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domenica 18 dicembre 2016

Corleone, quel silenzio assordante dopo le intimidazioni...

DINO PATERNOSTRO
Nella tarda serata serata dello scorso 14 dicembre a Ficuzza, borgata di Corleone, sono state date alle fiamme le auto dell'arch. Patrizia Amoroso, capo settore urbanistica, e del geom. Domenico Paladino, capo servizio. I due sono coniugi e lavorano entrambi al comune di Corleone, quel Comune sciolto per mafia, adesso commissariato, dove sono arrivati i primi avvisi di garanzia per vicende giudiziarie (Interfood / Fiera di San Pietroburgo) inserite nei motivi che hanno portato a quello scioglimento. Gli inquirenti dicono che si tratta di incendio doloso. Quindi qualcuno ha voluto mandare un segnale, intimidire l'Amoroso e il Paladino. E' difficile adesso capire di che segnale si tratti e perché sia stata mandato. Stupisce, però, il silenzio intorno alla vicenda. Nessuno ha preso posizione: nessuna istituzione piccola o grande, nessun politico piccolo o grande, nessuna associazione piccola o grande. Ma è insopportabile anche il fragoroso silenzio della società civile e della società... incivile, quella "popolazione" di facebook, che non perde occasione per parlare e/o sproloquiare su tutto e su tutti.

Questo silenzio preoccupa, preoccupa molto. Noi non abbiamo elementi particolari per esprimere un giudizio, anche se il settore di attività dei due dirigenti comunali è abbastanza "sensibile". Ci teniamo però a ribadire che a nessuno dev'essere consentito di "parlare" col linguaggio della violenza e dell'intimidazione. Pertanto, piena solidarietà alle due persone vittime dell'intimidazione. Ed un invito alla politica e alla società civile a non avere paura, a schierarsi, a prendere posizione, a dire no alla violenza, a sottolineare che nessuno deve permettersi di "regolare" così i propri conti. Nel terzo millennio questo non dev'essere più consentito. Ci auguriamo che gli interessati siano in condizione di dare un contributo alle indagini e che le forze dell'ordine e la magistratura riescano a fare chiarezza sull'accaduto, individuino i responsabili dell'atto intimidatorio e li assicurino alla giustizia. (dp)

1 commento:

a.saporito56@gmail.com ha detto...

Nell’articolo del 16/12/2016 “Mafia a Corleone, indagato pure l'ex sindaco Lea Savona”, nel quale si richiamava anche l’intimidazione subita dai coniugi Amoroso/Paladino, ho postato il seguente commento:
"Ho sentito telefonicamente l'Arch. Amoroso, fuori dell'Italia, per esprimere a lei e a suo marito la mia sentita solidarietà e per incoraggiarli a tenere sempre la schiena dritta, anche di fronte a gesti così vili e preoccupanti."
Mi dispiace appurare che NESSUNO senta il dovere morale di rendere pubblica la propria indignazione per l'accaduto.
Antonio Saporito