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lunedì 12 dicembre 2016

Flash sull’immigrazione “clandestina” in Italia

Dal primo gennaio alle 7 del due dicembre 2016, gli stranieri soccorsi/sbarcati in Italia sono stati complessivamente 173.188 (gli ultimi 172 sono giunti nel porto di Palermo il mattino del primo dicembre a bordo della nave Louise Marie del dispositivo aeronavale Eunavfor Med). Sono stati, così, superati i numeri degli sbarchi del 2014 (170.100, era stato il record) e dell’anno passato (153.842). La Libia continua ad essere il paese da dove parte la maggior parte di migranti (154.531), seguita da Egitto (12.766) e da Turchia (3.486). Imponente la “flottiglia” di imbarcazioni, 3.522, utilizzate complessivamente negli ultimi tre anni nei trasporti in mare; solo quest’anno ben 1.477 ( 1.063 gommoni) di cui 645 affondate, 651 alla deriva, 5 recuperate dagli “scafisti”, 82 non rinvenute e 94 sequestrate. Relativamente agli “scafisti” arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina il numero è di tutto riguardo (740) anche se, a mio parere, in molti casi le persone indagate erano soprattutto migranti costretti o “convinti” dagli stessi trafficanti a “pilotare” l’imbarcazione con forti sconti sul costo della traversata.
Sta di fatto che sul totale delle persone arrestate dalla polizia di stato dopo gli sbarchi nei vari porti italiani, ben 153 sono risultati egiziani, 144 gambiani e 138 senegalesi (i libici solo 15). Anche nel 2015 gli egiziani erano stati il numero più consistente (154) sul totale di 521 arrestati per il delitto ex art.12 del T.U. sull’immigrazione (favoreggiamento). Inutile ricordare che i capi, gli organizzatori del traffico di persone e tutta la folta schiera di fiancheggiatori e manovalanza che si trovano in Libia, Egitto e Turchia, se la godono beatamente anche con la complicità di segmenti istituzionali locali che, in cambio, ricevono adeguati compensi. Se questa è la situazione in mare destinata, forse, ad un rallentamento nel mese di dicembre con le condizioni meteo certamente non favorevoli, ai confini terrestri la situazione degli stranieri “irregolari” rintracciati dai servizi di polizia permane “stazionaria” con 3.920 rintracci al confine con la Svizzera, 7.125 con l’Austria, 1.324 con la Slovenia e 291 con la Francia (dati riferiti al primo dicembre). Più consistenti le cosiddette “riammissioni passive” (il rientro, cioè, di stranieri irregolari in Italia dopo i controlli fatti nei paesi confinanti) che sono state 522 dalla Francia (ai quali vanno aggiunti i 22.491 cittadini “respinti” nel nostro paese da quelle autorità), 18.344 dalla Svizzera, 1.302 dall’Austria e solo 46 dalla Slovenia. Inutile dire che gli uffici immigrazione di molte questure sono particolarmente impegnati nello svolgimento delle attività di competenza, non sempre agevoli, specie nella materia delle istanze di protezione internazionale che, alla data odierna, sono ben 114.788. Insomma, negli ultimi tre anni, son stati circa mezzo milione i migranti salvati in mare e accolti nei nostri porti nonostante i controlli aumentati e le partenze, in alcuni casi, bloccate. Quando, giusto tre anni fa, il nostro capo dell’immigrazione e della polizia delle frontiere, Prefetto Pinto dichiarò, preoccupato, in sede di audizione in commissione parlamentare, che sulle coste nord africane c’era un milione di migranti pronti a partire, fu criticato e zittito dai vertici politico-istituzionali. Le preoccupazioni del prefetto erano fondate.
(P.I.)
 

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