martedì 21 novembre 2017

Palermo, operazione “Falco”: arrestate 27 persone per associazione mafiosa

Questa mattina, a Palermo, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di 27 persone indagate per partecipazione ad associazione di tipo mafioso (famiglia di cosa nostra di Santa Maria di Gesù), estorsione, traffico di stupefacenti, rissa, furto, trasferimento fraudolento di valori ed esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa. Nella circostanza è stato sottoposto a sequestro preventivo un bar, con inclusa attività di esercizio delle scommesse, ubicato in Palermo e del valore di 200.000,00 euro.
Le indagini sul Mandamento di Santa Maria di Gesù
L’indagine FALCO costituisce un’ulteriore fase di una articolata manovra investigativa avviata nel 2011 dal ROS sul mandamento mafioso di Santa Maria di Gesù - Villagrazia e che, sviluppata progressivamente con le indagini TORRE DEI DIAVOLI, BRASCA e BINGO FAMILY, ha consentito di documentarne la perdurante operatività e di individuarne i vertici e gli appartenenti. In particolare:

Corleone, il Distaccamento dei VV.FF. sarà intitolato a Giuseppe Siciliano

Il distaccamento dei VV.FF. di Corleone
Giovedì 23 novembre alle ore 17:30, avrà luogo la cerimonia di intitolazione del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Corleone alla memoria del C.S. Giuseppe Siciliano. Il Capo Squadra Siciliano è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile – oltre ad aver ottenuto il riconoscimento di “Vittima del Dovere” – a seguito del crollo di un edificio avvenuto in Palermo in via G. Pagano n.5, in data 11.03.1999, nel corso del quale lo stesso perdeva la vita. La cerimonia avverrà alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, on. Gianpiero Bocci che sarà accompagnato dal Prefetto di Palermo, dott.ssa Antonella De Miro e dai massimi vertici del Corpo Nazionale di Vigili del Fuoco. La cittadinanza è invitata a partecipare.
La Commissione Straordinaria
(G. Termini – R. Mallemi – M. Cacciola)

PC ed APP di ultima generazione all’Ufficio del Giudice di Pace di Corleone!

L'avv. Mario Di Lorenzo
PC ed APP di ultima generazione all’Ufficio del Giudice di Pace di Corleone
Riteniamo che sia stata premiata l’efficienza; ci risulta, infatti, che la Cancelleria del Giudice di Pace di Corleone nonostante le criticità logistiche e di personale, sia un vero e proprio fiore all’occhiello. Dal primo di ottobre 2016 al 30 settembre di quest’anno, oltre le incombenze amministrative, ha gestito 350 procedimenti giudiziari. Nello stesso periodo, l’unico Giudice la D.ssa Giovanna Cannizzaro, tra sentenze, ordinanze e decreti, ha emesso altrettante decisioni; abbassandone in questo modo il corso medio di oltre il 50%. Un pareggio, che attua il diritto alla ragionevole durata del processo (art. 111 Cost.). Questi dati, raffrontati al calo delle impugnazioni (50%) fanno esultare finanche i più accaniti sostenitori del principio: giustizia veloce - giustizia generica. L’Ufficio, che riveste ora un'importanza strategica nell’erogazione di molti servizi connessi all’amministrazione della giustizia nel territorio corleonese, in futuro svolgerà ulteriori mansioni sia nel civile, che nel penale. Esprimiamo, dunque, soddisfazione e ringraziamento al Ministro Andrea Orlando per la continua attenzione ed al Comune di Corleone, che vanta la disponibilità di tre suoi dipendenti.
Avv. Mario Di Lorenzo
Il Presidente ALI Sez. Sicilia

Portella, i braccianti, la memoria

Il primo dicembre a Palermo si presenta il docufilm frutto di un appassionato viaggio nella memoria: abbiamo attraversato la Sicilia per incontrare ed intervistare i familiari dei sindacalisti uccisi dalla mafia negli "anni terribili" 1944-48. Così abbiamo compiuto un ulteriore passo in avanti rispetto alla ricerca già confluita nel libro "Una strage ignorata". Una bella esperienza professionale ed umana che ci ha consentito di conoscere persone forti e coraggiose, giovani ed anziani capaci di resistere alla marea dell'oblio per chiedere verità, giustizia e dignità a lungo negate alle loro famiglie e alle rispettive comunità.
A tutti loro vorrei dedicare questo momento e il prodotto che si presenterà: è un opera pazientemente costruita da Fabrizio De Pascale, che ha da subito creduto nella proposta mia e di Dino Paternostro mettendoci tutta la sua passione e offrendo supporto, risorse e strumenti. Un lavoro corale e di squadra dove fondamentale è stato anche il lavoro tecnico di Antonio Curti e Massimiliano Caracappa, i quali si sono confermati gli ottimi professionisti che tutti noi ben conosciamo! (Pierluigi Basile)
A Palermo, il 1° dicembre 2017, il video sarà presentato agli studenti dell'Istituto Superiore Majorana (Via G. Astorino 56).

