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sabato 1 ottobre 2016

Due nuove sale parto in ospedale inaugurate col primo vagito di Noemi

CORLEONE - E' stato il forte vagito della piccola Noemi Mosca ad aprire le porte delle nuove sale parto dell'ospedale dei Bianchi di Corleone. Avrebbero dovuto iniziare a funzionare ieri, ma giovedì sera i medici e le ostetriche hanno avuto appena il tempo di sistemare gli ultimi dettagli che Noemi è venuta alla luce. Tagliando così ufficialmente nastro e cordone ombelicale.

Altro traguardo raggiunto nella struttura ospedaliera dell'Asp interessata negli ultimi mesi da importanti lavori di restyling. Con un investimento altrettanto importante: due milioni e 150mila euro. Di questi, 112mila sono serviti a rinnovare le sale parto dell'Unità operativa complessa di Ostetricia e ginecologia, diretta da Filippo Contorno. Sono state completamente rimodernate e rese accoglienti per le partorienti e per i piccini in arrivo.
“E' stata necessaria una ristrutturazione totale – spiega l'ingegnere Nicola Perrone -. Questi locali erano usati come spogliatoio del personale e deposito. Tra le varie cose, abbiamo realizzato un accesso differenziato per utenti e medici, bagni divisi e zone filtro”.
Le nuove sale travaglio e parto sono dotate del migliore parco tecnologico. Da pochissimo sono infatti arrivati due modernissimi ecografi di fascia alta, costati 66mila euro, che si sono aggiunti ad altre attrezzature consegnate in estate: un cardiotocografo wireless, un lettino per la rianimazione neonatale, un’incubatrice, un respiratore da rete centralizzata, una lampada per fototerapia ed un set di intubazione e ventilazione manuale, incannulamento vasi ombelicali e posizionamento toracico.
“Abbiamo rispettato i tempi che avevamo annunciato – afferma il direttore generale, Antonio Candela -. Chi parla di depotenziamento di questo ospedale dà notizie false. Non si può giocare su questo ospedale”.
Sono i numeri a dare delle risposte. “Registriamo il 25 per cento di parti in più – dice il dottore Contorno -: finora sono stati 151, compreso quello di ieri (giovedì per chi legge, ndr). Al 30 settembre 2015, erano stati 120”.
Va sottolineato che qui non nascono solo bimbi corleonesi. I genitori di Noemi, per esempio, vivono a Santo Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento. E arrivano donne anche da Bivona e persino da Bolognetta e Marineo, che sono a due passi da Palermo. “Serviamo un comprensorio di 40mila abitanti – afferma Giovanni Rà, dirigente sanitario del'ospedale dei Bianchi -, ma all'anno gli utenti sono 75mila”.
L'apertura delle sale parto è stato un primo passo che porterà, nei prossimi mesi, ad avere un ospedale rinnovato e migliorato. Il 30 ottobre verrà consegnata l'area di radiodiagnostica. In questi giorni gli operai sono al lavoro per rifare l'impianto elettrico, poi sarà la volta della tinteggiatura delle pareti. Altro appuntamento importante il 30 novembre con il nuovo pronto soccorso e il laboratorio d'analisi. Un cantiere aperto e decisamente impegnativo. “Gli investimenti non sono soltanto mirati a riqualificare la struttura, ma anche a potenziare l'intera offerta sanitaria, sia ospedaliera che territoriale, a Corleone – aggiunge Candela –. Nei giorni scorsi, oltre ai due ecografi ginecologici, sono stati consegnati e collaudati due nuovi ecografi cardiologici: uno destinato al Polimabulatorio ed un altro all'ospedale”.
Tutte buone notizie, certo, che però non fanno abbassare la guardia al comitato “Pro ospedale” che riunisce cittadini corleonesi e delle zone limitrofe. In merito alle notizie circolanti sulla rete ospedaliera, si è riunito nuovamente e chiederà un incontro all'assessore alla Salute.
Monica Diliberti
Giornale di Sicilia, 1 ottobre 2016

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