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giovedì 14 luglio 2016

Dino Paternostro: "Provenzano, con Liggio e Riina, ha rappresentato la mafia più feroce della Sicilia"

Bernardo Provenzano, insieme a Totó Riina e Luciano Liggio, ha rappresentato la mafia più feroce di Corleone e della Sicilia. La mafia che prima ha represso nel sangue il movimento contadino, macchiandosi dell'assassinio di capi lega come Placido Rizzotto, Epifanio Li Puma e Calogero Cangelosi, e che poi ha conquistato la città di Palermo con le stragi. Oggi, per fortuna, i cittadini hanno nel cuore e considerano eroi della Sicilia Rizzotto, Falcone e Borsellino, mentre definiscono feroci criminali personaggi come Provenzano.
È un fatto significativo, perché significa che la Sicilia e l'Italia la battaglia culturale contro la mafia l'hanno vinta. 
È giusto sottolineare che criminali come Provenzano sono stati arrestati, processati e condannati al carcere a vita col regime del 41 bis, grazie alla legge La Torre. Pio la Torre è un siciliano di cui la Sicilia va orgogliosa, espressione di quel movimento sindacale dei lavoratori della terra, dai quali ha imparato a combattere efficacemente la mafia. 
Oggi giustamente il questore di Palermo ha vietato i funerali di Provenzano, mentre ancora ricordiamo la solennità dei funerali di stato per Placido Rizzotto. 
Con la morte di Provenzano, purtroppo, non è morta la mafia. Anzi essa è ancora forte e va combattuta con decisione in particolare modo nei suoi rapporti con la politica sia a livello statale che degli enti locali, diversi dei quali sembrano permeabili alle infiltrazioni mafiose. 

Dino Paternostro
  Resp. Dip. Legalità Cgil Palermo

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