Informazione e mafia nel bacino euromediterraneo

Informazione e mafia nel bacino euromediterraneo: la verità a costo della vita, il caso di Daphne Caruana Galiziagiovedì 30 novembre 2017 dalle ore 15,00 alle ore 18,00 - Aula Magna - Facoltà di Giurisprudenza - Università di Palermo

Corleone, un brand per l’antimafia

GIORGIO RUTA
Dopo la morte di Riina in tanti pensano di trasformare l’immagine del paese grazie a una nuova sfida culturale t-shirt, vini, gadget possono diventare testimonial di qualità nel mondo di una comunità che vuole voltare pagina
Le parole hanno il loro peso, soprattutto se si parla di Corleone. «Forse adesso avrà un altro significato», osservava un liceale, nella piazza principale del paese Palermitano, appena appresa la notizia della morte di Totò Riina. E in effetti basta fare un semplice giro sul web o sui bazar per turisti per capire quanto Corleone sia un brand con un valore milionario sul mercato. Ci sono magliette, felpe, borse con su scritto Corleone. Ma anche shampoo e pomate, orologi e tazze. Il marchio tira ed è legato alla saga del Padrino.
«È un’etichetta difficile da togliere, che non rende giustizia a tanti corleonesi», riflette il sindacalista Dino Paternostro. Un comitato di cittadini ha chiesto ai commissari che amministrano il comune sciolto per mafia di ridare dignità al nome. Ed ecco fatto: è stato pubblicato un regolamento che prevede un marchio da poter apporre sui veri prodotti provenienti da Corleone. Un piccolo gesto, forse simbolico, ma è già qualcosa. Come un altro regolamento che prevede l’autorizzazione del comune per girare immagini nel paese. «Perché noi non siamo soltanto la città di Riina, siamo anche quella di Placido Rizzotto e di tanta gente che ha combattuto la mafia», specifica Paternostro.

Cipriani ai familiari del Padrino: “Ora cambiate per i vostri figli”

SALVO PALAZZOLO
Una nuova sfida attende la società civile, la scuola, la chiesa Serve coinvolgere tutti, anche i congiunti dei mafiosi: non possono essere chiusi un ghetto 
«Abbiate il coraggio di salvare i vostri figli. Abbiate il coraggio di cambiare». Pippo Cipriani, ex sindaco Pd di Corleone, guarda al dopo Riina e rivolge un appello ai figli di mafia, tutti, nessuno escluso. «Bisogna aprire una fase nuova per Corleone – dice – e solo tutti insieme potremo costruire una comunità diversa».
Durante la sua sindacatura propose che venisse tolta la patria potestà ai capimafia. Una proposta che fece discutere. È ancora valida, in questo momento?
«La mia proposta era più complessa. Partivo dal presupposto che bisogna cercare di salvaguardare in tutti i modi i figli dei mafiosi. Ma non pensavo a un esproprio. Piuttosto a un intervento fiducioso delle istituzioni, per far conoscere ai ragazzi altre realtà».
Ora, si rivolge ai quei ragazzi diventati uomini e donne, che oggi sono anche genitori.
«Quante tragedie hanno vissuto, quanti lutti. Dico a loro: cosa volete lasciare ai vostri figli?».
Basterà per farsi ascoltare?
«Una sfida aspetta la società civile, la scuola, la Chiesa: bisogna coinvolgere i figli di mafia, che non possono essere certo rinchiusi in un ghetto. Piuttosto, bisogna ragionare sul percorso migliore per salvarli ».

domenica 19 novembre 2017

Per lui adesso una tomba senza nome nel cimitero di Provenzano e Rizzotto

Giovani in piazza Falcone e Borsellino a Corleone
Il funerale Sarà all’alba, forse già domani. Nel paese l’evento è già finito
ENRICO FIERRO inviato a Corleone (Pa)

La salma di Totò Riina arriverà, forse domani, all’alba. Il sole non si sarà ancora affacciato dalla Montagna Vecchia e “il corpo della mafia” verrà velocemente tumulato. Nessun corteo funebre. Nessuno, oltre ai familiari, a pregare per lui. È un peccatore che non si è mai pentito, dice la Chiesa. Che pensa ai morti e al dolore. Alle famiglie dei magistrati uccisi, alle loro lacrime e alla loro disperazione. Pensa a Pio La Torre e alle centinaia di uomini e donne massacrati solo perché facevano il loro dovere. Pensa alle migliaia di morti delle guerre di mafia scatenate da “’o zu Totò”. Pensa, la Chiesa, alle bugie, alle “tragedie ”, agli inganni. E pensa a Giuseppe Di Matteo, bambino di 12 anni appena, che fece una morte orribile. Rinchiuso in una tana per oltre 700 giorni fu fatto morire di paura e di fame. “Lo toccavo e le sue braccia sembravano di burro”, raccontò uno degli assassini. Giuseppe lo sciolsero nell’acido. No, nessun funerale religioso per il capo dei capi. Sulla sua tomba non ci sarà neppure il nome.

Corleone attende la salma del boss: cittadini divisi fra lutto e ribellione

ROMINA MARCECA
Il feretro partirà domani da Parma. In paese sono arrivati i turisti stranieri: “Dov’è la casa di don Totò?” Su Facebook in mille hanno rilanciato la foto della figlia Maria Concetta che invita la gente a tacere
La salma del boss è rimasta bloccata dalla burocrazia. Corleone è un paese in attesa dell’arrivo della bara del padrino Totò Riina, rimasta a Parma fino a ieri perché gli uffici del comune erano chiusi. La famiglia non ha potuto ricevere il nulla osta per partire verso la Sicilia dopo l’autopsia disposta dalla magistratura. Il capo dei capi partirà da Parma domani verso la cittadina natale dopo 24 anni trascorsi in carcere, luogo in cui è morto. Ma ancora non si sa come, se in aereo o a bordo di un carro funebre.

