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martedì 5 aprile 2016

Corleone, servizio idrico. I consiglieri del sindaco "scappano" e salta la seduta

La seduta del consiglio comunale di ieri
CORLEONE – E’ finita a coda di topo la seduta del consiglio comunale di Corleone di martedì sera, per discutere e deliberare con urgenza sull’affidamento del servizio idrico ad Amap Spa. In prima convocazione si era già riunito lunedì sera, ma non era riuscito nemmeno a votare la sussistenza degli estremi della necessità e dell’urgenza della convocazione. Secondo i consiglieri di opposizione del Pd e di “Mi ci vedono”, questi motivi di urgenza proprio non c’erano. Per i consiglieri del sindaco Savona invece si. Però al momento di votare mancava il numero legale e la seduta slittava automaticamente di 24 ore. Martedì sera non cambiavano le posizioni politiche, con la sola differenza che si è votato. E qui il primo colpo di scena: i consiglieri vicini al sindaco Savona in aula erano sei, i consiglieri di opposizione sette. Ma Pippo Cardella (Sicilia Futura), pur vicino al Pd, decideva di votare a favore e gli estremi della necessità e dell’urgenza venivano approvati con sette voti contro sei.

Prima della discussione sul servizio idrico, il consiglio ha preso atto che nemmeno Giuseppe Pinzolo ha manifestato l’intenzione di accettare la carica di consigliere comunale, dopo che già non era stata accettata da Giuseppe Taverna. Pinzolo anzi ha avuto parole di fuoco contro un sindaco, una giunta e un consiglio comunale inconcludenti ed incapaci di affrontare e risolvere un seppur minimo problema cittadino.

Iniziata la discussione sul servizio idrico, è venuto fuori che la proposta di delibera dell’amministrazione comunale era la richiesta al consiglio di una semplice manifestazione di indirizzo, che non poteva avere nessun effetto pratico nemmeno per i cinque operai che fino al 31 marzo lavoravano per Amap e che adesso rischiano il licenziamento. In sostanza, dopo il fallimento di Aps, il comune aveva provvisoriamente affidato il servizio all’Amap. Un affidamento che è scaduto lo scorso 31 marzo, senza che l’amministrazione Savona ha deciso cosa fare. Non ha deciso di affidare definitivamente e per 30 anni il servizio ad Amap, come hanno fatto 33 comuni della provincia di Palermo, ma non ha nemmeno deciso una gestione diretta in house. «Stasera volete solo prendere in giro i lavoratori, senza assumervi la responsabilità di una scelta», hanno sostenuto i consiglieri di opposizione. Tra l’altro, nella proposta di delibera stava pure scritto che gli operai avevano inviato una lettera al sindaco, con cui chiedevano di proporre al consiglio che si trovasse una soluzione per il loro posto di lavoro e per la gestione del servizio idrico. Una lettera che tutti e cinque gli operai avevano firmato, ma che ha fatto “scappare” dall’aula i consiglieri Vincenzo Macaluso, Pippo Cardella e Calogero Di Miceli, incompatibili perché legati da rapporti di parentela con gli autori della missiva. Piano piano ad andare via sono stati anche tutti gli altri consiglieri comunali di maggioranza, facendo così mancare nuovamente il numero legale. Stavolta però la seduta si è chisa definitivamente senza delibera nulla. «Un inutile passaggio a vuoto del sindaco e dei consiglieri che la sostengono – dice Dino Paternostro, capogruppo del Pd – che lascia nel caos il servizio idrico e preoccupati per il loro futuro gli operai. Noi continueremo a batterci per l’acqua pubblica, nell’interesse di tutti i cittadini corleonesi»  

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