giovedì 4 agosto 2016

Roccamena, se n'è andato Salvatore Genovese, storico dirigente di sinistra

Salvatore Totino Genovese
Oggi a Roccamena abbiamo accompagnato nel suo ultimo viaggio Salvatore “Totino” Genovese, militante e dirigente della sinistra, in particolare del Pci, della Cna e della Cgil. È morto a 67 anni per un male incurabile, che l’ha stroncato in poche settimane. Genovese è stato dirigente della Confederazione Nazionale Artigiani (Cna) di Palermo. Alla fine degli anni ’80 è stato sindaco Pci del suo paese, Roccamena. Nel 2006 è stato anche segretario della Camera del lavoro di Roccamena, che ha voluto che fosse intitolata al suo fondatore nel 1945, Francesco Zito Plaia. Con Totino Genovese ho avuto un lungo rapporto di frequentazione e di amicizia. Era un uomo buono e generoso, sempre in prima fila nella lotta per i diritti e la democrazia. Abbiamo partecipato insieme a tante iniziative politico-sindacali: a Sciacca, a Falcone in provincia di Messina, a Roccamena, a Corleone, a Palermo. Mi mancherà Totino. Mi mancheranno i suoi consigli e la sua ironia elegante.
Al funerale oggi erano presenti alcuni compagni di Totino, ma altri erano assenti “ingiustificati”. In particolare, l’amministrazione comunale. “Mi meraviglio – ci ha scritto infatti Roberto Mirandola, amministratore del gruppo facebook “RoccamenaPa2” - che l'amministrazione comunale… non ha trovato un minuto di tempo per dare l'estremo saluto al compagno Totino, che ha creato assieme a tanti altri le basi per l'affermazione del pd a Roccamena. Tra l'altro voglio ricordare che Totino è stato sindaco del partito comunista italiano a Roccamena e pertanto sarebbe stato doveroso quantomeno essere rappresentata l'amministrazione comunale con la classica corona di fiori”.

L'articolo pubblicato su "La Sicilia" del 27 agosto 2006, in occasione dell'intitolazione della Camera del lavoro di Roccamena a Francesco Zito Plaia

Francesco Zito Plaia
La sede della Cgil di Roccamena intitolata al sindacalista Francesco Zito Plaia
Il 31 agosto la cerimonia alla quale saranno presenti anche i figli dell’ex segretario della Camera del lavoro
La Cgil ha riaperto la sede a Roccamena solamente nella scorsa primavera. Per tanti anni
non era stato più possibile. Infatti, dopo le mitiche lotte per la terra degli anni ’50, guidate
da Francesco Zito Plaia, e dopo i clamorosi digiuni di Danilo Dolci degli anni ’60, per rivendicare la costruzione della diga Garcia, il paese visse una drammatica emigrazione di
massa, che lo aveva svuotato delle energie più combattive. A legare con lo spago la valigia di cartone ed andare via non fu solo Zito Plaia, ma anche tanti altri contadini che non si rassegnavano ad una vita di stenti e di miseria. E il paese rimase in mano ai «corleonesi» e ai loro complici, che si preparavano a mettere le mani sul business diga Garcia. Se ne accorsero investigatori intelligenti, come il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo, e giornalisti di razza, come Mario Francese. Ma Totò Riina e i suoi «picciotti» li fecero fuori uno dopo l’altro. Russo fu crivellato di colpi a Ficuzza il 20 agosto 1977, Francese il 26 gennaio 1979.
Adesso, dopo aver riaperto la sede nella stessa casa in cui Danilo Dolci digiunò per la diga, la Cgil ha deciso di intitolarla al suo fondatore, a Francesco Zito Plaia. «Un modo per
onorare la memoria di questo umile e combattivo dirigente, ma anche un’operazione di recupero della memoria storica, in un paese che sta rischiando di perderla definitivamente», dice Salvatore Genovese, attuale segretario della Camera del lavoro. Alla cerimonia, che si svolgerà giovedì 31 agosto, saranno presenti alcuni dei figli di Zito Plaia, che hanno messo a disposizione degli organizzatori vecchie foto e documenti dell’anziano padre. Quello a cui tengono di più è un attestato del 20 agosto 1950, a firma dell’on. Antonino Varvaro, presidente dell’allora comitato provinciale di Palermo dei «Partigiani della pace», dove si attesta che «Zito Plaia Francesco ha raccolto n. 535 firme contro l’uso delle armi atomiche, distinguendosi in questa grande battaglia per la salvezza dell’umanità nella pace e nel lavoro». Un impegno antico, che oggi appare quanto mai attuale. Venerdì prossimo, sarà uno dei figli a scoprire la targa col nome del «partigiano della pace» di 56 anni fa. E, insieme a lui, ci saranno i commissari che reggono il comune dopo lo scioglimento per mafia, il parroco del paese, una delegazione delle forze dell’ordine. E poi ancora il segretario della Camera del lavoro di Palermo, Maurizio Calà, e il segretario della Flai-Cgil di Palermo, Vito Ciullla. Ma, ad onorare Zito Plaia, ci saranno anche l’Arci e i giovani volontari dei campi di lavoro antimafia, accompagnati dal vice-presidente della Regione Toscana, Federico Gelli. E, infine, Pasquale Scimeca, che presenzierà alla proiezione in piazza del suo film «Placido Rizzotto». «Bisogna che le istituzioni siano vicine ai giovani toscani e siciliani, che vogliono affermare percorsi di legalità e di giustizia sociale», dice Gelli. Pezzi importanti delle istituzioni, della società civile e della cultura, quindi, si stringeranno intorno alla comunità di Roccamena, per ricordare un glorioso passato e per contribuire alla costruzione di un futuro migliore.
Agli inizi di quest’anno il sindaco Giuseppe Gambino, vicino all’Udc, è stato arrestato per mafia, determinando lo scioglimento degli organi amministrativi del comune. Quando i carabinieri hanno perquisito i cassetti della sua scrivania vi hanno trovato una pistola rubata.
Dino Paternostro

La Sicilia, 27.08.2006


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