sabato 18 novembre 2017

Sogna, ragazzo, sogna. La canzone dalla terra di Riina

I volontari al lavoro nei campi confiscati alla mafia
MIRIAM DI PERI
Il racconto dei ragazzi che dalla Toscana sono venuti in Sicilia. A lavorare nelle terre del boss di Corleone.
“Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre, perché hai già vinto, lo giuro, non ti possono fare più niente”. Era il 2005, dalla Toscana – nell’arco di un’estate intera – sono arrivati in Sicilia, a Corleone, i primi 84 ragazzi pronti a sporcarsi le mani sulle terre confiscate a Totò Riina e assegnate alla cooperativa sociale Lavoro e non solo. Raccoglievano pomodori sotto il sole cocente di agosto. E cantavano Sogna, ragazzo, sogna, di Roberto Vecchioni. 
“Partecipare a quell’esperienza – racconta Veronique, oggi 32enne, mamma, moglie, funzionaria al Comune di Firenze – non è come fare un viaggio in Grecia, non è una bandierina da piazzare nel proprio atlante personale. Ti resta dentro, la riporti a casa, la metti in pratica nella vita di ogni giorno”.

Davanti alla legge

Petra Reski - Ph. Shobba
Perché la giornalista investigativa pluripremiata Petra Reski continua a scrivere sulla mafia solo in forma di romanzo.
di CHRISTOF SIEMENS
«Non ho paura della mafia, ma della viltà degli onesti», si dice in “Bei aller Liebe” (Con tutto l’amore), l’ultimo romanzo di Petra Reski sugli intrighi della mafia in Italia e in Germania. Ciò che nel libro mette in bocca a una procuratrice immaginaria, l’autrice insignita di premi potrebbe dirlo a buon diritto anche di sé stessa. Da anni in saggi, articoli di giornali (anche per die Zeit) e romanzi si occupa dei crimini di Cosa Nostra e co.; per un certo tempo ha potuto comparire in pubblico solo sotto protezione della polizia. Ma la maggior parte dei problemi per il suo lavoro meritorio li ha attualmente non con qualche losco figuro, ma con le finezze della giustizia tedesca e internazionale così come con un famoso editore di Berlino.

I misteri dell’isola di Mozia e del palazzo di giustizia di Trapani

Il romanzo “Lo strabismo di Venere” (scritto dall’avvocato torinese Paolo Chicco e pubblicato dalla casa editrice Fausto Lupetti Editore) è ambientato in Sicilia, nella provincia di Trapani, tra il Palazzo di Giustizia e la deliziosa isola di Mozia. Le atmosfere sono simili a quelle della fiction di Rai Uno “Maltese, il romanzo del commissario”, ambientata proprio a Trapani. Il libro (già presentato a Filicudi, Santo Stefano di Camastra e in altre zone della Sicilia) è stato presentato a Palermo venerdì scorso alla Libreria del Mare, dall’autore e dai giornalisti Emanuele Lauria e Gilda Sciortino.
Ma qual è la trama di questo avvincente romanzo giudiziario? Il protagonista è il giudice Antonio Voce, nuovo presidente, facente funzioni, della prima sezione penale del Tribunale di Trapani. Tuttavia, il suo incarico arriva proprio nel momento sbagliato. L'ispettore Rachele Dioguardi, scorta personale del giudice, è turbata da qualcosa che ha visto sull'isola di Mozia e che non ricorda nei dettagli. Le responsabili del Cerchio Rosa e il loro difensore, Katia D'Ali, paiono più interessate ad apparire in TV che non alla condanna dello stupratore seriale che ha terrorizzato la tranquilla cittadina siciliana.

Mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, sulla morte di Totò Riina; "Era un pubblico peccatore, non si potranno fare i funerali"

Mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale
"Con la morte di Totò Riina è finito il delirio di onnipotenza del capo dei capi di cosa nostra, ma la mafia non è stata sconfitta e quindi non bisogna abbassare la guardia. Il compito della Chiesa è quello di educare le coscienze alla giustizia e alla legalità e di contrastare la mentalità mafiosa. Al momento mi trovo in Visita pastorale in un Comune della mia Arcidiocesi, ancora non ho informazioni se e quando la salma di Riina sarà trasferita a Corleone. Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero".
Michele Pennisi
arcivescovo di Monreale

La rivista "Famiglia Cristiana" racconta l'altra Corleone, quella sana e onesta che nessuno racconta

di PIETRO SCAGLIONE
Dopo la morte del “capo dei capi” Totò Riina, si devono accendere i riflettori sull’altra Corleone, la Corleone che resiste e lotta per il cambiamento. Vi sono infiniti esempi di “storie del bene” non raccontate: i giovani impegnati nei campus di Libera nei terreni confiscati ai boss; l’antimafia sociale; l’azione della Camera del Lavoro (in continuità con l’insegnamento degli storici leader Placido Rizzotto e Pio La Torre);  le battaglie (passate e presenti) della sinistra e del cattolicesimo sociale; il ruolo del “Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e sull’Antimafia” (contenente reperti storici di notevole importanza); le storie di politici come Pippo Cipriani e di sindacalisti come Dino Paternostro (da sempre impegnati per il cambiamento e il rinnovamento della loro cittadina). Corleone non è soltanto la terra natale di Riina, Provenzano, Liggio e Navarra. Corleone è anche il teatro del primo sciopero agricolo contro il latifondo (nel lontano Ottocento), la cittadina delle prime lotte contadine e dei Fasci Siciliani, la terra natale di eroi come Bernardino Verro e Placido Rizzotto.
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Riina, viaggio a Corleone: ecco come è cambiata dalle stragi a oggi

