giovedì 27 ottobre 2016

Come "Ringo" il ritorno di Pino Maniaci al tg di Tele Jato

Pino Maniaci
SALVO PALAZZOLO
Il gip revoca il divieto di stare a Partinico: “Indizi indeboliti” Il primo “pezzo” di “Ringo” in diretta contro la giudice Silvana Saguto
«Il ritorno di Ringo», recita il primo titolo del Tg delle 14. Ringo è lui, Pino Maniaci, il vulcanico direttore di Telejato, il simbolo dell’antimafia finito nella polvere di un’inchiesta per estorsione. «Ma ora che un giudice mi ha dato ragione sono tornato - annuncia - e riprendo l’inchiesta sugli scandali del palazzo di giustizia di Palermo: dopo il caso Saguto, mi occuperò della sezione fallimentare». Dalla polvere alla ribalta dei riflettori, nel giro di dieci giorni. La Cassazione aveva respinto il ricorso degli avvocati di Maniaci, ribadendo il divieto di dimora a Partinico per il direttore di Telejato; poi, ieri, il giudice delle indagini preliminari Nicola Aiello ha ribaltato il verdetto. Scrivendo parole che riaprono il caso, almeno per una delle tre contestazioni mosse dalla procura. Per il giudice «le dichiarazioni rese dall’indagato», interrogato nei giorni scorsi, impongono «la rivalutazione dei presupposti di applicazione della misura cautelare sia sotto il profilo gravemente indiziario che su quello della tutela special- preventiva». Maniaci è accusato di aver estorto soldi ai sindaci di Borgetto e di Partinico, ma anche a un assessore di Borgetto. Su quest’ultima accusa, il giudice Aiello ha dubbi. «Il quadro indiziario - scrive - risulta indebolito». Di parere opposto la procura, chiedeva che Maniaci restasse lontano da Partinico.

«Ringo è tornato», annuncia anche Salvo Vitale, il compagno di Peppino Impastato che oggi è anche l’alter ego di Maniaci in tv. È lui a fare l’editoriale di ben tornato. Dalla polvere alla ribalta dei riflettori, nuovamente. «Attendevo questa decisione - dice Maniaci appena finito il telegiornale - ora posso ricominciare le mie inchieste. Ho già diversi documenti importanti da mostrare, sulla passata gestione della Fallimentare, l’altro bubbone che deve ancora scoppiare». Maniaci vuole riprendersi il ruolo di giornalista antimafia. «Lo faccio per i tanti ragazzi che in questi mesi sono arrivati a Partinico da tutte le parti d’Italia, grazie a loro Talejato ha continuato a essere un voce libera». Ma le accuse contro Maniaci restano lì: la procura sta per chiedere un processo contro di lui. Le accuse di estorsione sono pesanti. Il vulcanico direttore, assistito dagli avvocati Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino, è però fermo nella sua difesa: «Non ho estorto soldi a nessuno, quelli erano soldi della pubblicità. Mostrerò le fatture». C’è dell’altro nelle intercettazioni: l’accusa di essersi spacciato per vittima della mafia quando le minacce arrivavano dal marito dell’amante. «Non ho mai nascosto ai carabinieri che quell’uomo potesse avere responsabilità», replica Maniaci. «E, comunque, non è stato ancora individuato chi ha ucciso i miei cani ».
Il primo tg dopo il «ritorno di Ringo» è già su Facebook. E fa boom di clic. La scena più vista quella in cui Maniaci rivendica di essere stato il primo a denunciare lo scandalo Saguto. «Era il 2013, ne parlai con magistrati e politici. Ma nessuno mi dava ascolto. Erano tutti distratti? Avevo anche chiesto di essere sentito dalla commissione Antimafia». Fa una pausa e dice: «Le mie denunce fanno ancora paura».

La Repubblica, 26.10.16

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