lunedì 31 ottobre 2016

Calcio. Pesante sconfitta per 3-0 del Corleone a Ganci

GANCI CALCIO - ATL. CORLEONE 3-0
Marcatori: 12' PT Arcuri; 42' PT e 8' ST Patti.
GANCI CALCIO: Agozzino, Trapani, Spena, Rizzo, Attinasi (30' ST Patti Ga), Di Domenico, Arcuri, Cipolla, Sauro (5' ST Flauto), Patti (23' ST Scavuzzo), Buchashvili. All. Comito.
ATL. CORLEONE: Zabbia, Governali, Mondello (26' PT Pennino), Tessitore, Marino, Passiglia, Sclafani E., Pecorella, Sclafani I., Hien (1' ST Chiego), Madonia. All. Streva.
ARBITRO: Cutaia di Agrigento.
GANCI - Quinta vittoria di fila per il Ganci di Giovanni Comito che continua a dare spettacolo dentro e fuori casa. Il Corleone, nonostante il pesante passivo e la seconda sconfitta consecutiva, ha dato prova seppure a sprazzi di avere buoni argomenti da spendere nel corso del campionato. A portare il Ganci in vantaggio è il solito Arcuri, che con un euro-gol da 18 metri sigla il settimo sigillo personale in campionato. Poi sale in cattedra Gianluca Patti che incolla al piede un lungo traversone, salta l'avversario, s'infila in area e da posizione defilata trova l'angolo giusto per battere l'incredulo Zabbia. Al rientro dagli spogliatoi Patti sigla la doppietta. I locali potrebbero dilagare, ma per due volte sul finire della partita Cutaia ferma Ata solo davanti al portiere, fischiando due off side quanto meno dubbi. (MIFE) - Giornale di Sicilia del 31/10/2016 

Corleone ricorda Bernardino Verro, dirigente contadino e primo sindaco socialista, assassinato dalla mafia nel 1915

BERNARDINO VERRO nel 1892 aveva fondato il Fascio di Corleone, poi costituì una cooperativa di consumo e infine la cooperativa "Unione agricola". Organizzò i contadini, lottò contro la mafia, fu eletto sindaco di Corleone nel 1914...
DINO PATERNOSTRO
«Codesti antichi gabelloti maffiosi, finché erano stati soli a pretendere in affitto gli ex feudi, avevano potuto imporre ai proprietari ed ai contadini le condizioni più favorevoli ai loro interessi. Invece, col sorgere della cooperativa agricola e coi relativi scioperi dei contadini, erano venuti a trovarsi di fronte ad una concorrenza formidabile, in quanto ché la cooperativa offriva ai proprietari delle terre estagli più elevati di quelli imposti dai gabelloti maffiosi… Da qui l’odio profondo di costoro, che venivano lesi nei loro interessi… ed il bisogno di farne vendetta». Questo dichiarò al giudice istruttore, il 31 gennaio 1911, il capo dei contadini corleonesi Bernardino Verro, per spiegare il tentato omicidio del 6 novembre 1910, quando la mafia del feudo aveva provato a sbarazzarsi di lui. Quella sera, come di consueto, Verro si trovava nei locali della farmacia Palazzo, in via San Domenico, dove conversava tranquillamente di nuove tecniche agrarie. All’improvviso, accadde il finimondo: un killer gli sparò addosso due colpi di lupara, mandando in frantumi i vetri e i vasi con i medicinali. Le vampate dell’arma da fuoco rischiararono il viso di Verro, a cui fortunatamente un proiettile gli fece volare il cappello dal capo e un altro lo colpì solo di striscio al polso sinistro. Da lì a poco, la farmacia si riempì di curiosi, ma gli occhi del ferito incrociarono quelli di Marco Maiuri, che lo guardavano stupiti. «Per questa volta i picciotti fecero fumo!», gli sibilò Verro, sarcastico, sospettando che fosse proprio lui il killer che aveva sparato. Poi intervenne la polizia e il capo contadino disse di conoscere gli autori del tentato omicidio.

I Carabinieri sequestrano beni per 2 milioni di euro al boss di "Porta Nuova" Nunzio Milano

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palermo (Procuratore Aggiunto dr. Bernardo PETRALIA) hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro di beni per un valore complessivo di circa 2.000.000,00 € a carico di Nunzio MILANO, nato a Palermo il 26 agosto 1949, storico uomo d’onore, già reggente del mandamento mafioso di Palermo “Porta Nuova”. Il provvedimento scaturisce dalle indagini svolte dai militari dell’Arma a partire dal 2011, anno in cui il MILANO era stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Pedro”, per aver diretto il mandamento di Porta Nuova sovraintendendo alle attività delittuose poste in essere da quel sodalizio mafioso. 

Vandalizzato ancora una volta il monumento di piazzale Anita Garibaldi in memoria del Beato Giuseppe Puglisi

Il "buio" di piazzale Anita Garibaldi...
PALERMO 30 ottobre 2016. Questo pomeriggio un gruppo di pellegrini guidato da don Pino, parroco del Duomo di Polistena, ha visitato la casa-museo del Beato Giuseppe Puglisi e, successivamente, ha celebrato la Santa Messa. Con grande rammarico hanno notato lo stato di abbandono in cui versa piazzale Anita Garibaldi. Ancora l'Assessore Marino non ritiene opportuno né dimettersi, viste le sue ultime dichiarazioni, né provvedere a tenere pulito e decoroso il luogo del martirio del Beato Puglisi. Successivamente abbiamo accompagnato il gruppo al Centro Polivalente Sportivo di via San Ciro, al teatro Brancaccio e al Centro di Accoglienza Padre Nostro e, complice l'ora solare, hanno trovato le strade di Brancaccio totalmente al buio. Da una parte sfoggiamo "le vie dei tesori" e il percorso arabo-normanno e dall'altra non sappiamo valorizzare la Grazia che Dio ha mandato con il martirio del Beato Giuseppe Puglisi alla città di Palermo.
Caro Sindaco, ai pellegrini di Polistena non è sembrato che "Palermo è Brancaccio" e "Brancaccio è Palermo". Continuano ad essere vani i nostri appelli per migliorare la qualità della vita di Brancaccio e di quanti ci abitano. Peccato che il Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, non abbia fatto una visita nei luoghi del Beato Puglisi, che con suo fratello ha condiviso una morte cruenta per mano mafiosa, per constatare lo stato di abbandono in cui versano.