Il reportage di PalermoToday nella cittadina che ha dato i natali al capo dei capi, a poche ore di distanza dalla morte del boss. Ne abbiamo parlato con l'ex sindaco Pippo Cipriani, il direttore di Città Nuove, Dino Paternostro e i ragazzi dell'associazione Cidma (centro internazionale di documentazione sulla mafia e del movimento antimafia)
Cipriani è stato primo cittadino di Corleone per due volte (dal '93 al 2001) e si è intestato nel suo comune numerose battaglie antimafia. In diversi spazi del centro storico campeggiano invece i manifesti dell'associazione Cidma, il centro di documentazione sulla mafia e del movimento antimafia. Una realtà nata per permettere a Corleone di affrancarsi dalla pesante "etichetta" di “capitale della mafia”. GUARDA IL VIDEO

Corleone si divide su Riina: "Un galantuomo", "Una pagina buia"

Il paese dove è nato Totò Riina si divide nel giorno della morte del "capo dei capi". C'è chi lo definisce un galantuomo e chi parla "di una pagina buia che si chiude con il suo decesso". Se molti preferiscono non parlare, Dino Paternostro, impegnato sul territorio con Città nuove, fa un appello ai mafiosi: "Non vale la pena morire così"

di Giorgio Ruta

venerdì 17 novembre 2017

Dopo la morte di Riina, un appello agli uomini di Cosa Nostra: abbandonate questa organizzazione di sangue!

DINO PATERNOSTRO
Totò Riina è morto. Prima di lui è morto anche Bernardo Provenzano. E prima ancora Luciano Liggio. Insieme a Michele Navarra, sono stati i feroci capi ella Cosa Nostra siciliana, di origine corleonese, colpevoli dei crimini più orrendi, delle nefandezze più inaudite nei confronti della società civile e dello Stato. Sono stati loro (e Riina più di tutti) ad inchiodare Corleone al tragico destino di “capitale della mafia”, nonostante i tanti e generosi tentativi di tanti e generosi corleonesi onesti di liberarsene. Sarebbe facile adesso usare le parole più violente e crudeli nei confronti di Riina. Ma a noi non serve alcuna vendetta. Ci sentiamo solamente di fare una riflessione. E invitiamo gli uomini (e le donne) di mafia a farla insieme a noi. A che vi serve restare in questa organizzazione criminale? Prima o poi verrete arrestati. Rischierete di morire in carcere. Prima o poi i vostri beni verranno confiscati. Marchierete a fuoco per i prossimi anni i vostri figli e i vostri nipoti. Abbandonate questa organizzazione di sangue. Cambiate strada. È possibile. Sarebbe il più bel regalo che potreste fare alla Sicilia e alla Corleone degli onesti.
Dino Paternostro
Direttore di Città Nuove Corleone  

Riina è morto, la mafia no. La sfida è aperta

Totò Riina
È morto il boss Totò Riina. Il capo dei capi di Cosa nostra. Ma non è morta la mafia e si determina una fase di transizione tremenda e dagli esiti incerti. La sfida è in sostanza aperta. Adesso non possiamo perdere tempo. Lo Stato deve saper dimostrare che sa passare dall'”antimafia del giorno dopo” all’”antimafia del giorno prima”.
Vanno messi subito a fuoco alcuni scenari possibili:
1.    Cosa nostra ritorna definitivamente al vecchio ritmo collusivo con la società, l’economia e le istituzioni per premere il grilletto solo quando è necessario e per “operazioni chirurgiche” all’interno e, solo quando è inevitabile, anche all’esterno. Si tratta di una stabilizzazione del quadro attuale interno all’organizzazione, con una guida e una strategia più adeguate e credibili rispetto a quelle dei corleonesi di Riina, Provenzano e Bagarella;

È morto il boss Totò Riina. Da 24 anni era al 41 bis

I boss Totò Riina
di SALVO PALAZZOLO
Il capo della mafia siciliana è deceduto alle 3,37 nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma. Gli ultimi misteri del padrino di Corleone nelle sue intercettazioni in carcereAlle 3,37 Totò Riina ha smesso di vivere, non è sopravvisuto agli ultimi due interventi e a cinque giorni di coma. E si è portato per sempre nella tomba i suoi segreti. "Ne dovrebbero nascere mille l'anno come Totò Riina", ripeteva in carcere al suo compagno dell'ora d'aria, il boss pugliese Alberto Lorusso. Tre anni fa. E poi si vantava della morte di Giovanni Falcone: "Gli ho fatto fare la fine del tonno". La stessa fine che invocava per il pm Nino Di Matteo: "Ti farei diventare il primo tonno, il tonno buono". Come sempre, manie di grandezza mafiosa, ma non solo. Il capo dei capi della mafia siciliana ha sempre perseguito una lucida strategia in carcere, quasi un'ossessione: ribadire il ruolo che ha svolto nell'Italia degli ultimi quarantanni e allontanare l'idea che sia stato un pupo, un burattino nelle mani di forze occulte annidate dentro lo Stato.
L'analisi I misteri che verranno sepolti con lui di LIRIO ABBATE
Totò Riina, il boss che fece la guerra allo Stato
Morto il boss Riina, Bolzoni: "L'uomo che ha trasformato Cosa nostra in Cosa sua"

giovedì 16 novembre 2017

Mafia: il boss Totò Riina in fin di vita. Il ministro Orlando firma il permesso per i figli: potranno stargli vicino

