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domenica 10 aprile 2016

Nonostante Vespa e Riina, a Corleone vi sono buoni motivi per coltivare la speranza...

Dino Paternostro
DINO PATERNOSTRO
Secondo i vertici Rai, corretta informazione significa che una sera ci propinano il mafioso Riina e la sua performance che esalta i disvalori mafiosi (incarnati dal padre e dalla sua "sacra" famiglia), e un’altra sera gli interventi di chi combatte la mafia. Si tratta, a rifletterci bene, di un'incredibile idea di PAR CONDICIO TRA MAFIA E ANTIMAFIA, che lascia sgomenti. Si può accettare la par condicio tra due avversari politici candidati alle elezioni, perché è giusto che lo Stato democratico garantisca uguali opportunità a tutti i cittadini che ne condividono i valori scritti nella Costituzione. Mettere sullo stesso piano la mafia e l'antimafia, offrendo ad entrambe la PAR CONDICIO è ABERRANTE! Nessuna par condicio ci può essere tra criminali mafiosi e cittadini onesti, fedeli servitori dello Stato. Su questo concetto ci vuole massima chiarezza e massima determinazione!
Se i ministri dell'interno e di grazia e giustizia non sono intervenuti per impedire la "celebrazione" in TV della Riina Story, significa che condividono quest'idea di par condicio? Se il presidente Renzi non è intervenuto per impedire la "celebrazione" in TV della Riina Story, significa che condivide quest'idea di par condicio? Se i presidenti di Camera e Senato non sono intervenuti per impedire la "celebrazione" in TV della Riina Story, significa che condividono quest'idea di par condicio? Ma quale nuova e inquietante "trattativa" Stato-Mafia ci stanno preparando?
Due note positive, che ci consentono di continuare a coltivare la speranza in un mondo migliore, libero dalla mafia e dal malaffare, sono la reazione sdegnata di fronte alla puntata TV di Vespa di tanti cittadini sui social. In particolare, di tanti cittadini (donne e uomini) di Corleone, che si sono esposti su facebook con nome, cognome e foto, protestando per l'assurda scelta della Rai. Insieme alla “finestra” sull’antimafia sociale praticata dalla coop sociale “Lavoro e non solo” (giovani contadini corleonesi che lavorano sui terreni confiscati alla mafia) che lo stesso Vespa ha aperto durante la puntata di Porta a Porta “incriminata”.


Ha ragione Paolo Borsellino: «Uno della mia generazione non può essere pessimista, uno che ha la mia età ricorda che cosa era la Sicilia quando era ragazzo: la mafia non esisteva, chi ne parlava diffamava la Sicilia. Oppure sì, c'era, ma era una associazione tutto sommato benefica, dalla parte dei siciliani. Oggi in Sicilia la mafia c'è, i giovani sanno che c'è e incominciano a negarle il consenso. E siccome il consenso è la forza della mafia, penso che prima o poi andrà in crisi».

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