lunedì 7 novembre 2016

CI SCRIVONO. Manca l'acqua e non bastano più i manifesti e le dichiarazioni d'intenti

BIAGIO CUTROPIA
L’affaire acqua a Corleone potrebbe apparire anacronistico e letterario, in realtà è in linea con la desertificazione di questo territorio (e in generale delle aree interne della Sicilia) ed anzi è utile, in tutti i sensi, a tale desertificazione. Un’analisi sulle infrastrutture di questo territorio disegna plasticamente l’isolamento e la desertificazione e grazie ai fichi d’India il quadro letterario della Sicilia più Sicilia è dipinto. Si aggiungano le coppole e le lupare e le attrazioni “noir” sono complete. Si aggiunga a tutto ciò il silenzio di noi cittadini silenzio in parte indifferente, in parte sofferente, in parte complice e questo è il posto dove noi viviamo. Come tanti ho ritenuto, e ritengo, che lo scioglimento per mafia, per come dalle risultanze, fosse meritato ma come tanti ritengo che non meritiamo né carestie né flagelli ma che anzi la Repubblica debba fare tutti gli sforzi possibili per aiutare una popolazione in difficoltà.


Sono certo che la Commissione appena insediata nel gestire una situazione ereditata e disastrosa fa ciò che può con gli strumenti che ha e che nello specifico, nell’attuale crisi idrica, stia facendo ciò che può, in ogni caso in atto vi sono grandi problemi e come sempre soprattutto per le fasce più deboli (anziani e famiglie con disagi), in aggiunta la popolazione non conosce le ragioni esatte di tale crisi, se manca l’acqua o se la rete esterna è danneggiata o le due cose insieme, ha una unica certezza, non c’è acqua. Altre volte mi sono permesso invitare i partiti a fare qualcosa per Corleone, ancora una volta mi permetto invitarli a supportare,sempre nel rispetto delle prerogative commissariali, il difficile lavoro della Commissione, attivando le forze politiche regionali e nazionali per risolvere nell’immediato il problema idrico a Corleone chiedendo che venga dichiarato lo stato di calamità e vengano utilizzate tutte le risorse della Protezione Civile per riempire i serbatoi cittadini attingendo alle sorgenti di Malvello così da poter distribuire l’acqua in tutte le case. Credo che i manifesti o le dichiarazioni di intenti non siano più sufficienti per il deserto che avanza.

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