Maurizio Artale
Presidente Centro di accoglienza Pino Puglisi

Riforma costituzionale, botta e risposta tra Raniero La Valle e Michele Serra

di Raniero La Valle
Sulla “Repubblica” di domenica scorsa Michele Serra ha ripreso il mio intervento pubblicato su MicroMega dal titolo: “Il vero quesito: approvate il superamento della democrazia parlamentare?”. Egli si mostra d’accordo con la mia “spiegazione” secondo cui la Costituzione renziana è il punto d’arrivo di una restaurazione consistente nel trasferire la sovranità dal popolo ai mercati, concetto da lui definito “folgorante” per quanto è vero. Ma poiché ciò si sarebbe già realizzato da tempo, segnando una sconfitta della sinistra, nella quale lo stesso Serra si annovera, i trenta-quarantenni di oggi non farebbero che prenderne atto. 

Comune di Corleone, dal 1° al 30 novembre le istanze per l'iscrizione all'albo degli scrutatori


domenica 30 ottobre 2016

Fulco Pratesi: “Volevo essere un grande cacciatore. Un’orsa mi fece cambiare idea”

Fulco Pratesi
di ANTONIO GNOLI
Ci sono nature pacificate con il proprio Io. Danno un’impressione di sazietà mentale e fisica. Verrebbe voglia di invidiarle per il modo assertivo e onesto con cui hanno affrontato la vita. In un mondo che non sempre ha accettato le loro idee. Ma le ha tollerate come si tollera qualcosa a volte di fastidioso o di innocuo. Accorti, propositivi, lungimiranti hanno vissuto le stagioni dell’amore e dell’odio con la tiepidezza degli esseri ragionevoli: con la tenacia di essere al mondo e di potergli resistere, quando è il momento. Mi chiedo in che misura Fulco Pratesi corrisponda all’immagine che mi sono fatto del buon ecologista. Cioè di quella figura, un tempo rara, che ha abitato e abita in un paese come il nostro. E la risposta non può che essere approssimativa. Si tratta di capire se per difetto o per eccesso. Pratesi mi guarda seduto compostamente nel salotto della bella casa romana, ai Parioli. Veste con colori autunnali. Pronto per partire per la campagna: 240 ettari, precisa, che lui e i sei fratelli hanno ereditato, messo a frutto e reso oasi protetta. Che si vuole di meglio, di più dalla vita?
Mi sembra un uomo soddisfatto.

Corleone, l'acqua sarà distribuita ai cittadini casa per casa col servizio autobotti potenziato

CITTÀ DI CORLEONE
Città Metropolitana di Palermo
La Commissione Straordinaria

SI AVVISA LA CITTADINANZA CHE A SEGUITO DEL PERSISTERE DELLA CRISI IDRICA, DOVUTA A GUASTI TECNICI, LA DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA ALLA CITTADINANZA AVVERRÀ PER MEZZO DI AUTOBOTTE. 

TALE DISTRIBUZIONE, AL FINE DI EVITARE DISAGI ALLA POPOLAZIONE NONCHE’SGRADEVOLI SITUAZIONI IGIENICO - SANITARIE, AVVERRA’ IN SITO.

SI ASSICURA LA CITTADINANZA CHE IL COMUNE STA’ ADOPERANDOSI A TUTTI I LIVELLI ISTITUZIONALI PER INDIVIDUARE SOLUZIONI CHE CONSENTANO DI SUPERARE IN MANIERA DURATURA LA SITUAZIONE DI ATTUALE CRITICITA’.

Dalla Residenza Municipale li, 30/10/2016

LA COMMISSIONE STRAORDINARIA
(G. Termini – R. Mallemi – M. Cacciola)

***
Come soluzione d'emergenza, distribuire l'acqua casa per casa con le autobotti (il cui servizio è stato potenziato) è accettabile. Occorre però andare fino in fondo e capire il perché di tutti questi guasti. C'è qualcosa di strano. Ai commissari non mancano gli strumenti e la credibilità per andare fino in fondo (dp)

venerdì 28 ottobre 2016

Abbiamo dato l'ultimo saluto a Peppino Marchese!

Stamattina a Giuliana abbiamo dato l'ultimo saluto a Peppino Marchese, medico umanista scomparso improvvisamente la sera di mercoledì scorso. La chiesa era strapiena di persone che hanno voluto rendere omaggio ad un uomo di cultura e ad un professionista competente, che aveva impiegato la sua esistenza a valorizzare le risorse materiali e immateriali del nostro territorio. 
Tanta tristezza sui volti di tutti, ma anche il giusto orgoglio di dire: noi l'abbiamo conosciuto, era (è) nostro amico mio... Ciao, Peppino. Riposa in pace. Noi conserveremo sempre il ricordo di te, della passione con cui facevi ricerca e del giusto orgoglio con cui socializzavi le tue scoperte attraverso i tanti libri che scrivevi. 

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La festa della Palermo Arabo-normanna: Mattarella alla cerimonia Unesco

Un momento della cerimonia davanti alazzo dei Normanni

PALERMO.  Un percorso tra i gioielli dell'arte arabo-normanna, riconosciuti dall'Unesco come Patrimonio dell'umanità. Un ponte, fatto di storia e cultura, che unisce Palermo, Monreale e Cefalù. A distanza di poco più di un anno dalla nomina,  stamattina si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una targa è stata apposta dinanzi all’ingresso dei nove monumenti che compongono il percorso. A Palermo, Palazzo Reale e Cappella Palatina, la Cattedrale, Chiesa di San Giovanni degli Eremiti e Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, Palazzo della Zisa, Chiesa di San Cataldo, Ponte dell’Ammiraglio; quindi, Cattedrale di Monreale, Cattedrale di Cefalù.

