martedì 5 luglio 2016

Una scuola di etica nella professione veterinaria contro mafie e corruzione

di EVA RIGONAT
Il settore veterinario ha un ruolo importante nella tutela della salute umana e animale. Accanto al settore della clinica degli animali da compagnia seguiti negli studi privati, i medici veterinari ricoprono un ruolo fondamentale nella tutela della salute pubblica attraverso i controlli su ciò che di animale arriva nei nostri piatti. Questo comporta che dietro il loro lavoro vi siano interessi economici enormi e che queste attività siano oggetto di tentativi di infiltrazioni criminali e di episodi corruttivi. 
Il Parco dei Nebrodi, dove l’attentato del maggio scorso al presidente del Parco ha riportato alla luce, in tutta la sua ferocia, la mafia dei pascoli è l’ultimo degli episodi che vede protagoniste situazioni in cui ogni giorni i medici veterinari si devono confrontare con il mondo del malaffare.

Abigeato, truffe all’Unione Europea, macellazione clandestina, carni infette, traffico di farmaci illegali. E la storia di un protocollo di legalità che pare funzionare. Episodi in cui è necessario non perdere il senso profondo della professione, di tutela della salute degli animali e della salute dei cittadini e di quello che arriva nel piatto delle persone.
Altre situazioni che qui vogliamo solo ricordare riguardano ad esempio i problemi dei mercati ittici, delle sofisticazioni alimentari, delle corse e dei combattimenti clandestini, delle macellazioni illegali, dell’uso di sostanze vietate negli allevamenti, dei canili abusivi, del traffico di animali esotici e dei cuccioli degli animali da compagnia, dell’inquinamento ambientale, del furto di animali, delle sofisticazioni alimentari. I diversi rapporti Zoomafia della LAV, Ecomafie di Legambiente e Agromafie di Coldiretti sono una testimonianza diretta dei problemi di questi ambiti.
Per iniziare a dare una risposta concreta a situazioni simili la FNOVI – la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari – ha deciso di iniziare un percorso con Libera e con il progetto Illuminiamo la salute. L’idea di fondo è quella di lavorare sui temi dell’etica applicata al quotidiano, cercando di incidere sulle situazioni di illegalità, corruzione e criminalità. Tutto questo facendo anche riscoprire l’orgoglio di appartenere ad una professione che in generale in Italia ottiene risultati migliori in termini di tutela della salute pubblica rispetto ad altre nazioni europee, sia in termini di risultati che di professionalità espresse che spesso altre Paesi ci richiedono.
Una delle prime iniziative di questa collaborazione ha riguardato l’istituzione dal 2015 di una Commissione di Ascolto dei professionisti che vogliono segnalare o denunciare situazioni di illegalità o in cui i valori professionali e l’etica sono minacciati. Ascolto portato avanti da una commissione mista composta sia da veterinari, sia da componenti della società civile, di cui Libera fa parte. Numerosi sono già stati i professionisti che hanno deciso di raccontare la propria esperienza, cercando insieme di trovare le strade più appropriate per ogni singolo caso.
Un secondo , che vuole invece andare a lavorare sui fondamenti e sui valori della professione, si chiama “ET – Etica Veterinaria: dalle scuole alla professione veterinaria”, vede il coinvolgimento diretto degli studenti delle 13 scuole di veterinaria italiane e della Conferenza dei Direttori dei Dipartimenti dei corsi di laurea in medicina veterinaria, degli Ordini veterinari dei singoli territori e dei presidi di Libera territoriali, oltre che della FNOVI che lo sostiene anche dal punto di vista economico.
Alla prima due giorni di formazione residenziale del 18 e 19 giugno alla Certosa di Avigliana che ha dato avvio al progetto, 50 veterinari hanno così respirato empatia, condivisione, entusiasmo, bellezza. Hanno scoperto che l’etica in questo settore affascina, attira e soprattutto che all’interno della professione questa parola non è morta. Curiosità, interesse e disponibilità hanno accomunato tutti, studenti e medici veterinari, pur in differenti stadi di consapevolezza, dalla incredulità che l’argomento potesse riguardare la professione medico veterinaria alla conoscenza già acquisita che ne fosse un valore fondante.
Vincenza Rando ha richiamato il senso dell’Etica nel significato delle parole e delle azioni fondanti per i valori della nostra società. Etica come anticorpo sociale, come contrapposizione ad interesse, come guida anche agli investimenti, non solo economici ma anche di scelte di vita, etica come critica al peccato di ingenuità e di ignoranza, come rifiuto delle generalizzazioni, delle etichette, dei giudizi precostituiti, dei pregiudizi. Azioni dello studiare, volte alla ricchezza del sapere contrapposta alla ricchezza del denaro, azioni di persone per bene che fanno per bene la loro professione, azioni per l’alfabetizzazione all’etica per andare oltre la Legge e anche oltre il Codice deontologico. Azioni per non lasciare mai sole le persone minacciate, deboli, in difficoltà. E Etica anche come capacità di disobbedienza. Disobbedienza a leggi ingiuste e a poteri che ci vogliono indifferenti, ignoranti, furbi o convinti che le minoranze siano una debolezza, che la medicina non abbia attinenza con l’empatia, che l’etica privata sia disgiunta dall’etica pubblica.
