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domenica 1 maggio 2016

Primo maggio a Portella della Ginestra per ricordare la strage di 69 anni fa e ribadire l'impegno di oggi per il lavoro, i diritti e la democrazia

I manifestanti a Portella della Ginestra
IL CORTEO E L'ARRIVO SUL LUOGO DELLA STRAGE SOTTO GLI OMBRELLI. GLI INTERVENTI DI ROSI BINDI, ENZO CAMPO E EMILIO MICELI
Palermo 1 maggio 2016 – Festa del Primo Maggio sotto la pioggia battente, a Portella della Ginestra, dove si è recata stamattina la presidente della commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi, per rendere omaggio alle vittime al cimitero.  Attorno al cippo di Barbato, nel Memoriale della Strage avvolto dalla nebbia e circondato dalle bandiere rosse della Cgil,  si sono radunate ugualmente centinaia di persone. Un corteo,  con presenze  ridotte rispetto agli altri anni per via del cattivo tempo, è partito dalla Casa del Popolo fino al luogo della strage, aperto dalla banda del paese, dallo striscione della Camera del lavoro di Piana e da quello dei lavoratori  Almaviva. Sotto gli ombrelli la folla ha svoltato gli interventi del segretario della Cgil Palermo Enzo Campo e del segretario nazionale Filctem Cgil Emilio Miceli. Serafino Petta, uno dei sopravvissuti della strage,  ha ricordato i nomi delle 11 vittime della strage, tra cui due bambini. PresentI anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e la eurodeputata Pd  Michela Giuffrida. (l'Album fotografico)

      Calda l’accoglienza del paese a Rosi Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia, che ha tenuto un discorso al cimitero di Piana degli albanesi, dove sono sepolti i martiri della strage del primo maggio 1947.  Presenti anche l’esarca e il sindaco di Piana.  La Bindi poi ha raggiunto il luogo della strage, e ha toccato il sasso di Barbato, raccogliendosi in un momento di pregherà nel ricordo delle vittime.   “Portella è stata la premessa verso la strada della democrazia nel Paese. È questo non lo può dimenticare nessuno. Abbiamo fatto già tanta strada per cercare di fare chiarezza sui morti del primo maggio 1947 a Portella della Ginestrae ribadiamo come commissione parlamentare antimafia il nostro impegno. Di fronte a questi morti – ha detto la Bindi al cimitero-  oggi diciamo che ancora è lunga la strada da fare per affermare il diritto al lavoro. Anche in questo 1° maggio in cui si registrano segnali positivi, non possiamo ignorare i problemi ancora non risolti del Mezzogiorno. Non possiamo non pensare a chi non ha il lavoro, a chi è sfruttato, a chi subisce il ricatto della mafia. Non possiamo non pensare ai tantissimi giovani senza lavoro e a chi il lavoro lo sta perdendo. Ancora davanti a noi c’è un grande cammino per ridare speranza al mondo del lavoro. Per noi è questa la  priorità – ha ribadito - per affermare la democrazia e per affrontare la lotta alla mafia. Già ieri, davanti alla lapide di Pio La Torre, ricordando le sue parole, abbiamo ribadito il nostro impegno nella lotta per i valori come la giustizia, la libertà, l’uguaglianza, sapendo che con questi valori si combatte la mafia. La nostra speranza è fare luce su questa strage. Come commissione antimafia metteremo ancora in campo tutti i nostri strumenti per continuare a operare in questa direzione”.
   Il segretario Cgil Palermo Enzo Campo È intervenuto aprendo il comizio a Portella: “La presenza oggi della presidente dell’antimafia nazionale, nel solco della presenza già in passato a Portella del presidente della Repubblica e dei presidenti di Camera e Senato, è per  noi un fatto estremamente importante, anche nella ricerca  continua della verità sulla strage.  Rosi Bindi, ricordando i caduti della strage oggi e  Pio La Torre ieri, ha valorizzato il ruolo e la qualità del lavoro. E abbiamo condiviso il fatto che Portella sia la più bella memoria d’Italia da difendere. In questo luogo, che per la festa del Primo Maggio era affollato di donne e bambino,  gli abitanti di Piana sono caduti per il lavoro, per la dignità e la giustizia sociale. Rosi Bindi ha ricordato questi valori, che sono quelli di ieri, di oggi e quelli del nostro futuro. Questa storia da memoria di parte diventa la  memoria di tutti. E sul solco degli stessi valori di allora  i di emancipazione, dignità giustizia sociale, diritti, la Cgil continua la sua opera. Ancora per il lavoro c’è tanto da fare, come dimostra A Palermo la vertenza Almaviva, con 1.670 lavoratori che rischiano il licenziamento”.  E ha aggiunto il segretario nazionale Filctem Emilio Miceli, chiedendo un rafforzamento della lotta alla mafia a partire da Portella e in nome delle battaglie per il lavoro: “La vera anomalia di questa nostra terra  è che mentre in Sicilia chiudevano le imprese si rafforzava il potere di Confindustria. Al punto da immaginare che le nuove espressioni dell’antimafia potessero addirittura essere i Lo Bello e i Montante. Questo è il racconto più veritiero, è la vera metafora della crisi siciliana. Per fare fino in fondo la lotta alla mafia bisogna che lo Stato investa e non tagli. In tutti questi anni all’ombra del taglio agli investimenti pubblici sono cresciute solo la misera e la disperazione. Certo, qualcuno si è arricchito,  ma la Sicilia ha sofferto.Crediamo quindi che sia necessaria una maggiore attenzione alle misure per il Mezzogiorno da parte del governo, che ieri ha annunciato i Patti per Palermo e per Catania. Speriamo sia l’inizio di una inversione di rotta”.

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