveva cominciato a funzionare. Poi, con il forzato addio al Dante, si era pensato di costruire il nuovo cinema.
            Ormai il film di don Andrea era ai titoli di coda. Furono i figli, nel 1971, a realizzare il nuovo cinema. Cominciò a funzionare nel '72 ed il biglietto costava cinquecento lire. Ma si vedeva già la discesa. La televisione si stava riprendendo ciò che aveva dato e al cinema non ci andava più nessuno, soprattutto perché il sistema di distribuzione mandava in provincia solo insulse pellicole. Venne così il lungo periodo del porno con cui molte sale riuscirono a sopravvivere, fino a quando il sistema di distribuzione cambiò e per un buon film non si doveva più prendere un pacco di scartine.
            Va un po' meglio dal '93. Ma a don Andrea sarebbe venuto un colpo se gli avessero detto che le proiezioni erano riservate solo al sabato e alla domenica.
 Dal Blog di Nonuccio Anselmo "Il Cuore e il Leone"


(Nelle foto dell'Archivio Oliveri, in alto l'inaugurazione del Dante, sotto la sala con i palchetti, nel riquadro don Andrea Martorana alla cassa)

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