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE CROCETTA

Peppino Marchese è cittadino onorario di Corleone!

Antonino G. Marchese
La città di Corleone, la sera di sabato 20 febbraio 2010, ha conferito la cittadinanza onoraria a Peppino Marchese per i suoi lavori storico-culturali sulla nostra città. Ripubblichiamo l'articolo di Città Nuove del 21.02.2010.
E' stata una serata densa di cultura e di valori civici quella di sabato scorso nella Chiesa di S. Agostino a Corleone. Si è svolta, infatti, la presentazione del libro di Giuseppe Marchese “Antonino Ferraro e la statuaria lignea del ‘500 a Corleone”, nell'ambito dei quattrocento anni della nascita di questo artista originario di Giuliana. Dopo il saluto del sindaco Nino Innazzo, è intervenuto il prof. Nino Buttitta, antropologo culturale di fama internazionale. "Corleone - ha detto Buttitta - ha una storia millenaria di cui andare fiera e il dott. Marchese, con la sua opera, aiuta a farla conoscere". Dopo i ringraziamenti di Marchese, è intervenuto don Calogero Giovinco, parroco di S. Leoluca, che ha sottolineato i passi avanti fatti dalla città di Corleone negli ultimi anni. E poi ha dato la bella notizia: il comune di Corleone aveva deciso di conferire la cittadinanza proprio a Giuseppe Marchese per il suo amore verso questa città e per i suoi meriti scientifico-culturali. E' toccato quindi al sindaco Nino Iannazzo consegnare la pergamena ufficiale a Marchese, leggendo la motivazione del conferimento della cittadinanza onoraria. «Gli studi di Marchese – ha detto il sindaco – hanno contribuito e contribuiscono a diffondere la vera immagine della città di Corleone. Abbiamo deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria quale segno tangibile di gratitudine per l’appassionata attività di studio su Corleone e le sue opere». Marchese, visibilmente emozionato, ha ringraziato i presenti, spiegando le origini del suo amore per Corleone.

Città Nuove, 21.02.2010

giovedì 27 ottobre 2016

Mafia, sciolto il Consiglio comunale di Palazzo Adriano

La grande piazza di Palazzo Adriano
Su proposta del Ministro dell'interno, Angelino Alfano, il Consiglio dei ministri ha approvato lo scioglimento di due consigli comunali "nei quali - si legge in una nota di Palazzo Chigi - sono state accertate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte di infiltrazioni criminali". Si tratta di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, e di Palazzo Adriano, in provincia di Palermo. All'esame del provvedimento riguardante quest'ultimo Comune ha partecipato anche l'assessore alle Attivita' produttive della Regione Siciliana Mariella Lo Bello, delegata dal presidente della Regione Rosario Crocetta, secondo quanto previsto dallo Statuto siciliano.
CHI SONO GLI AMMINISTRATORI COMUNALI DI PALAZZO ADRIANO?

Partinico, la Cgil ricorda Turiddu Termine, storico segretario della Camera del lavoro

PARTINICO, TURIDDU TERMINE, IL 29 INIZIATIVA DELLA CGIL TRA “MEMORIA E FUTURO”, DALLO SCIOPERO ALLA ROVESCIA ALLE VERTENZE PER IL LAVORO
Palermo 27 ottobre 2016 –  Sabato prossimo la Cgil ricorderà a Partinico Salvatore Termine, segretario per vent'anni della Camera del Lavoro di Partinico, uno dei protagonisti dello sciopero alla rovescia della Trazzera vecchia assieme a Danilo Dolci, punto di riferimento popolare della Cgil, e del Pci. Turiddu Termine ha contribuito alle lotte popolari per la costruzione della diga Poma sul fiume Jato, i cui lavori iniziarono il 27 febbraio del 1963. “Tra memoria e futuro” si intitola l'iniziativa che si svolgerà presso il palazzo dei Carmelitani, in Corso dei Mille, 252, alla presenza dei familiari, per il 43° anniversario dalla sua morte. Alla manifestazione interverranno il segretario della Camera del Lavoro di Partinico Pino Gagliano e il segretario generale della Cgil di Palermo Enzo Campo. Sarà l'occasione per riaccendere i riflettori sul lavoro in un paese di 32 mila abitanti diviso tra precarietà, marginalità economica e disoccupazione. Un paese ancora povero, oggi, come ai tempi dello sciopero del 2 febbraio 1956, organizzato con la partecipazione di disoccupati, edili e braccianti agricoli. Per avere avuto un ruolo di primo piano nella sistemazione della vecchia arteria abbandonata, Turiddu Termine venne arrestato assieme a Danilo Dolci, Carlo Zanini, Ignazio Speciale, Francesco Abbate, Domenico Macaluso, Gaetano Ferrante e rimase 4 mesi in carcere.

Peppino Marchese ci ha lasciati!

Antonino Giuseppe Marchese
DINO PATERNOSTRO
Peppino Marchese, il medico-umanista di Giuliana, ci ha lasciati ieri notte, all'improvviso, all'età di 67 anni. E lascia un vuoto incolmabile in tutti noi che l'abbiamo conosciuto, stimato per il suo impegno culturale e civile, e voluto bene. Peppino era un bravo medico, attento e scrupoloso. Ma la sua vera passione era la letteratura, l'arte, la ricerca. Era il massimo critico d'arte del nostro territorio, da anni ormai apprezzato a Palermo e in Sicilia. Non a caso, per un periodo, era stato cultore di storia dell'arte all'università di Palermo. Ha scritto tanti libri sugli artisti siciliani e, in particolare, della zona del Corleonese. Aveva messo su una biblioteca privata con oltre 12 mila volumi.
Peppino non era uno spettatore distaccato delle vicende politico-sociali del nostro territorio. Da sempre aperto al nuovo, sosteneva ed incoraggiava i giovani e tutti coloro che si impegnavano per il rinnovamento della politica, mantenendo sempre un legame però con la storia più profonda e più bella della zona del Corleonese. Non a caso aveva scritto sul movimento contadino e sui suoi eroi "minori" che, a pugni nudi, avevano combattuto contro la mafia e le ingiustizie.
Io l'ho conosciuto nei primi anni '70, quando abbiamo dato vita al "Giornale del Corleonese", il primo giornale stampato della zona, diretto da Giuseppe Cerasa. Collaborò sempre col giornale e poi con tutti gli altri che si sarebbero stampati prima e pubblicati online dopo. Con questa nostra testata collaborava regolarmente, trattando argomenti di arte, cultura, società.
Ciao, Peppino! Ci mancherai tanto!

