venerdì 29 luglio 2016

Nino Rocca: "Governare la Palermo della povertà assoluta"

di NINO ROCCA
Un inquietante vento di destra, alimentato dal terrorismo, soffia dall’America all’Europa, e colpisce al cuore le democrazia occidentali e le stesse religioni islamiche e cristiane!  A ciò si aggiunge una crisi economica che colpisce soprattutto i paesi più deboli e le Regioni più povere dell’Europa. La Sicilia e Palermo, al centro del mediterraneo, culla del Cristianesimo e dell’Islamismo, luogo di incontro delle due culture è smarrita e indebolita, essa tra le Regione d’Italia più colpite dalla crisi, ha bisogno di reagire con forza e determinazione! Di fronte a tutto ciò non possiamo rimanere indifferenti, dobbiamo rispondere con determinazione con il pensiero forte di una democrazia che parta dal basso esprimendo giustizia sociale  e di un pensiero religioso che manifesti pietà, amore e solidarietà. 

Sono, ormai, migliaia le famiglie, palermitane e straniere, che vivono a Palermo al di sotto della soglia di povertà. Queste famiglie, che aumentano di giorno in giorno, non possono attendere i tempi della realizzazione del Pom Metro o della Sia, (bisognerebbe attendere il 2017 inoltrato per la loro realizzazione), non possono attendere i tempi di una politica che è andata avanti per ordinanze e diktat, per piani di sgombero e di lotta alla illegalità di coloro che hanno, per bisogno, occupato immobili pubblici abbandonati, di una politica che le ha trattate come dei sudditi e non  come cittadini con cui confrontarsi e conquistarsi consenso nell’azione politica!
Noi vogliamo cominciare a Governare la crisi economica (abitativa e occupazionale) e ideologica (l’assenza di un pensiero forte della solidarietà e della giustizia sociale), attraverso la conquista del consenso e della partecipazione frutto del dialogo con le famiglie vittime della crisi, di una crisi che è ormai pari, se non più grave della crisi Greca! Non più il modello delle caste, dei vicerè, dei governi blindati dagli interessi lobbistici che generano esclusione sociale e frammentazione nella società più debole sia essa degli stranieri o del proletariato urbano.
Vogliamo rivolgerci agli esclusi sia palermitani che stranieri per i quali si costruiscono nuovi e più grandi dormitori, per i quali si innalzano barriere ideologiche e culturali che generano un razzismo strisciante che prima o poi esploderà nelle generazioni più giovani degli immigrati, a cui si nega la loro identità culturale non essendo né palermitani né del tutto stranieri.
Vogliamo rivolgerci alle migliaia di famiglie palermitani  escluse, che nutrono dentro di sé sentimenti di razzismo di ritorno, contro i “turchi” che sbarcati con le carrette del mare nel nostro territorio vengono accolti …. in B&B  o in strutture protette!!!!! mentre, a loro, non è riservato nessuna scialuppa di salvataggio!!!
Dobbiamo creare un fronte unico che va dai senza casa ai disoccupati, dagli stranieri che vivono nell’esclusione sociale alle centinaia di associazioni dislocate in tutti i quartieri che continuano giorno dopo giorno la loro azione sociale a contatto con la popolazione esclusa  dalle decisioni  politiche sulla città, un fronte unico che va dalle comunità islamiche delle moschee, dislocate per la città, alle comunità cattoliche e cristiane sensibili ad un ecumenismo ricco di solidarietà e fraternità.
Vogliamo governare, sul modello di De Magistris, (attraverso il dialogo e la ricerca del consenso sociale), la lotta alla povertà e alla esclusione sociale su due fronti: la giustizia sociale,  il dialogo e la solidarietà tra mondo islamico e mondo cristiano occidentale, i due aspetti le due facce della stessa medaglia.
Vogliamo governare attraverso proposte concrete di solidarietà e di giustizia sociale rivolte ad una Amministrazione, a cui chiediamo almeno la coerenza, dal momento che non ha saputo dialogare, e al Vescovo  che ha già manifestato solidarietà ai senza casa e attenzioni ai fratelli mussulmani.
Alla Amministrazione Comunale chiediamo, nello scorcio finale del mandato quinquennale, in coerenza con il regolamento dalla stessa approvato, che prevede delle alternative per le famiglie che dovrebbero essere sgomberate dalle scuole:
1) La sospensione degli sgomberi sino a quando non si trovano alternative adeguate per le famiglie sgomberate,
2) Il reperimento di tutti gli immobili disponibili tra i beni confiscati, gli immobili di proprietà del Comune e quelli da affittare secondo quanto già previsto dai regolamenti del Comune stesso.
Al Vescovo chiediamo, secondo quanto lo stesso papa Francesco ha sollecitato “aprite le porte ai poveri”:
1) di rendere disponibile il patrimonio immobiliare della Curia utilizzabile per i poveri e di sollecitare gli Istituti religiosi a fare altrettanto con gli immobili da loro non utilizzabili,
2) di avviare un tavolo permanente di dialogo e di solidarietà con le altre religioni per avviare, nei loro confronti, progetti tesi alla lotta contro la esclusione sociale e culturale.
Se gli esclusi non divengono protagonisti del loro riscatto Palermo non risorgerà dalle sue macerie e le caste continueranno ad esercitare il loro dominio sulla popolazione succube dell’arroganza del potere!

Nino Rocca

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