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venerdì 5 agosto 2016

LA CGIL HA RICORDATO ANDREA RAIA, IL SINDACALISTA UCCISO DALLA MAFIA IL 5 AGOSTO DEL 1944 A CASTELDACCIA

L'intervento di Maurizio Rosso, segretario generale SLC
“IMPORTANTE PER L’IDENTITA’ DEL MONDO SINDACALE RIPERCORRERE LE STORIE CHE DIEDERO ORIGINE AL MOVIMENTO ANTIMAFIA”, HA DETTO CAMPO
Palermo 5 agosto 2016 – Ricordata oggi al cimitero di Casteldaccia la figura di Andrea Raia, il segretario della Camera del Lavoro del paese ucciso il 5 agosto del 1944. La Cgil e  la Slc Cgil hanno deposto una corona d’alloro sulla tomba del sindacalista assassinato dalla mafia, nel corso di una commemorazione alla presenza dell’amministrazione comunale, dei familiari, del comitato Andrea Raia. Erano presenti la figlia, Santa Raia, di quasi 90 anni, e il pronipote, Davide Aiello, consigliere comunale, fondatore del comitato Andrea Raia, per tramandare il ricordo del bisnonno. GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO
“Oggi la Cgil, ricordando i suoi morti, ricompone l’identità del mondo del lavoro. Quella di Andrea Raia, il primo delitto di mafia avvenuto nel secondo dopoguerra in Sicilia, é la storia di un uomo che non era un isolato  ma  capo di un movimento che si oppose al nuovo blocco sociale costituito – ha dichiarato il segretario della Cgil Palermo Enzo Campo - Dalla continuità delle lotte degli anni 40 e 50,  il cui filo conduttore é stato il lavoro, come forma di emancipazione sociale,  la Cgil si come punto di riferimento  con i suoi ideali e la sua identità verso quelle nuove classi di lavoratori povere, come lo sono gli operatori dei call center. Da questo filo rosso si dipana la storia del movimento antimafia, dei martiri e degli eroi, un’antimafia sociale, che ebbe origine dalle battaglie per la terra di quegli anni”.  Un percorso della memoria che la Cgil sta ripercorrendo per ridare dignità e strappare dall’oblio tutti i sindacalisti uccisi. Pochi i processi conclusi con il riconoscimento dei colpevoli, pochi i sindacalisti riconosciuti vittime della mafia, e diversi di loro fino a pochi anni fa mai ricordati con iniziative pubbliche. “Chiediamo verità e giustizia per i nostri morti, per i quali stiamo cercando di riportare alla luce tutte le loro storie – ha detto Dino Paternostro, responsabile Legalità per la Cgil – Altrettanto é importante che le comunità locali riconoscano l’importanza di queste figure. Con la consapevolezza che la lotta alla mafia é iniziata con loro, con gente come Raia, che non erano dei Don Chisciotte solitari ma persone a capo di grandi movimenti, che lottarono per l’affermazione della giustizia sociale”. Alla cerimonia sono intervenuti anche il sindaco di Casteldaccia Fabio Spatafora, l’esponente del Pd Vittorio Panno, Davide Aiello, Antonella Azoti, la figlia di Nicolò Azoti, segretario della Camera del Lavoro di Baucina, assassinato il 23 dicembre del 1946 e il segretario Slc Cgil Maurizio Rosso, che ha concluso l’iniziativa.

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