DECALOGO ANTIMAFIA: dieci punti per migliorare la normativa

Un decalogo di interventi necessari per implementare la normativa antimafia e renderla più adeguata per colpire il fenomeno mafioso e i suoi mutamenti in questa fase storica. Una fase caratterizzata sempre più dalla crisi economica globale, dalla corruzione e dalla spaventosa crescita della diseguaglianza tra paesi e all’interno di essi. I dieci punti sono un prospetto riassuntivo delle più importanti proposte emerse nel corso del dibattito su "Evoluzione delle mafie, adeguamento della legislazione e delle politiche antimafia" svoltosi a Palazzo Steri lo scorso 10 ottobre e promosso dal Centro Pio La Torre in occasione dei trent'anni della propria attività ed è stato inviato alle maggiori autorità istituzionali, ai sindacati e alle associazioni antimafia. Tra i punti in oggetto definire norme per colpire le mafie silenti, sommerse e gli operatori economici contigui; l’introduzione dell'aggravante della corruzione nel 416 bis; riaprire al livello europeo il dibattito sull’urgenza di istituire una Procura europea antimafia, antiterroristica e antitratta; la definizione della governance dell’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati. "Ribadiamo con forza che l’aggiornamento del sistema legislativo va di pari passo con l’efficienza della sua applicazione - sottolinea Vito Lo Monaco, presidente del Centro La Torre. Non bastano norme migliori ma occorre anche un’applicazione migliore. L’impegno antimafia è una priorità politica ordinaria non emergenziale".

La mafia al tempo della guerra. “Pif è da rimandare in storia”

Abbiamo visto “In guerra per amore”, nelle sale da domani, con il presidente del Centro Impastato che esprime i suoi dubbi sul ruolo di Lucky Luciano e sulla repressione fascista
di MARIO DI CARO
“Sì, la satira contro Cosa Nostra è un’arma fondamentale ma in questo film è farsesca e legata alla macchietta” “Il boss di Lercara fu contattato in carcere non per lo sbarco ma per gli attentati al porto”
Macché regia occulta di Lucky Luciano. Macché mafia battuta dal fascismo. Umberto Santino, presidente del Centro di documentazione Impastato, saggista, uno dei maggiori studiosi del fenomeno Cosa nostra, è uno spettatore ostico della commedia di Pif “In guerra per amore”, da giovedì al cinema. Nella sala del Rouge et Noir che ospita la proiezione per la stampa, Santino “rimanda a settembre” l’autore per alcune ricostruzioni storiche del film, imperniato, storia d’amore a parte, sul patto tra mafia e americani dopo lo sbarco in Sicilia.

Come "Ringo" il ritorno di Pino Maniaci al tg di Tele Jato

Pino Maniaci
SALVO PALAZZOLO
Il gip revoca il divieto di stare a Partinico: “Indizi indeboliti” Il primo “pezzo” di “Ringo” in diretta contro la giudice Silvana Saguto
«Il ritorno di Ringo», recita il primo titolo del Tg delle 14. Ringo è lui, Pino Maniaci, il vulcanico direttore di Telejato, il simbolo dell’antimafia finito nella polvere di un’inchiesta per estorsione. «Ma ora che un giudice mi ha dato ragione sono tornato - annuncia - e riprendo l’inchiesta sugli scandali del palazzo di giustizia di Palermo: dopo il caso Saguto, mi occuperò della sezione fallimentare». Dalla polvere alla ribalta dei riflettori, nel giro di dieci giorni. La Cassazione aveva respinto il ricorso degli avvocati di Maniaci, ribadendo il divieto di dimora a Partinico per il direttore di Telejato; poi, ieri, il giudice delle indagini preliminari Nicola Aiello ha ribaltato il verdetto. Scrivendo parole che riaprono il caso, almeno per una delle tre contestazioni mosse dalla procura. Per il giudice «le dichiarazioni rese dall’indagato», interrogato nei giorni scorsi, impongono «la rivalutazione dei presupposti di applicazione della misura cautelare sia sotto il profilo gravemente indiziario che su quello della tutela special- preventiva». Maniaci è accusato di aver estorto soldi ai sindaci di Borgetto e di Partinico, ma anche a un assessore di Borgetto. Su quest’ultima accusa, il giudice Aiello ha dubbi. «Il quadro indiziario - scrive - risulta indebolito». Di parere opposto la procura, chiedeva che Maniaci restasse lontano da Partinico.

Ars. La procura chiede l’obbligo di dimora per il deputato Dina

L'on. Nino Dina
ALESSANDRA ZINITI
Sollecitate misure di prevenzione per l’ex dell’Udc I pm: “Rapporti con i boss, è socialmente pericoloso”
Per i magistrati della Procura di Palermo è «socialmente pericoloso » per i suoi rapporti con esponenti di Cosa nostra. Le tante inchieste che lo hanno visto coinvolto negli ultimi dieci anni, ma dalle quali è uscito quasi sempre pulito (fatta eccezione per l’ultima che lo ha visto finire anche se per 24 ore agli arresti domiciliari per corruzione elettorale), in realtà non sono mai finite in archivio per lui. Ed è proprio su quella mole di materiale probatorio che i pm del “gruppo misure di prevenzione” coordinato dal procuratore aggiunto Dino Petralia hanno chiesto l’applicazione delle misure di prevenzione personali nei confronti di Nino Dina, parlamentare regionale già dell’Udc e ora iscritto al Gruppo misto. Alla sezione misure di prevenzione del tribunale, presieduta da Giacomo Montalbano, la Procura chiede per Dina la sorveglianza speciale e l’obbligo di soggiorno, una misura che - se concessa - inibirebbe al parlamentare di continuare ad esercitare il suo mandato. L’udienza camerale in cui verrà discussa la richiesta dei pm è già stata fissata per il prossimo 20 dicembre.

