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venerdì 12 agosto 2016

Dopo lo scioglimento per mafia. Il sindaco di Corleone resiste: "Non lascio"

L'articolo sul Giornale di Sicilia di oggi 12.8.16
CORLEONE -  Resterà al suo posto il sindaco di Corleone, Lea Savona, fino a quando non riceverà il decreto di scioglimento. È lei stessa a dichiararlo: "Non ho ancora ricevuto il provvedimento e continuerò a esercitare le funzioni di sindaco fino al quel momento. In base al suo contenuto, mi riserverò di impugnarlo o meno". Il decreto di scioglimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e ad esso sono allegate la proposta del Ministro dell’Interno e la relazione del prefetto, salvo che il Consiglio dei ministri disponga di mantenere la riservatezza su parti della proposta o della relazione nei casi in cui lo ritenga strettamente necessario. È comunque giunta alla fine l'avventura di questa amministrazione che si aggiudicò le elezioni nel maggio 2012 per una manciata di voti nei confronti della coalizione guidata dall'ex sindaco Giuseppe Cipriani. Sono stati quattro anni controversi con diversi rimpasti per la ricerca continua di una solida maggioranza in consiglio comunale, conclusi con l'accesso agli atti degli ispettori ministeriali avvenuto lo scorso gennaio e lo scioglimento deliberato dal consiglio di ministri, in attesa ora dei commissari. La città ha però reagito con forza.
Maurizio Pascucci, presidente dell'associazione "Fior di Corleone", precisa: "Quando un'amministrazione comunale viene sciolta per infiltrazione mafiosa significa che le scelte di governo del territorio non sono state libere, democratiche e nell'interesse pubblico, significa che i mafiosi hanno deciso atti pubblici importanti e i cittadini onesti sono stati le prime vittime di questo sistema illegale e colluso. L'Associazione Fior di Corleone si è battuta fino in fondo ed oggi è pronta ad impegnarsi per ricostruire con tanti, ma non con tutti, un nuovo sviluppo economico e sociale. Noi ci saremo". Anche l'Arci interviene: "La decisione del Consiglio dei Ministri impone molte riflessioni sulle azioni di tanti, ma non di tutti. Occorre che sia fatta subito chiarezza sulle responsabilità dell'amministrazione». Lo dicono il presidente nazionale Francesca Chiavacci e il presidente regionale dell'Arci, Salvo Lipari. «Da anni l'Arci con la cooperativa 'Lavoro e non solo" opera sul territorio con i campi di volontariato sui terreni confiscati alla mafia - aggiungono - Un lavoro straordinario in un territorio storicamente difficile che cerca, comunque, il riscatto, soprattutto nelle nuove generazioni. In questi anni la cooperativa ha ospitato centinaia di ragazzi, organizzato eventi, è riuscita a trovare un ruolo nel territorio raccontando la mafia e sperimentando pratiche di legalità democratica". Il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario della Camera del Lavoro di Corleone, Cosimo Lo Sciuto, affermano: “Finalmente si è fatta chiarezza e si è chiusa, nel peggiore dei modi, l'esperienza amministrativa del sindaco Savona e della sua giunta,   che come Cgil  non abbiamo mai condiviso,  e con la quale abbiamo  raggiunto l'apice  dello scontro quando il 10 marzo scorso  il sindaco non ha voluto concederci la piazza per la commemorazione di Placido Rizzotto”. Infine Salvatore Schillaci, segretario locale del PD: "Corleone sin da subito deve adoperarsi per risollevarsi e riprendere il percorso di legalità bruscamente interrotto da un sindaco sordo e " distratto ".
Mario Midulla
Giornale di Sicilia, 12 agosto 2016

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