Il significato delle parole per una professione forte e libera dalle minacce, ha coinvolto la platea nell’illustrazione della condizione veterinaria e nella valutazione del rischio di corruzione e di minaccia della professione. Gestione corretta del conflitto di interesse, dell’asimmetria informativa, consapevolezza dell’onestà fastidiosa del medico veterinario per gli interessi che ruotano attorno ai temi di sua competenza, dai meno noti come quelli della cura degli animali d’affezione a quelli della salvaguardia della salute umana, del rispetto della salute e del benessere animale e dell’ambiente, a quelli dei rischi di minacce ed infiltrazioni. Affrontato il tema del ruolo del sistema ordinistico, alle parole proposte di “salute, integrità, rischio, onestà, scienza, coscienza e responsabilità sono state aggiunte quelle di “confronto, cura, coraggio, partecipazione, rispetto, coerenza, relazione, libertà”.
In modo estremamente brillante con esempi tratti dalla cultura cinematografica Gianni Re – Direttore del Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Torino – ha presentato il Codice deontologico della professione medico veterinaria richiamando ad una riflessione particolarmente attenta sui punti riferibili alle scelte etiche del professionista. Il Giuramento professionale, la missione della professione, il significato della deontologia e la valenza delle sue regole, il senso delle parole di un codice che affronta dovere di diligenza e prudenza, di aggiornamento, di probità, dignità, lealtà, correttezza, indipendenza intellettuale, tutela ambientale in condizioni di autonomia di rapporto, assenza di conflitto di interesse, comparaggio e cointeressenza hanno messo in chiaro la modernità e l’attualità di uno strumento che ancor prima che legge da applicare è guida di comportamento.
La discussione di casi pratici della professione veterinaria come riflessione e strumento di sensibilizzazione all’etica si è rivelato una carta vincente. La partecipazione molto intensa, con riflessioni di alto valore sulle casistiche proposte, da risolvere a gruppi hanno reso tutti consapevoli del fatto che il senso etico è patrimonio comune particolarmente sentito da chi si avvicina al mondo veterinario.
A dare sbocco al bisogno di capire la gestione pubblica dell’agire etico, è intervenuta la relazione del Presidente FNOVI, Gaetano Penocchio con una panoramica sullo stato dell’arte della regolamentazione della vita ordinistica e delle altre professioni della salute. La valenza etica del principio di separazione tra potere istruttorio e giudicante è stata messa in chiaro, così come i fondamenti del principio di sussidiarietà che vedono nel sistema ordinistico la garanzia dei principi etici di universalità, terzietà e compatibilità. L’Etica del concetto di rappresentanza della fede pubblica e di interesse pubblico hanno dato una copertura sociale e politica alle ragioni dell’agire etico dei singoli ricollegando la sua relazione a quella di Vincenza Rando e offrendo l’occasione per una riflessione sull’etica del dovere di partecipazione alla vita sociale e ordinistica.
Massimo Brunetti – del progetto Illuminiamo la Salute – ha illustrato le ipotesi di ricaduta del progetto ET a livello territoriale, sottolineando il bisogno di vincere silenzio e indifferenza, raccontando la nascita del progetto Illuminiamo la salute e delle ragioni della collaborazione con FNOVI.
Nicola Barbera – Presidente dei giovani medici veterinari FNOVI Young – ha inquadrato il tema della crisi di identità che può colpire gli studenti e dell’importanza della coesione sociale e della partecipazione. Barbera ha sottolineato l’impegno universitario come base comportamentale per affrontare la vita, anche quella professionale. Segnalata, nella sua relazione, la deformazione di molti sistemi universitari e della mancanza di rispetto dei ruoli fino ad arrivare ad una confusione etica.
Nerina Dirindin – Presidente del Coripe e senatrice della Repubblica – ha chiuso i lavori sottolineando alcuni aspetti. Il bisogno di evitare “il vittimismo” da parte della professione veterinaria, in quanto la crisi di identità riguarda tutte le professioni legate alla salute delle persone e la necessità di ritornare a vivere il sentimento dell’orgoglio professionale sapendo che ognuno di noi può fare la differenza. L’importanza del saper fare sopravvivere la diversità degli onesti così come tratteggiata da Italo Calvino nell’ “Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti”. La necessità di illuminare le esperienze positive, nella consapevolezza che non si debba essere eroi per comportarsi in modo etico Infine, l’invito a essere sovversivi, attraverso l’etica della disobbedienza e dell’ascolto delle nostre coscienze.
Nelle due giornate sono state diverse le testimonianze di medici veterinari minacciati per il loro agire etico, ascoltate con attenzione e con stupore da parte di molti. Testimonianza che hanno suscitato riflessioni in tema di indifferenza legata alla inconsapevolezza e all’ignoranza e al collegamento tra coscienza sociale ed individuale e della reciproca influenza dell’una sull’altra.
I veterinari che andranno a portare questo messaggio di etica e di speranza nei diversi territori italiani hanno infine ricevuto l’abbraccio di Luigi Ciotti, che li ha rafforzati in quella che può diventare un progetto capace di fare la differenza per il futuro della professione veterinaria. Come Ciotti ha sempre sottolineato l’obiettivo di queste iniziative è quello di rendere i professionisti di domani capaci di scegliere l’etica come professione.
Narcomafie, 1 luglio 2016

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