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lunedì 2 maggio 2016

LETTERA APERTA AI MIEI COMPAGNI DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

Pino Maniaci
di SALVATORE BADALAMENTI
Cari compagni,
ho letto, come tutti, la vicenda relativa all’apertura di un’indagine, da parte della Procura di Palermo, a carico di Pino Maniaci, Direttore di Telejato. Dalle intercettazioni ambientali (che però, ad ora, non sono pubbliche), emergerebbe  un comportamento delittuoso da parte di Pino Maniaci. Nel caso specifico Maniaci sarebbe indagato per tentativo di estorsione nei confronti di alcuni sindaci del suo territorio. Non mi dilungo sui particolari, perché sono sugli organi di stampa. Quindi, un’ipotesi di reato grossa come una montagna. Se la notizia fosse vera (cioè fondata), ci troveremmo in una situazione assolutamente incredibile e paradossale:  Pino Maniaci paladino dell’antimafia, che pone in essere comportamenti più propri di quegli ambienti, e di quei personaggi, che da anni denuncia.

Se fosse vera la notizia, verrebbe incenerita ,in un sol colpo, la credibilità di Pino Maniaci e di Telejato. Tutto quanto detto,  scritto e denunciato (es. sulla distilleria Bertolino, su tanti personaggi “intoccabili” e insospettabili di Partinico e dintorni) diverrebbe privo di senso. Diverrebbe non uno scopo, ma un calcolato “mezzuccio”, per perseguire prosaici interessi personali. Una bomba: con una ricaduta anche sulla credibilità di tutte quelle forze che compongono il variegato e coraggioso movimento antimafia (faticosamente messosi in piedi a partire dalle stragi del ’92). Ho usato molti condizionali e molti “se”,  non a caso. Sono in tanti, e per i motivi più disparati (ma anche abbastanza comprensibili!),che aspettavano l’occasione buona per puntare i fucili (metaforicamente, per carità!), su Pino Maniaci, questo  alieno capitato per caso nel partinicese.
In tanti sono andati a ripescare (come fossero “scoperte” inedite), episodi arcinoti del passato lontano del Direttore di Telejato, che non dimostrano nulla e che nulla hanno a che vedere con l’attività di Pino Maniaci “Giornalista” (sì, giornalista, coi gradi conquistati sul campo). Ho letto anche tanti commenti di incredulità, e di solidarietà con Maniaci. Ho letto, come tutti, che Antonio Ingroia (che reputo valente magistrato e persona al di sopra di ogni sospetto) non ha esitato ad assumere la difesa, in qualità di avvocato, del Direttore di Telejato. Quanto si è scritto (e quel poco che ancora si sa), suggerirebbe, quindi,  molta cautela e molta prudenza. Suggerirebbe di tenere accanto a noi “il dubbio”: da sempre nostro impagabile compagno di vita.
Invece, il nostro partito, Rifondazione Comunista, si è buttato nella mischia con inopportuna velocità, e con dichiarazioni (mi riferisco ai compagni di Partinico e al segretario provinciale di Palermo) a dir poco improvvide. Non mi riconosco quasi in nulla di quanto, anche a nome mio, è stato dichiarato. 
Non ci siamo. 
Siamo stati (noi di Rifondazione), velocemente garantisti per la vicenda di Lula (Ex Presidente del Brasile), della quale non sappiamo pressochè nulla, e velocemente forcaioli per la vicenda di Pino Maniaci e Telejato di cui sappiamo quasi tutto. Naturalmente, ove emergessero prove inoppugnabili (non mi riferisco al III° grado di giudizio: ma  a prove o  intercettazioni telefoniche dal contenuto inequivocabile), non esiterei a schierarmi, con delusione e amarezza, con quanti accusano Maniaci, perlomeno, di imperdonabile incoerenza. E se invece il tutto, si rivelasse una bolla di sapone? La solita, abusata, strategia per denigrare una persona, per far fuori un “rompiscatole”? Per mettere sotto accusa una "parola contraria" (per dirla con lo scrittore Erri De Luca)? I compagni che, con non richiesta solerzia, hanno anticipato la sentenza, e che, a differenza di me, avevano già “capito tutto” e da tempo, come faranno a spiegarlo?         
In ogni caso, fino a quando non vedrò”la pistola fumante”, io sto con Pino Maniaci.

Sorry.   Salvatore Badalamenti  

1 commento:

gisella ha detto...

Era inevitabile e prevedibile, ricevi una spinta dal basso verso l'alto pari al peso del liquido spostato! Ti è finita bene carissimo,anzi benissimo. Ricorda che niente e nessuno ti deve intimidire ma a testa alta segui la via che hai sempre percorso come un puledro agile e forte per la strada maesta della "verità" costi quel che costi(la beffa e l'inganno sono compresi nel prezzo) I processi potrebbero avere il loro corso, i loro tempi, non è la legge che devi temere anzi la legge cercherà come te la verità, nè l'arroganza mafiosa che preferirebbe annientarti in manera elegante senza tanti impegni a loro carico, segui il tuo cuore e l'amore che ti spinge ad agire. Una compagna penultima dei moikani che è lieta di seguirti e sostenerti.
Gisella Palermo