Palermo, nei mercati c’è già aria di elezioni Orlando “pesa” i malumori di Ballarò

ANTONIO FRASCHILLA
ALLE OTTO in punto il sindaco Leoluca Orlando è già nella sua stanza a Palazzo delle Aquile. Di solito preferisce andare a lavorare a Villa Niscemi, ma stavolta fin dalla mattina vuole essere lì presente. «Voglio vedere chi sono e quanti sono, voglio vedere chi li guida», confida ai suoi collaboratori. Alle 12, quando il corteo contro la Ztl organizzato da alcuni commercianti e abitanti dei mercati di Ballarò, Capo, Sant’Agostino e Vucciria, suoi feudi elettorali, riempie piazza Pretoria, quasi a darsi coraggio Orlando dice sicuro ai suoi: «La vera Ballarò è con me, è quella che abbiamo incontrato domenica scorsa, questa è solo l’anima nera, tranquilli, nei mercati prenderemo ancora più voti».

martedì 25 ottobre 2016

ASP IN PIAZZA A CEFALA’ DIANA: SCREENING PER GLI UTENTI DEL COMPRENSORIO

Asp in piazza a Cefalà Diana 
I MEDICI DELL’AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE HANNO EFFETTUATO 1.058 PRESTAZIONI
CEFALA’ DIANA 25 OTTOBRE 2016 - Sono arrivati da Godrano, Villafrati e Mezzojuso per sfruttare l'opportunità dell'Asp in Piazza a Cefalà Diana. I medici dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo hanno lavorato a pieno ritmo per soddisfare la richiesta proveniente da tutto il comprensorio. Il villaggio della prevenzione allestito nella centrale Piazza Umberto I ha aperto i battenti alle 9.30 ed ha prolungato l'attività ben oltre l'orario delle 16.30 inizialmente fissato per la chiusura.

lunedì 24 ottobre 2016

Federico II e il suo tempo, in un libro di Maurici, Raffaele, Ruta e Sardella

Federico II di Svevia: una figura di monarca complessa, che non ha mai smesso di alimentare discussioni, sin dal tempo in cui egli visse e dominò la scena dell’Impero romano-germanico, quando per i papi e i loro partigiani guelfi era la bestia dell’Apocalisse e l’anticristo mentre per altri era lo stupor mundi. Chi fu realmente? Un cristiano autentico o un laico e illuminista ante litteram? Un campione dell’interculturalità? Un anticipatore dello Stato moderno o un regnante del medioevo? Quale il peso effettivo che egli ebbe nella vicenda intellettuale del XIII secolo? Questi i quesiti cui, traendo spunto da un convegno tenutosi a Buccheri (SR) l’estate scorsa, rispondono Ferdinando Maurici, Ferdinando Raffaele, Carlo Ruta e Teresa Sardella, autori del libro Federico II e il suo tempo. Il Regnum e l’impero, il papato, le etnie, le culture, appena uscito in libreria per le Edizioni di Storia e Studi Sociali. Teresa Sardella, docente universitaria di Storia medievale, esamina le radici storiche e giuridiche dell’impero federiciano e alla luce di questo excursus spiega le ragioni del lungo contenzioso politico che oppose il regnante svevo ai pontefici di Roma, nel duplice ruolo di imperatore e di signore feudale del Regnum Siciliae, che formalmente restava dominio dei papi.

Asp in piazza domani a Cefalà Diana, "cittadella della salute"

SCREENING GRATUITI DALLE 9.30 ALLE 16.30 IN PIAZZA “UMBERTO I”
PALERMO 24 OTTOBRE 2016 – Dopo le iniziative nel Distretto 38 (ad Alia e Prizzi con 3.672 prestazioni complessive effettuate)  “Asp in Piazza” farà tappa domani (martedì 25 ottobre) a Cefalà Diana, centro appartenente al Distretto 38 dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo. Dalle 9.30 alle 16.30 Piazza Umberto I si trasformerà in una vera propria cittadella della salute. All’interno di 4 camper e di 15 gazebo  lavoreranno medici, infermieri, personale tecnico ed amministrativo dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo che assicureranno una lunga serie di prestazioni nell’ambito della prevenzione, tra cui:  1. Screening del cancro alla mammella (mammografia con mammografo digitale di ultima generazione); 2. Screening del tumore al colon-retto con distribuzione del sof test per la ricerca del sangue occulto nelle feci;

domenica 23 ottobre 2016

Settantadue anni fa, a Palermo, in via Maqueda, “La rivolta del pane”: 24 morti e 158 feriti

di IGNAZIO COPPOLA
Ricordare per non dimenticare. Il 19 ottobre, ricorreva l’anniversario dell’eccidio di via Maqueda, a Palermo. Ricordare una strage perpetuata per bloccare la ribellione dei cittadini esasperati dalla povertà e dalla fame. Chiedevano solo giustizia e una vita più dignitosa. La risposta fu il piombo. Erano gli anni della rivolta del “Non si parte”, quando gli italiani, dopo aver abbandonato i tedeschi, si erano di fatto consegnati agli americani. Quello Stato, che fino a qualche mese prima li aveva costretti a combattere con i tedeschi, li richiamava alle armi per combattere contro i tedeschi…
Il 19 ottobre del 1944, esattamente 72 anni fa, a Palermo in via Maqueda, davanti palazzo Comitini, allora sede della Prefettura, veniva consumata nei confronti di cittadini inermi, ad opera di un plotone dell’esercito italiano – un vero e proprio plotone d’esecuzione, è proprio il caso di dirlo – una sanguinosa strage con 24 morti e 158 feriti, che va sotto il nome di “Rivolta del pane”.

