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venerdì 19 agosto 2016

Il mito di Sisifo: come vincere un destino a prima vista avverso e crudele.

Il mito di Sisifo...
Lo scioglimento per mafia del comune di Corleone ha tragicamente riportato indietro di trent'anni la nostra città, che adesso deve ricominciare da capo a costruire percorsi di legalità capaci di portare lavoro e sviluppo "puliti". Una fatica immane che ci fa tornare alla mente il mito di Sisifo, condannato dagli dèi a spingere un pesantissimo macigno sino alla sommità di una montagna. Ma nell’attimo stesso in cui questo sforzo si completa, la pietra ricade a valle, e Sisifo si trova costretto a ricominciare da capo. Un supplizio, una situazione disperata. Ci sembra lo stesso supplizio della città di Corleone e dei suoi cittadini onesti, costretti ogni volta a ripetere gli stessi sforzi per sperare di liberarsi dalla mafia e conquistare la fiducia dell'Italia e del mondo. 
A noi piace, però, pensare (col filosofo francese Albert Camus) a Sisifo che, mentre osserva la pietra rotolare a valle, consapevole di doverla far risalire di nuovo, infinite volte, acquisisce sempre più consapevolezza e forza d'animo e l’inesauribile speranza di riuscire a vincere la propria sorte. 
In qualche modo, Sisifo (per dirla ancora con Camus) ci insegna la fedeltà superiore, che nega gli dèi e solleva i macigni… Ogni granello di quella pietra, ogni bagliore minerale di quella montagna, ammantata di notte, formano, da soli, un mondo. Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice".
Ecco, mi piacerebbe che tutti i cittadini di Corleone animati da buona volontà si sentissero un po' Sisifo, convinti che con l'impegno, la forza di volontà e un'incrollabile fede nell'avvenire si possa riuscire a vincere un destino a prima vista avverso e crudele. Crediamoci... (dp)

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