giovedì 29 dicembre 2016

Via libera dell’Ars alla proroga dei contratti dei precari in scadenza, in arrivo altri precari

Rosario Crocetta
APPROVATA LA NORMA PER PROROGARE I CONTRATTI IN SCADENZA. SARÀ POSSIBILE INGAGGIARE ALTRO PERSONALE
La proroga dei precari storici, certo. Ma anche la possibilità di farne di nuovi, il tutto nel lungo anno elettorale alle porte. Poteva l’Ars non approfittare del ddl “nobile” per garantire ancora due anni certi di contratto a una platea di oltre 20mila precari di enti pubblici e non approfittarne, infilandoci un piccolo comma che consentirà agli stessi enti di assumere nuove persone senza alcun obbligo di concorso e con contratti a tempo? Certo che no, ed ecco che nella legge votata ieri a gran maggioranza a Sala d’Ercole, salta fuori la possibilità di fare questi nuovi contratti in Regione, Comuni e perfino Aziende sanitarie. A nulla è servito un emendamento, presentato dai socialisti e sostenuto dal Movimento 5 stelle, che doveva cancellare questa norma: con voto segreto è stato bocciato.
La norma prevede che, in deroga al blocco delle assunzioni, «qualora tra il personale con contratto di lavoro subordinato non siano presenti figure professionali necessarie all’espletamento delle funzioni e dei servizi istituzionali, le amministrazioni interessate possono instaurare rapporti di lavoro flessibile a patto che non vi sia un aumento dei costi». Insomma, se qualche dipendete comunale va in pensione, ad esempio, si può trovare il modo per fare nuove assunzioni a tempo determinato oltre il bacino di precari storico. «Il lupo perde il pelo, ma non il vizio e la politica approva una porcheria », dicono il segretario generale e il segretario regionale della Cisl Funzione pubblica siciliana Gigi Caracausi e Paolo Montera.
Al netto di questa scelta dal sapore elettorale, l’unica altra cosa certa è che i 16mila precari degli enti locali, gli altri 5mila Asu, i 1.500 precari delle Aziende sanitarie e altri 500 dipendenti a tempo della Regione hanno la proroga per almeno due anni, fino al 2018. Nelle more sarà avviata anche la stabilizzazione in deroga a una serie di tetti imposti dallo Stato: almeno 8mila precari potrebbero essere stabilizzati da qui ai prossimi due anni e sono previste penalità per i Comuni che non lo faranno avendo i posti disponibili in pianta organica.
La grande incognita rimane questa seconda parte della norma votata ieri dall’Ars: la proroga non è a rischio impugnativa dallo Stato, ma la stabilizzazione in deroga alle norme nazionali sì. Per evitare impugnative occorreva un passaggio in Parlamento nazionale, che è saltato. Da Palazzo Chigi sarebbero comunque arrivate rassicurazioni informali per evitare una impugnativa. Ma non vi è alcuna certezza. Insomma, proroghe sì, ma stabilizzazione forse.
a.fras.

La Repubblica Palermo, 29 dic 2016

Sicilia. Panepinto: norma su "nuove assunzioni"? Polemiche strumentali da chi non conosce la disposizione
 “Siamo stupiti dalla reazione di fronte alla norma definita come la ‘deroga al blocco delle assunzioni’: si grida allo scandalo, senza sapere - o comunque senza spiegare – che questa possibilità riguarda solo alcuni comuni inferiori a 5000 abitanti e che i contratti potranno essere stipulati esclusivamente con fondi comunali e non regionali. Proprio i piccoli comuni, infatti, per via di stretti vincoli finanziari e per l’impossibilità di accendere nuovi contratti, si sono trovati spesso privi di figure apicali, quelle di ‘categoria D’ come capi strutture e dirigenti. Grazie a questa norma si potrà procedere al cosiddetto ‘scavalco’, cioè all’utilizzo di dipendenti di altri enti previsto da una legge del 2004. Lo spirito che ha portato all’approvazione del provvedimento è dettato dalla volontà di far funzionare meglio le piccole amministrazioni, solo se virtuose e in grado di spendere propri fondi. Ci aspettavamo la strumentalizzazioni dell’opposizione, ma si è unita anche quella di alcuni ‘analisti’ che forse non hanno studiato a fondo la norma. Ad ogni modo, se voler far funzionale anche i piccoli comuni in Sicilia è una colpa, sono pronto ad assumermi le mie responsabilità”.
Sicilia. Raciti: norma su precari provvedimento giusto, no polemiche strumentali
 “La norma sui precari approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana su proposta del governo regionale è un provvedimento giusto e necessario, specie alla luce di quanto accaduto di recente a Roma, con la crisi politica che ha portato ad un nuovo governo nazionale ed al conseguente slittamento dei tempi previsti”. Lo dice Fausto Raciti, segretario regionale del PD.
 “In Sicilia abbiano fatto la nostra parte, individuando un percorso concreto per la stabilizzazione di un bacino fondamentale per il funzionamento degli enti locali. Al tempo stesso – aggiunge Raciti – trovo strumentali le polemiche per una disposizione corretta, contenuta nel testo sui precari, che permette ai comuni di individuare figure necessarie alla regolare attività delle amministrazioni locali: ancora una volta, purtroppo, c’è chi preferisce gettare discredito sulla Regione pur di guadagnare qualche titolo sui giornali”.

giovedì 29 dicembre 2016

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