lunedì 4 aprile 2016

Camporeale. La Cgil ha ricordato Calogero Cangelosi. La nipote: "Chiedo allo Stato che sia fatta giustizia per mio nonno"

L'intervento di Sonia Greci, nipote di Cangelosi
“MI APPELLO ALLO STATO PERCHE' MIO NONNO VENGA RICONOSCIUTO VITTIMA DELLA MAFIA”. LO HA CHIESTO OGGI SONIA GRECHI, NIPOTE DI CALOGERO CANGELOSI, DIRIGENTE CGIL UCCISO DALLA MAFIA IL 1° APRILE DEL 1948
Palermo 1 aprile 2016 - “Mi appello allo Stato italiano perché sia fatta giustizia sull'omicidio di mio nonno, Calogero Cangelosi, dirigente sindacale della Cgil. E chiedo che per il sacrificio della sua vita, in nome degli ideali di libertà e di democrazia per cui ha combattuto, venga riconosciuto vittima della mafia. Il suo corpo è rimasto quattro giorni in casa per attendere l'arrivo di un magistrato. Più volte la vedova ha chiesto verità e giustizia per sé e per i suoi quattro figli. Nessuno ha mai imbastito un processo”. Lo ha detto oggi Sonia Grechi, nipote di Calogero Cangelosi, ucciso dalla mafia il 1° aprile del 1948, delegata della Filcams Cgil di Grosseto, alla commemorazione per il nonno organizzata dalla Cgil e dalla Fillea presso la sala consiliare del Comune di Camporeale. 
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La giornata del ricordo del 68° anniversario, per la prima volta alla presenza dei famigliari che vivono in Toscana, si è aperta con la commemorazione al cimitero del paese presso la tomba del dirigente assassinato dalla mafia la sera del 1° aprile di 68 anni fa, mentre tornava a casa da una riunione presso la Camera del Lavoro da lui diretta. “Quella sera lo scortavano quattro persone. Perché mio nonno – ha ricordato Sonia Grechi - sapeva di avere pestato i piedi organizzando i contadini in un grande movimento per l'occupazione delle terre incolte. Un esempio fulgido di cosa significa credere in ideali posti al di sopra della propria esistenza. Sono emozionata di essere qui in Sicilia a sensibilizzare i giovani nella lotta alla mafia, nella conoscenza delle storie dei sindacalisti uccisi e nella riconoscenza a chi ha dato la vita per noi. Lo devo alla mia famiglia,a mia mamma, che allora aveva solo 2 mesi, e a mia nonna, morta a 96 anni, che quando parlava di lui si metteva sempre a piangere. Perché è stata una perdita incomparabile. Era una figura straordinaria”.
“Oggi la Cgil è impegnata nella lotta per l'affermazione del valore del lavoro, non più come merce, e delle persone, come uomini e donne che hanno dei diritti. Oggi come allora- ha dichiarato il segretario della Cgil Enzo Campo - continuiamo la battaglia che Cangelosi condusse non da uomo solo al comando, come tanti dirigenti sindacali uccisi sono stati dipinti dalla storiografia, ma anelando giustizia e dignità per i contadini che lottavano per il diritto al lavoro e alla terra, per la loro emancipazione, per non sottostare né ai mafiosi, né ai feudatari e ai campieri, né al sistema politico”.

“Cangelosi e il movimento contadino di Camporeale – aggiunge Dino Paternostro, responsabile del Dipartimento Legalità - costituiscono un esempio di coraggio e di determinazione nel portare avanti le lotte per il lavoro e contro le ingiustizie. La presenza alla commemorazione della nipote Sonia, arrivata col marito Carlo e il piccolo Gabriel da Grosseto, la lettera della Cgil di Grosseto e della Toscana, la partecipazione degli alunni dell’Istituto Comprensivo L. Sciascia, accompagnati dalla dirigente scolastica Francesca Cusumano e dalle maestre, dimostrano che possiamo costruire forti ponti ideali di giustizia e di solidarietà tra le persone. Sono i buoni frutti di questo viaggio della memoria che la Cgil vuole continuare a portare avanti”.

Presente alla commemorazione anche il sindaco di Camporeale Vincenzo Cacioppo, che ha reso omaggio al suo martire suo concittadino, dichiarando la disponibilità della sua amministrazione ad organizzare altre iniziative per ricordare Cangelosi. Francesco Piastra, segretario generale della Fillea-Cgil di Palermo, ha assunto l’impegno di realizzare a nome della categoria degli edili Cgil un busto per Cangelosi da collocare il prossimo anno nella piazza che porta il suo nome.

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