Il mistero di Matteo boss inafferrabile. La famiglia fa sapere “Adesso è morto”

ATTILIO BOLZONI 
SALVO PALAZZOLO
Un avvocato dei Messina Denaro lo annuncia in aula Ma per gli inquirenti potrebbe essere solo una strategia
PALERMO - La famiglia di sangue fa sapere che è morto. Cosa intendano loro per «morto» non è facile capirlo, perché loro sono i Messina Denaro di Castelvetrano e stanno parlando non di un parente qualunque ma proprio di Matteo. Faccenda complicata. Morto morto è un conto, morto vivo un altro.
Morto, potrebbe voler dire che è lontano. Fuori dalla Sicilia e magari per sempre. Oppure morto perché considerato come uno che non merita più niente, che si è messo in disparte di sua volontà o — peggio — per volontà altrui. Come se avesse presentato le dimissioni o fosse stato costretto a darle, nell’uno e nell’altro caso circostanze poco apprezzate in quell’ambiente. Comunque sia, significherà pur qualcosa se la famiglia di sangue comunica al resto del mondo — platealmente, rivolgendosi alla giustizia attraverso l’arringa di un avvocato — che Matteo non c’è più. Una mossa per allentare la tensione investigativa? Un tentativo per far respirare il proprio congiunto, al quale negli ultimi otto anni sono venuti meno un centinaio di fiancheggiatori — tutti arrestati — e tre miliardi di euro di beni sequestrati ai suoi prestanome?

sabato 22 ottobre 2016

Calcio. Sconfitta immeritata del Corleone contro il Marineo

Massimo Li Castri realizza il rigore assegnato al Marineo 
CORLEONE - MARINEO  0-1
MARCATORI: 31’s.t.Li Castri
CORLEONEZabbia, Governali, Marino, Tessitore, Orlando, Passiglia, E. Sclafani, Simonetti, I. Sclafani (28’s.t.Chiego), Cane (22’p.t. Sansan), Pecorella.
MARINEO: Barone, Costa, Roma, Micalizzi, Spanò, Pagano, Buccheri, Ingrao, Li Castri, Montalbano (45’s.t.Paladino), Aiello (22’s.t. Capizzi).
ARBITRO: Lo Gaglio
NOTE: Ammoniti Marino,Orlando, E.SclafaniSansan (C), Spanò (O); espulso El Baad dalla panchina.
CORLEONE - Un Corleone sfortunato viene sconfitto per 0-1 nel derby contro il Marineo, grazie a un rigore realizzato da Li Castri al 31’ del secondo tempo. Primo tempo equilibrato, con gioco prevalentemente a centrocampo ed entrambe le squadre attente a studiarsi. Nella ripresa i padroni di casa andavano vicini al goal del vantaggio con Sansan, che al 15' colpiva la traversa. Al 31’ il signor Lo Gaglio concedeva un calcio di rigore agli ospiti per un fallo di Marino su Montalbano; Li Castri posizionava la palla sul dischetto e con un forte tiro all’incrocio dei pali spiazzava Zabbia. Nel finale assedio dei giallo-rossi alla ricerca del pari, ma l’Oratorio serrava le fila con gli ottimi Spanò e Pagano, e il risultato restava fissato sull'1-0 per gli ospiti. 
E' stata comunque una festa di sport, con la tribuna strapiena di spettatori-tifosi, molti dei quali arrivati dalla vicina Marineo. Un tifo organizzato e rumoroso quello degli ospiti, che hanno incitato la loro squadra dal primo all'ultimo minuto. Non è mancato qualche momento di tensione tra le due tifoserie, ma sostanzialmente c'è stato solo tanto calore per i propri beniamini.

Il vero quesito del referendum: approvate il superamento della democrazia parlamentare?

Raniero La valle

di RANIERO LA VALLE *

Cari Amici, poiché parlo a una grande riunione di persone la cui motivazione più profonda è che “l’uomo non vive di solo pane”, sento prima di tutto il bisogno di dirvi la ragione per la quale a 85 anni corro l’Italia per sostenere il NO al referendum, quando i giovani di oggi sono disperati per tanti altri motivi. La ragione principale è una ragione di verità. Nell’appello con cui i “Cattolici del No” hanno spiegato ai cittadini perché si oppongono a questa riforma, hanno detto di farlo per una questione di giustizia e una questione di verità. In effetti l’Italia ha oggi un grosso problema, di sapere la verità del referendum, non perché qualcuno dica la “sua” verità sul referendum, ma per capire che cosa il referendum dice di sé, che cosa rivela del dramma politico che oggi stiamo vivendo in questo Paese e nel mondo.

venerdì 21 ottobre 2016

Complimenti ad Antonio Candela per la medaglia al merito

Il dott. Antonio Candela, manager dell'Asp di Palermo
Complimenti ad Antonio Candela, direttore dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, per la medaglia al merito per la sanità conferitagli dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si tratta di un’onoreficenza molto prestigiosa che riconosce lo straordinario lavoro svolto in questi anni per il miglioramento del sistema sanitario.
Antonio Candela ha avuto il merito di tagliare la spesa senza ridurre la qualità dei servizi. Lo ha fatto combattendo il malaffare, che spesso ha albergato negli uffici e tra le strutture della nostra sanità, e riducendo gli sprechi. Le risorse recuperate sono state riutilizzate per riqualificare le strutture e implementare le prestazioni erogate ai pazienti.

E’ questo il modello da seguire per voltare pagina e allineare gli standard sanitari siciliani a quelli delle regioni del Nord. La salute è un diritto prezioso che ogni siciliano deve poter esercitare senza essere costretto a spostarsi fuori dalla propria terra.