Il boss mafioso Totò Riina
In coma dopo due interventi chirurgici, compie oggi 87 anni
E' in fin di vita il boss corleonese Totò Riina. Malato da tempo, è ricoverato nel Reparto detenuti dell'ospedale di Parma. Con il parere positivo della Procura nazionale antimafia e dell'Amministrazione penitenziaria, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato il permesso per i figli che potranno stargli vicino, nella struttura sanitaria.
Il capomafia, in coma da giorni dopo due interventi chirurgici, compie oggi 87 anni. Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, è ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa nostra.
· Capaci, la strage dagli archivi ANSA
· Falcone e Borsellino, 70 mila studenti uniti 25 anni dopo le stragi

mercoledì 15 novembre 2017

Palermo. Solidarietà della Cgil alla parrocchia e agli operatori sociali di Borgo Nuovo dopo gli atti vandalici

“Serve più sicurezza nel quartiere. Queste realtà sono presidi importanti, non possono essere abbandonati a se stessi”.
Palermo 15 novembre 2017 – La Cgil Palermo esprime la sua solidarietà alla comunità di Borgo Nuovo, alla parrocchia di Santa Cristina e agli operatori delle associazioni impegnate nel quartiere dopo l’incendio alle auto del parroco e gli atti di vandalismo che hanno colpito il centro anziani e la ludoteca gestita da volontari dell’Arciragazzi. Ludoteca già oggetto di raid e incursioni, come quella del febbraio 2015, in cui fu divelta la ringhiera e furono messe a soqquadro le stanze e portati via Pc, apparecchi audio e giochi. “E’ gravissimo l’attacco continuo a chi opera nel quartiere in condizioni difficili, alla chiesa e alle associazioni che da anni rappresentano un presidio importante, in cui si cerca di dare un minimo di risposte ai ragazzi e agli anziani in un territorio che vive nella totale assenza di ogni altro genere di politiche – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario generale Spi Cgil Palermo Maria Concetta Balistreri– Queste realtà hanno diritto a poter proseguire la loro attività nella massima sicurezza. Da sempre chiediamo una maggiore sorveglianza perché il lavoro di questi operatori vada avanti per creare opportunità di crescita e di coesione sociale in una zona della città che non può essere considerata marginale né abbandonata a se stessa”.

Bufera giudiziaria su Rizzotto. Indagine sull'ente del deputato

L'on. Tony Rizzotto
La Procura indaga per peculato nella gestione dell'Isfordd, guidato fino a pochi mesi fa dal primo 'leghista' all'Ars.
PALERMO - Stipendi mai pagati e Tfr sparito nel nulla. L'ennesima bufera giudiziaria sulla Formazione professionale siciliana travolge l'Isfordd, l'ente gestito fino a pochi mesi fa dal neo deputato regionale Tony Rizzotto, il primo leghista a sedere all'Assemblea regionale siciliana. Alle elezioni del 5 novembre scorso era candidato con la lista di Noi con Salvini e Fratelli d'ItaliaL'inchiesta è alle battute iniziali. È stata avviata lo scorso febbraio. Fino allo scorso settembre risultava iscritta ancora a carico di ignoti, ma con la contestazione di un reato specifico: il peculato. Reato che, codice alla mano, viene commesso dal “pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio la disponibilità di danaro altrui se ne appropria”.

martedì 14 novembre 2017

Partinico, l’Open Day della prevenzione fa il “pieno” di visite

Sono state 857 le prestazioni. Il camper delle vaccinazioni venerdì a piazza Castelnuovo a Palermo
PARTINICO 14 NOVEMBRE 2017 – Si è chiuso con un bilancio di 857 prestazioni, tra visite ed esami, l’Open Day della Prevenzione organizzato all’Ospedale di Partinico in occasione della Giornata Mondiale del Diabete. L’Asp di Palermo ha deciso di aprire le porte del nosocomio realizzando un nuovo modello di integrazione Ospedale-Territorio. “In un luogo deputato alla diagnosi e cura – ha spiegato il commissario dell’Asp, Antonio Candela – abbiamo organizzato e realizzato una giornata dedicata alla prevenzione. La gente ha apprezzato tanto da far registrare un numero ragguardevole di prestazioni.

lunedì 13 novembre 2017

Corleone, tribuna del campo sportivo: Trova le differenze...

Due foto della tribuna del campo sportivo di Corleone
Peppino Maggio dell'A.S.D. Animosa Civitas Corleone ci scrive:
"Cosa è successo in 6 mesi di così grave da determinare l'inagibilità della tribuna???
Qualcuno dei responsabili ci può rispondere?!?! Chiedo al Direttore di Città Nuove Dino Paternostro di dare diffusione alla situazione di disagio ed imbarazzo nella quale i giovani corleonesi ed i loro sostenitori sono costretti a vivere i 90 minuti di partita!"

