mercoledì 5 ottobre 2016

“Curriculum falso”, concorso da rifare: Noto perde un’altra poltrona all’Asp

Giuseppe Noto
di GIUSI SPICA
Il manager Candela avvia una nuova selezione per l'incarico di direttore del distretto di Palermo. La Cimo: "Va rimosso subito dal ruolo"L'ex direttore sanitario Giuseppe Noto Presentò "false dichiarazioni", perciò il concorso è da rifare. Nuovi guai per l’ex direttore sanitario dell’Asp di Palermo, Giuseppe Noto, defenestrato a gennaio dal manager Antonio Candela dopo le verifiche sui titoli. L’ex numero due dell’azienda ora rischia anche la poltrona di direttore del distretto di Palermo, che era tornato a occupare dopo la rimozione. Il direttore generale ha infatti avviato l’iter per il "rifacimento della procedura" conclusa nel 2012. Perché — come dimostrano gli atti — è viziata dalla "non veridicità delle dichiarazioni rese". Lo stesso motivo per il quale aveva perso l’incarico ai vertici dell’azienda.

Lo mette nero su bianco in una nota l’Asp, dopo le verifiche chieste dall’avvocato Cristiano Dolce per conto del sindacato Cimo, che aveva sollevato il caso dell’assenza dei titoli. "Abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti del concorso — spiega — e ci siamo accorti che anche in quella autocertificazione Noto riporta l’incarico di direttore di unità operativa complessa Qualità e Organizzazione. Un’unità fantasma, mai autorizzata dalla Regione".

Ora la Cimo ritorna all'attacco e chiede la rimozione di Noto. Lo fa citando un articolo del decreto Pertanto, si rappresenta che in applicazione di quanto prescritto dall’articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica 445 del 200 dove si legge che “qualora dal controllo di cui all’articolo 71 emerge la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera". La nuova nota del legale Cristian Dolce è stata inviata stamane agli uffici dell'Asp.

Una vicenda che potrebbe riservare ancora colpi di scena: sul caso la procura di Palermo ha aperto un’inchiesta. Il decreto di rimozione dall’incarico di direttore sanitario, firmato a gennaio, riportava infatti gli stessi “vizi” e non è mai stato impugnato da Noto. Ad aprile l'assessorato regionale, dopo lasospensione cautelativa dall'albo degli idonei
 alla nomina a direttore generale e sanitario, lo ha reintegrato negli elenchi, appellandosi a vecchie sentenze del Consiglio di giustizia amministrativa.

Dopo
 la nota di luglio del sindacato, l’Asp aveva anche attivato un procedimento disciplinare, il secondo, a carico di Noto. Finito però con un’archiviazione "per decorrenza dei termini": l’Asp avrebbe dovuto procedere entro due mesi, da quando è venuta a conoscenza dei fatti. Ma così non è stato. Adesso la macchina si è rimessa in moto. Uno tsunami negli uffici di via Cusmano, che dovranno rifare il concorso da capo.

La Repubblica, 5 ottobre 2016

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