Corleone, "l'auto era rubata", condannato a tre anni


Corleone, emergenza idrica. Il Pd ha comunicato ai commissari la sua contrarietà alla convenzione trentennale. Impegno per garantire la regolarità del servizio idrico

CONVENZIONE CON L’AMAP. I COMMISSARI SI SONO RISERVATI DI VALUTARE LA PROPOSTA DEL PD DI NON TRASFORMARLA IN TRENTENNALE. MASSIMO IMPEGNO DI TUTTI PER GARANTIRE LA REGOLARE EROGAZIONE DELL’ACQUA.
Una delegazione del circolo PD di Corleone, composta da Dino Paternostro, Salvatore Schillaci, Giuseppe Crapisi, Francesca Benigno, Leoluca Pasqua e Bernardo Scalisi, ha incontrato ieri i commissari straordinari del comune di Corleone per un confronto sull'ipotesi avanzata dagli stessi di trasformare la convenzione con Amap da biennale in trentennale. La delegazione Pd ha fatto presente ai commissari e al nuovo segretario generale dott. Lucio Guarino, che si è insediato proprio ieri, che i cittadini di Corleone, dopo la schiacciante vittoria del “sì” al referendum del 2011 sull'acqua pubblica, vogliono la gestione diretta del servizio idrico da parte del comune. Il Pd ha condiviso da sempre questa posizione, tanto che ha contrastato la scelta della precedente amministrazione comunale di affidare la gestione delle reti idriche ad AMAP, sostenendo che bisognava invece gestire direttamente il servizio idrico, applicando la L.R. 11 agosto 2015, n. 19 (Disciplina in materia di risorse idriche).

giovedì 20 ottobre 2016

Niente più cena con il boss l’Ue vieta ai ristoranti spagnoli di usare il marchio “Mafia”

ATTILIO BOLZONI
L’Europa accoglie il ricorso presentato dall’Italia che aveva chiesto di far togliere la parola dalle insegne dei locali intitolati a Cosa Nostra. “È contrario ai principi di moralità”
GIÀ STANNO pensando a come smontare le gigantesche sagome di don Vito Corleone e oscurare le foto di Lucky Luciano, a sostituire i ritratti di Calogero Vizzini e di Giuseppe Genco Russo. E come rimpiazzare il menu di San Valentino, quello che non ricorda solo la festa degli innamorati ma anche Al Capone e la strage di Chicago del 14 febbraio del ‘29. In Spagna, per ordine dell’Europa devono rifare il look alle vetrine e cambiare un nome: “Mafia”. Non possono più spacciare il buon cibo italiano associandolo a quel marchio sinistro. TROPPO «contrario ai principi di moralità» chiamare con quella parola una catena di ristoranti. Sarà magari solo una questione di affari, sarà — almeno nelle intenzioni — solo l’insolente uso di un brand commerciale, ma l’Unione europea non vuole che il vocabolo in questione figuri ancora nelle insegne di una quarantina di fast food di alta fascia che risplendono dai Paesi Baschi fino a Gibilterra.

Sicilia: PD, parte la "due giorni" fra sanità e Referendum con Renzi per il SI

Sanità e riforme, con il SI al Referendum: sono questi i temi che caratterizzeranno la 'due giorni' del Partito Democratico siciliano. Ecco gli appuntamenti di venerdì e sabato a Palermo e Trapani. Venerdì 21 ottobre alle 16.30, nell’Hotel delle Palme a Palermo si svolgeranno gli “Stati generali sulla Salute” con il segretario regionale Fausto Raciti, l’assessore regionale Baldo Gucciardi, il presidente della commissione Sanità all’Ars Giuseppe Digiacomo, il capogruppo Alice Ansemo ed il presidente della Regione Rosario Crocetta. Sarà un'occasione per incontrare gli operatori della Sanità pubblica e privata, i sindacati e quanti operano nel settore. Durante l'iniziativa verrà presentato il “Forum del PD siciliano sulla Sanità”.

Corleone, dal grano alla tavola: dalla tradizione al futuro

Corleone: domenica iniziativa sulle “risorse del grano” – partecipa l’assessore Cracolici. 
“Dal grano alla tavola – pane e pasta: dalla tradizione al futuro”. È il tema dell’iniziativa che si terrà domenica 23 ottobre a Corleone (in mattinata dalle 9,00 nel “Palazzo Provenzano”, nel pomeriggio dalle 13,30 nella “Casa Caponnetto”, sede della Cooperativa Lavoro e non solo). Saranno presenti esperti del settore, dirigenti scolastici e del mondo della cooperazione, studenti ed esponenti dei consorzi di ricerca. Interverrà anche l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.
“Sarà un’occasione - dice Pippo Cipriani, dirigente regionale di Legacoop Sicilia - per discutere con tecnici, esponenti del mondo della cooperazione e con gli studenti, di una delle principali risorse del nostro territorio e della possibilità di coniugare sviluppo e lavoro anche grazie alla valorizzazione delle produzioni attraverso i beni e i terreni confiscati alla mafia”.
Venerdì 21 ottobre 2016

Denuncia e commedia: "In guerra per amore" con Pif

Esce al cinema, giovedì 27 ottobre, il nuovo film di Pif "In guerra per amore": una commedia che denuncia un evento storico che ha favorito l'insediarsi della mafia
di VERDIANA PARASPORO 
Ha debuttato nel mondo del cinema con un film che ha saputo toccare le corde giuste, di quei siciliani che hanno vissuto il periodo più terrificante delle stragi di Cosa Nostra a Palermo e da giovedì 27 ottobre torna sulla scena cinematografica con "In guerra per amore". È il nuovo film di Pierfrancesco Diliberto, più conosciuto come Pif, una commedia che riflette e si indigna sulla realtà italiana passata e presente, sempre con un'attenzione particolare al potere mafioso in Sicilia. Insieme a lui Miriam Leone, Andrea Di Stefano e Stella Egitto. Protagonista è Arturo Giammarresi, un lavapiatti siciliano che lavora a New York e che per ottenere la mano di Flora, promessa già ad un altro uomo braccio destro di Lucky Luciano, si arruola nell'esercito americano per poter tornare in Sicilia approdando nel paese di Crisafulli. Al di là degli intrecci e delle vicende, "In guerra per amore" vuole essere una denuncia verso un evento storico che ha favorito, e non poco, l’insediarsi della mafia nei ruoli e nelle funzioni vitali del nostro paese.

Palermo, “Storia ed evoluzione del fenomeno mafioso e dell’antimafia dalle origini a oggi”

Lunedì 24 ottobre 2016 dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso il cinema Rouge et Noir di piazza Verdi a Palermo, si terrà la conferenza del Progetto Educativo Antimafia promosso dal Centro Pio La Torre. Il tema della conferenza sarà:
“Storia ed evoluzione del fenomeno mafioso e dell’antimafia dalle origini a oggi”Relatori:Enzo Ciconte storico, Salvatore Lupo storico; Isaia Sales storico. Modera: Vito Lo Monaco Presidente Centro Studi Pio La Torre.

