giovedì 3 marzo 2016

La carta dei diritti universali del lavoro tra i lavoratori Asp di Palermo: "Un mondo che va ascoltato"

Assemblea all'Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo per la presentazione della carta dei diritti universali del lavoro tra gli operatori della sanità. Enzo Campo, segretario della Cgil di Palermo: “Ci chiedono condizioni decenti di lavoro. È un mondo che va ascoltato”
“Abbiamo l'angoscia dei cambi d'appalto, ogni volta sappiamo che si guarda solo ai saldi e non ai lavoratori. A ogni corsa al ribasso, si calpesta tutto quello che noi come lavoratori rappresentiamo”, dice Giuseppe Spinnato, che si occupa della vigilanza dentro l'azienda sanitaria di Palermo. E ha aggiunto Simon Pietro Cortimiglia, ausiliario della sanità, Rsa Filcams Cgil, che si svolge le pulizie di sale e reparti, da 3 anni in contratto di solidarietà, con 5 mesi di cassa dell'amicizia alle spalle: “Lavoriamo solo 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì. Facciamo appena il 50 per cento di quello che stabiliva il nostro contratto. Il paradosso è che una lira non l'abbiamo vista, da mesi non siamo pagati”.

Un mondo, quello della Sanità, dove coesistono diverse tipologie di contratti e dove in questi anni di crisi i lavoratori – come denunciano - sono andati incontro a una lunga stagione di diritti calpestati, di disgregazione, di arretramento. Ed è in mezzo a questa gente, una platea di medici, infermieri e personale dei servizi, che oggi la Cgil, assieme alla Filcams e alla Funzione pubblica, con i segretari Monja Caiolo e Filippo Romeo, ha portato la proposta della nuova Carta dei diritti universali del lavoro e ha presentato il disegno di legge di iniziativa popolare. “Il nostro obiettivo è aprire una stagione nuova, in cui i diritti valgano per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia contrattuale. Vogliamo recuperare la dignità e l'orgoglio del lavoro, per cambiare le condizioni dei lavoratori - ha detto la segretaria nazionale Cgil Gianna Fracassi – In questi anni abbiamo assistito alla proliferazione dei voucher e di una pletora di contratti precari e flessibili. L'introduzione del contratto a tutele crescenti non ha cancellato le forme di flessibilità ma ha indebolito il contratto a tempo determinato e indeterminato. Oggi abbiamo la necessità di portare avanti un'iniziativa straordinaria per determinare una ripartenza. Lo stiamo facendo con migliaia di assemblea in tutta Italia, e vogliamo cancellare la rassegnazione, che è profonda”. E di inclusione e solidarietà ha parlato il segretario Cgil Palermo Enzo Campo: “Le norme universali che la Cgil presenta parlano di inclusione e solidarietà tra i lavoratori, che sono i principi attraverso i quali vogliamo portare avanti la nostra sfida. Un atteggiamo culturale nuovo che serve per diffondere l'idea che i diritti sono di tutti i lavoratori, e non dipendono più dalla tipologia del rapporto di lavoro. Oggi abbiamo una parte consistente del mondo del lavoro in cui la condizione lavorativa è fatta di povertà. Ci sono persone che lavorano da mezz'ora a tre ore al giorno. Abbiamo sostenuto tempo fa i lavoratori di una cooperativa del pulimento che lavorava in queste condizioni per una società partecipata del Comune. E li abbiamo appoggiati con la solidarietà manifestata dagli altri lavoratori, che hanno partecipato alla protesta. Perché nessuno deve sentirsi solo. Il diritto a un lavoro dignitoso e decente è di tutti”.

Alla consultazione erano presenti circa trecento operatori, che hanno condiviso per acclamazione gli obiettivi prefissati dalla Cgil con la Carta dei diritti universali e con il disegno di legge di iniziativa popolare. “Chiediamo che le nostre condizioni di lavoro vengano migliorate, che si rispettino le mansioni, che le forme di incentivazione consentano a ciascuno di noi di investire sulla formazione e sulla produttività – ha detto Maddalena Marino, psicologa dell'Asp – I tagli continui nella pianta organica hanno reso più complicato il nostro lavoro. Quello che avevamo creato fino al 2000, grazie anche alle tante battaglie del sindacato, è stato sistematicamente distrutto. Oggi dovremmo fare un lavoro e svolgiamo 3-4 ruoli diversi per portare avanti la baracca. Lo stress aumenta. Il lavoro che facevamo in quattro ora lo facciamo in due”. E ha aggiunto Patrizia Urso, amministrativa: “Dobbiamo lasciare da parte gli schemi che hanno diviso i lavoratori da un settore all'altro e marciare uniti. Per rimettere al centro delle politiche del lavoro la felicità e l'umanità di ogni singolo lavoratore. L'obiettivo è unico e dobbiamo restare compatti”.  
Palermo 29 febbraio 2016 

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