ECCO LA NOSTRA RISPOSTA:

Cosa nostra si organizza aspettando la fine del “capo dei capi”

SALVO PALAZZOLO
La Cupola è pronta a riunirsi per darsi i nuovi assetti ma questo potrà avvenire solo dopo la morte di Riina
Ormai, stanno aspettando soltanto una notizia. «Totò Riina è morto nel suo letto d’ospedale, al 41 bis». E poi partirà la convocazione firmata da un direttorio. La convocazione per la gran riunione della Cupola, la commissione provinciale di Cosa nostra, la cabina di regia dell’organizzazione, che non si riunisce da ventiquattro anni, dal giorno dell’arresto di Riina, il 15 gennaio 1993. Perché soltanto il presidente della Cupola può convocare i capi mandamento. Nel 2008, uno dei vecchi, il boss di Bagheria Pino Scaduto, si era fatto promotore di una modifica dello statuto speciale dell’organizzazione mafiosa, aveva anche trovato alleati in carcere per la modifica “costituzionale”, ma i carabinieri del nucleo investigativo e la procura arrivarono prima dell’approvazione, facendo saltare il tavolo della nuova maggioranza. E mai nessuno ha più riprovato, le famiglie sono andate avanti in ordine sparso, al massimo alcuni mandamenti hanno fatto qualche incontro al ristorante finalizzato ad affari comuni. Ma niente riunioni plenarie. È vietato, pena l’accusa di complotto nei confronti del gran corleonese rinchiuso al 41 bis.

Premio Augusta: Inerti, di Barbara Giangravè, si aggiudica l'edizione 2017

Il riconoscimento all'inchiesta giornalistica trasformata in romanzo sulla eco-mafia siciliana. Il Premio Letterario riservato agli autori esordienti e fondato nel 2016 dall'omonima associazione culturale torinese ha visto salire sul palco di Pistoia – capitale della cultura italiana in carica – la giornalista e scrittrice palermitana. La manifestazione, già patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, si è avvalsa quest'anno anche della sponsorizzazione del Salone Internazionale del Libro e dell'Istituto Treccani.
Pistoia, 12 novembre 2017 – Dopo la conferenza stampa svoltasi nella mattina di ieri alla Biblioteca San Giorgio, una Barbara Giangravè visibilmente emozionata è salita in serata sul palco del R-mutt 1917, nella centrale via dei Bacchettoni di Pistoia, al momento della proclamazione del vincitore del Premio Augusta edizione 2017.

domenica 12 novembre 2017

Corleone, pubblicato l'avviso per l'affidamento del servizio di gestione dell'eliporto

L'eliporto di contrada Giaconia-Sant'Elena
Il Comune di Corleone ha pubblicato un avviso per la manifestazione di interesse per l’affidamento del servizio di gestione, vigilanza, uso, manutenzione preventiva ordinaria e assistenza tecnica dell’elisuperficie h24 in contrada “Giaconia - Sant’elena in Corleone, per un importo del servizio di euro 6.557,50 annui. Si tratta di un provvedimento molto importante, che ci porterà dopo tanti anni a potere utilizzare l’eliporto anche di notte, con tutti i vantaggi che ne potranno derivare ai cittadini di Corleone e dei comuni circostanti. LEGGI L’AVVISO


sabato 11 novembre 2017

Palermo. Il Borgo e le altre enclave dove si è asserragliata la mafia

GIOSUÈ CALACIURA
IL RACCONTO. Nella città che ha visto morire in strada Libero Grassi la ribellione dei diciotto commercianti del Borgo Vecchio assume il sapore amarissimo di un risarcimento, ma non bisogna fermarsi
I commercianti denunciano, gli estorsori vanno in galera. Ad altre latitudini solo una “breve” in cronaca, normale esito investigativo di un illecito disinnescato e punito. Una non-notizia. A Palermo, a Borgo Vecchio, è la notizia. Dirompente, attesa. Nella città che ha visto morire in strada Libero Grassi ha anche il sapore, amarissimo, di un risarcimento. Ancora troppo fragile. Ma quel “no” dell’imprenditore ucciso nel ‘91 ha lo stesso suono — quasi un’eco — di quello pronunciato dai 18 commercianti del Borgo. E ci dice qualcosa di più su “l’altra città”, i quartieri del centro storico e delle periferie che non hanno né stampa né epigoni, che hanno servizi al minimo e marginalità massima.

Palermo, cambio alla direzione sanitaria dell'Asp: Russo prenderà il posto di Volo


Palermo. La rivolta anti-pizzo nel fortino della mafia: ora i negozianti non subiscono più

SALVO PALAZZOLO
Baci alle vittime. Per dissimulare la minaccia l’esattore salutava il negoziante con un bacio amichevole. La maggioranza. Diciotto commercianti hanno ammesso di pagare altri otto hanno negato
Hanno modi gentili gli esattori del pizzo del Borgo Vecchio. «Uno si presentò prima di Natale dicendo che dovevo fare gli auguri — racconta il titolare dell’Ottica Scaglione di via Archimede — quando andò via mi diede un bacio sulla guancia». Il bacio della mafia, una minaccia subdola e diretta, che fa ancora paura nonostante i clan non siano più quelli di un tempo. Per questo, tanti commercianti ancora non denunciano a Palermo. Da San Lorenzo a Brancaccio. Eppure, negli ultimi mesi, un pezzo del muro di omertà che protegge gli esattori del pizzo è cominciato a crollare, nel posto più impensato.

