venerdì 13 gennaio 2017

A Modena chi si vergogna di una strage, in cui furono uccisi 6 operai?

Ieri sulle "Lettere" de La Repubblica il lettore Arturo Ghinelli ha posto questa domanda: "Perché non mettiamo una lapide in pieno centro a Modena e non in periferia per ricordare l'eccidio dei lavoratori, il 9 gennaio 1950 davanti alla fabbrica, da parte delle forze di polizia"? Ricordo bene quell'eccidio. Dirigevo la Cgil in Sicilia, i lavoratori italiani protestarono con un grande sciopero. Gli operai di Modena lottavano pacificamente contro i licenziamenti e la chiusura della fabbrica. La polizia sparò ad altezza d'uomo uccidendo 6 di quei lavoratori. 
La lettera del signor Ghinelli continua con queste parole: "Mia madre racconta che in un primo tempo le foto dei sei operai erano state esposte al sacrario dei Caduti sotto la Ghirlandina. Poi sono state tolte. Ma se il problema sono le parole da scrivere, mettiamo solo le foto degli operai uccisi ma facciamo in modo che ci sia l'occasione per parlare di quell'evento anche senza andare in una mattina di gennaio sotto una torre dell'acquedotto e un reparto di archeologia industriale".
Quindi, non solo si vuole rottamare la storia di quegli anni ma si vuole cancellare dalla storia di una città come Modena, e soprattutto non fare sapere alle nuove generazioni, di un eccidio che lasciò sul lastricato 6 operai, le cui immagini, nomi compresi, vengono tenuti nascosti. Vergogna. Io chiedo: i sindaci di Modena non sono stati sempre e non sono ancora dei Ds e del Pd? Chi ha tolto quelle foto e perché - lo dico anche al lettore Ghinelli - non bisogna ricordare i fatti oltre ad esporre le foto stesse? A Modena ci sono ancora persone, non solo anziani, che possono sollevare il caso? Io spero di sì e per quel che mi riguarda continuerò a chiedere spiegazioni anche ai dirigenti nazionali del Pd. 

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