E' prevista la videoconferenza per le scuole che hanno aderito al progetto ed inoltre sarà trasmessa in diretta streaming sul sito del Centro Studi Pio La Torre www.piolatorre.it e sul portale legalità dell’Ansa www.ansa.it/legalita

Palermo, ci sono anche i giovani democratici per il NO!

Dichiarazione Elvira Martino, esecutivo provinciale GD Palermo, e Chiara Puccio, vicepresidente della Direzione Provinciale Palermo: "Apprendiamo da un post pubblico su un social network che il segretario della Federazione Provinciale di Palermo Antonino Musca manifesta il seguente pensiero 'I giovani democratici voteranno SI'. Questa posizione non esprime la verità dei fatti. Nell'ultima direzione regionale, il segretario regionale Prospero Crimi ha dato piena cittadinanza agli iscritti che condividono una posizione diversa, e sia a livello nazionale che a livello regionale ciò è testimoniato dalla nascita di comitati quali "Democratici per il NO", di cui condividiamo l'appello rivolto ai militanti in linea con le proprie opinioni". Dichiarazione Ruggero D'Amico, giovane componente della Direzione Regionale del Partito Democratico Sicilia: "Vista la situazione attuale, chiediamo al segretario Musca un confronto pubblico per discutere ed entrare veramente nel merito della riforma, invece che usare l'organizzazione giovanile come una tifoseria al servizio del Comitato per il SI".
Elvira Martino, esecutivo provinciale GD Palermo
Chiara Puccio, vicepresidente della Direzione Provinciale Palermo
Ruggero D'Amico, componente della Direzione Regionale del Partito Democratico Sicilia


BIENNALE ECONOMIA COOPERATIVA, IL VIA OGGI SULL'ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

L'intervento di Franco Piro, presidente Legacoop Sicilia
APPELLO DI LEGACOOP SICILIA ALLE ISTITUZIONI: “METTERE UN FRENO AI RINNOVI NEGLI APPALTI E AL MASSIMO RIBASSO”. TRA I RELATORI DI DOMANI, IL MINISTRO AL LAVORO GIULIANO POLETTI
PALERMO, 20 ottobre 2016. “Sono oltre 53 mila gli studenti delle scuole secondarie che hanno partecipato a percorsi di alternanza scuola lavoro nell’anno 2015 /2016 in Sicilia e il 55,3 per cento lo ha fatto all’interno delle imprese. Ben più che nel resto d’Italia dove la media di alternanza all’interno delle imprese è del 36,1 per cento dei casi”. A fornire i dati, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, intervenendo alla Biennale dell’Economia cooperativa, in programma oggi e domani al teatro Massimo di Palermo. A confronto, istituzioni, imprese cooperative e dirigenti di Legacoop che con quest’evento festeggiano i 130 anni di vita dell’organizzazione. “L’alternanza scuola lavoro – ha detto il presidente di Legacoop Sicilia, Pietro Piro – rappresenta una doppia occasione: per i giovani che possono imparare e per le aziende che possono trasmettere competenze e avvalersi di nuove risorse”. Il sottosegretario Faraone ha sottolineato come sull’alternanza sia stata creata “una via italiana che già è all’attenzione di altri Paesi. Abbiamo previsto – ha detto -un ingresso nel mondo del lavoro attraverso la scuola, accanto alla forma più tradizionale dell’apprendistato. E’ una pratica da perfezionare ma ci attendiamo grandi risultati. Nel prossimo anno scolastico saranno 1,5 milioni gli studenti che prenderanno parte ai programmi di alternanza in tutta Italia”.

mercoledì 19 ottobre 2016

I caporali come i boss: arresto e confisca per chi sfrutta i braccianti

di GIULIANO FOSCHINI
Via libera pure alla Camera alle pene più pesanti. Il ministro Martina: “Così a Rosarno batteremo gli aguzzini”
BARI - I caporali sono come i boss mafiosi. Lo sa Paola Clemente, la bracciante pugliese uccisa dal caldo e dalla fatica nell’estate del 2015. Lo sa Elias Adams, 44 anni, ghanese, morto annegato mentre provava a bere in un vascone d’acqua irrigua. Lo sanno i ragazzi che raccolgono gli agrumi a Rosarno e le angurie nel Salento, i polacchi delle fragole a Scanzano, i raccoglitori del Foggiano che per due euro l’ora mandano pomodori in tutte le tavole del mondo. Che i caporali sono come i boss mafiosi lo sa ora anche lo Stato italiano che ieri ha approvato la nuova legge che applica, nei confronti di chi sfrutta il lavoro nei campi, misure di prevenzioni uguali a quelle utilizzate contro la criminalità organizzata. «Andremo a Rosarno per la stagione della raccolta degli agrumi per presentarla» spiega a Repubblica.

martedì 18 ottobre 2016

ASP IN PIAZZA A PRIZZI: EFFETTUATE 1.571 PRESTAZIONI

Asp in piazza a Prizzi: la foto di gruppo degli operatori
MARTEDI’ PROSSIMO SI REPLICA A CEFALA’ DIANA
PRIZZI 18 OTTOBRE 2016 - Settantacinquemila prestazioni in 45 tappe complessive di Asp in Piazza (di cui 18 nel solo 2016). Sono numeri da record quelli dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, unica in Italia ad avere organizzato e realizzato un programma di prevenzione itinerante. “Nel 2016  – ha sottolineato il Direttore generale dell’Azienda sanitaria del capoluogo, Antonio Candela - abbiamo diagnosticato in piazza 9 tumori alla mammella, 6 al colon retto e 15 al collo dell’utero. Le diagnosi precoci hanno determinato la possibilità di un più efficace intervento terapeutico con chiare ricadute positive sulla prognosi. Sono numeri che ci fanno riflettere sull’importanza della prevenzione e sulla promozione della cultura della prevenzione”.