venerdì 10 novembre 2017

Operazione antimafia al Borgo Vecchio di Palermo: arrestate 17 persone

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, su delega della Procura distrettuale, stanno eseguendo un provvedimento restrittivo emesso dal GIP del Tribunale di Palermo nei confronti di 17 indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, rapina, illecita detenzione di armi e munizioni e fittizia intestazione di beni. L’attività d’indagine rappresenta la prosecuzione di pregresse operazioni condotte nei confronti degli affiliati al mandamento mafioso di Porta Nuova, quali Pedro (luglio 2011), Hybris (dicembre 2011), Panta Rei 1 e 2 (dicembre 2015 e novembre 2016), ed ha permesso la disarticolazione dell’attuale organigramma della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, individuandone gli assetti e le relative dinamiche attraverso le numerose attività di intercettazioni audio/video ed il contributo di due collaboratori di giustizia, ex esponenti apicali del predetto sodalizio criminoso.
La dichiarazione del colonnello Antonio Di Stasio, comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo

giovedì 9 novembre 2017

"Roberto Saviano diffama l'immagine di Corleone"

"Per l'ennesima volta, vergognosamente, l'immagine di Corleone e dei suoi cittadini onesti, viene diffamata e additata". A denunciarlo è il Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e del Movimento Antimafia di Corleone che attacca lo scrittore Roberto Saviano, che ieri, parlando dell'episodio di Ostia aveva paragonato il quartiere romano a "Corleone o Scampia". "Il risveglio di stamattina ci lascia un po’ l’amaro in bocca. Ci dispiace constatare che la nomea di Corleone città della mafia, non riguarda solo persone andate avanti a pane e Padrino ma anche Roberto Saviano che da anni "combatte" contro la camorra e incontra quotidianamente persone che a causa della camorra hanno perso parenti, sorrisi e speranza - dicono i ragazzi del Museo sulla mafia di Corleone - L' avevamo invitato a venire: se solo avesse accolto l’invito, si sarebbe reso conto che Corleone si, ha da raccontare storie di lupare e dolore, ma oggi può raccontare storie di grandi lotte e di riscatto".

L’Asp di Palermo apre le porte dell’ospedale di Partinico per “l’open day della prevenzione”

Visite ed esami gratuiti martedì 14 novembre. Ci sarà pure il camper per la vaccinazione antinfluenzale         
L’Asp di Palermo “apre le porte” dell’Ospedale di Partinico per “L’Open Day della prevenzione”, in programma martedì 14 novembre, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete. Dalle 9.30 alle 16 gli utenti di tutto il  comprensorio avranno la possibilità di effettuare visite ed esami gratis, ma anche di aderire ai programmi di prevenzione. “A Partinico è nata nel mese di gennaio di del 2014 Asp in Piazza ed a Partinico vogliamo sperimentare un nuovo modello di prevenzione – ha sottolineato il Commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, Antonio Candela – un modello che preveda la reale e concreta integrazione tra Ospedale e Territorio. Martedì prossimo porteremo tutte le prestazioni che solitamente facciamo nelle nostre iniziative itineranti e le integreremo con le attività di prevenzione che solitamente vengono svolte nel nosocomio. Ed anche la struttura che abbiamo allestito prevede la presenza dei camper nell’area adiacente l’ingresso dell’ospedale, ma pure l’apertura agli utenti di molti ambulatori all’interno della struttura. Così come avviene per Asp in Piazza, tutte le prestazioni saranno gratuite e con accesso diretto”.

Giuseppe Di Vittorio e Bernardino Verro: una vita al fianco dei lavoratori e dei poveri

Bernardino Verro
PIETRO SCAGLIONE
Giuseppe Di Vittorio e Bernardino Verro (due miti della sinistra e del sindacato) furono accomunati da tantissimi aspetti: le loro lotte al fianco dei lavoratori, il loro amore verso i poveri, le loro origini meridionali (il primo pugliese, il secondo siciliano), il loro sindacalismo "rivoluzionario", la loro militanza di sinistra (entrambi di formazione socialista, Di Vittorio poi aderì al P.C.I. - Partito Comunista Italiano - sin dalla fondazione nel congresso di Livorno); per ultimo, anche il giorno della loro morte. Verro, infatti, fu assassinato a Corleone il 3 novembre del 1915, mentre Di Vittorio (indimenticabile leader della CGIL - Confederazione Generale Italiana del Lavoro) scomparve, per cause naturali, il 3 novembre del 1957. Il ruolo prezioso nel sindacato e nella politica italiana di Giuseppe Di Vittorio non fu mai dimenticato. Pertanto rimandiamo ad altre sedi l'approfondimento del padre nobile della Cgil. In questo articolo ci soffermiamo su Bernardino Verro, un martire della sinistra e del sindacato, non sempre adeguatamente ricordato dall'opinione pubblica. 

Assemblea Regionale Siciliana: quanti impresentabili!

Ecco un bel campionario dei candidati (alcuni eletti) all'Assemblea Regionale Siciliana:
1) Antonello Rizza, 22 capi d'imputazione in 4 processi.
2) Giambattista Coltraro, rinviato a giudizio per falso.
3) Marianna Caronia, indagata per corruzione.
4)Santi Formica, condannato per danno erariale.
5) Cateno De Luca, indagato per il "sacco di Fiumedinisi", chiesti 5 anni.
6) Giuseppe Gennuso, indagato per truffa aggravata.
7) Giuseppe Clemente, condannato 1° grado per corruzione elettorale.
8)Giuseppe Federico, rinviato a giudizio per falsa testimonianza.
9) Pippo Sorbello, a processo per voto di scambio.
10) Francesco Salone, indagato per truffa.

