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martedì 15 novembre 2016

Quel premio per Diego, il bambino che sbagliò un rigore che non c’era

LA STORIA/INVITATO DALLA FIGC PER IL SUO FAIR PLAY
DIEGO gliel’aveva detto, all’arbitro, che non era rigore. «Sono entrato in area su un passaggio filtrante, ho fintato di andare a destra e sono passato a sinistra. Il difensore ha allungato la gamba ma era distante, sono andato a terra solo per non prendermi un calcio sul ginocchio. Ho avvisato l’arbitro che il fallo non c’era. Mi ha risposto che ormai aveva deciso. Cos’altro potevo fare? ». Quello che poi ha fatto: tirare fuori, platealmente. Diego Malatesta, il protagonista del gesto esemplare, ha solo 13 anni, fa la terza media e gioca attaccante nella Giovane Ancona. Per premiarlo, la Federcalcio lo ha invitato stasera a San Siro con tutta la famiglia: sfilerà con la bandiera del fair play, poi farà il raccattapalle per Italia-Germania.
Diego non ha avuto paura di sbagliare un calcio di rigore. Un mese fa, nel campionato regionale cadetti per i nati nel 2003, contro la Nuova Folgore, la sua squadra vinceva già 1-0 dopo un quarto d’ora (le partite durano 70’) quando l’arbitro ha fischiato il non-fallo. Lui è andato sul dischetto passeggiando, ha calciato da fermo sulla sua sinistra, la palla lentissima è andata sul fondo. Abbracci e complimenti da compagni e avversari. «L’anno scorso ero il rigorista della squadra - racconta Diego ma poi ne ho sbagliati cinque o sei ed è stato scelto un altro al posto mio. Solo che in quella partita non c’era, ed è toccato a me. Ho fatto la cosa che mi è sembrata giusta, non capisco tutto questo clamore, nella mia squadra era già successo altre due volte almeno».

In tribuna c’era suo padre Mirko, operaio nell’azienda dell’acqua cittadina ma anche allenatore con patentino, che del figlio dice: «Il suo gesto ha sorpreso anche me, sono felice. Io penso che a quest’età i ragazzi debbano solo divertirsi, invece vedo tanti genitori che in tribuna non fanno altro che urlare e trasformano le partite in uno stress».
Interista e tifoso di Milito, Diego dice che «in serie A non succedono queste cose perché lì bisogna fare punti per grandi obiettivi ed è più difficile essere onesti. E per me è stato più facile perché comunque la partita era appena cominciata e stavamo già vincendo. È finita 6-1, ho fatto quattro gol. Uno in rovesciata…».
(f.s.i.)

La Repubblica, 15.11.2016

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