Torna dal 10 al 12 novembre “Fa’ la cosa giusta! Sicilia”, la più grande fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

Torna a Palermo dal 10 al 12 novembre “Fa’ la Cosa Giusta! Sicilia”, la fiera regionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili giunta quest’anno alla quarta edizione e collegata alla grande fiera nazionale Fa’ la cosa Giusta! che da quattordici anni si tiene a Milano da un’idea della casa editrice Terre di Mezzo. Tre giorni per incontrare e far conoscere produttori, associazioni e progetti attenti alla sostenibilità ambientale, sociale ed etica dell’Isola e per parlare di riciclo, km 0, agricoltura sostenibile, piccola pesca, turismo responsabile, integrazione multiculturale e tanto altro attraverso gli espositori ed un ricco calendario culturale di incontri, confronti, spettacoli e laboratori per adulti e bambini.

mercoledì 8 novembre 2017

Rizzotto, l’ex dc primo leghista a Sala d’Ercole: “Stop migranti”

SARA SCARAFIA
È STATO ALL’ARS PER L’MPA, TORNA CON SALVINI
La Lega di Matteo Salvini entra per la prima volta all’Assemblea regionale siciliana sulle gambe di Antonino, detto Tony, Rizzotto, 65 anni e diverse casacche politiche appese nell’armadio di casa: da quella della Dc a quella di Forza Italia, da quella autonomista del Movimento per l’autonomia, col quale venne eletto deputato regionale nel 2006, a quella di Alleanza nazionale. E poi ancora Pdl, movimento Noi Sud e di nuovo Mpa col quale nel 2012 tentò, fallendolo, il ritorno all’Ars. Il voto di domenica lo ha riportato a Palazzo d’Orleans, stavolta come primo e unico rappresentante di Noi con Salvini. «Mi sono avvicinato a Matteo — dice Rizzotto — perché lo vedo leader di un movimento in ascesa». Una passione, quella di Rizzotto per la Lega, sbocciata poco prima del voto: fino a settembre le cronache politiche lo davano indeciso, corteggiato pure dagli alfaniani di Ap che alla fine dall’Ars sono rimasti fuori.

martedì 7 novembre 2017

PERCHÉ IL SUD È RIMASTO INDIETRO? LA RISPOSTA DI EMANUELE FELICE

Riedito di recente da Il Mulino, il saggio di Felice è già un classico contemporaneo sulla Questione Meridionale
Di una cosa possiamo ringraziare i revisionisti che, a partire dal 2010, hanno tentato di rileggere la Questione Meridionale in maniera più o meno delirante: senza i loro tentativi sistematici di addossare i guai del Sud esclusivamente all’Unità d’Italia non avremmo avuto la ripresa della riflessione scientifica, quella vera, sul Risorgimento e sulle sue conseguenze. Di più: non avremmo avuto la notevole produzione pubblicistica attraverso la quale gli esponenti più sensibili e brillanti del mondo accademico hanno replicato ai revisionistiNe è un esempio Perché il Sud è rimasto indietro (Il Mulino, Bologna, ultima ed. 2016) di Emanuele Felice, un migrante meridionale di lusso, nato in Abruzzo e docente di Storia economica all’Università Autònoma di Barcellona dopo una gavetta come docente a contratto a Bologna e Siena.

Elezioni Regionali. Tutte le preferenze delle liste in provincia di Palermo

L'Assemblea Regionale Siciliana
#DiventeràBellissima 23027
Musumeci Presidente
Alessandro Aricò 9046
Michela Maria Rosaria Bottino 186
Giorgio Calì 242
Alessandro Castrogiovanni 1034
Pietro D'Alì 1708
Maria Concetta Di Filippo 1
Tommaso Francesco Di Giorgio 2159
Michele Gangi 546
Carmelo Gattuso 842
Salvatore Licciardi 1552
Vittoria Maggi 48
Giovan Battista Mammana 1739
Gaetano Milano 1473
Domenico Porretta 2055
Concetta Tatiana Sanfratello 9
Claudia Serio 387

lunedì 6 novembre 2017

Corleone, stravincono Musumeci e il centrodestra, ma il primo partito è il NON-VOTO!

Se in Sicilia il centrodestra vince, a Corleone stravince. Nello Musumeci, infatti, ottiene ben 2751 voti (55,16%), più che doppiando Giancarlo Cancelleri, che ha ottenuto 1184 voti (23,74%). Molto distaccato Fabrizio Micari con i suoi 822 voti (16,48%). Penultimo Claudio Fava con 206 voti (4,13%). Ultimo Roberto La Rosa con 24 voti (0,48%).
La lista del M5S ottiene meno voti del suo leader Cancelleri: 810 voti (16,78%), superata sia dalla lista di Forza Italia con 893 voti (18,50%), sia dalla lista Popolari e Autonomisti con 821 voti (17,01%). Ma il candidato locale dei grillini Angelo Moscarelli di Roccamena ottiene un’ottima affermazione personale con 440 voti di preferenza. Buon risultato per la lista Arcipelago Sicilia dov’era candidato l’ex consigliere del Pd Benedetto Gambino, con i suoi 579 voti (12,00%). Proprio Gambino, con i suoi 432 voti di preferenza, è il secondo candidato più votato di Corleone. LEGGI I RISULTATI IN DETTAGLIO