mercoledì 27 gennaio 2016

Lettera aperta ai cittadini di Corleone (e al sindaco Savona)

di DINO PATERNOSTRO
È comprensibile che la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni e l’ispezione del Ministero dell’Interno al Comune per verificare pericoli di infiltrazioni mafiose abbiano tolto la serenità al sindaco di Corleone. Da questo penso derivi un certo accanimento nei miei confronti. Avevo deciso di non replicare perché non mi sembrava il caso di dar vita ad una polemica infinita, mentre tante famiglie soffrono per la mancanza di lavoro e di servizi. Poi ho anche pensato che ho il dovere di comunicare con i cittadini, i quali hanno il diritto di conoscere il mio punto di vista. Quindi è soprattutto ai cittadini che voglio raccontare la verità, attenendomi a dati oggettivi, che anche il sindaco Savona conosce benissimo e che talvolta distorce per piegarli ai suoi ragionamenti. Questo mi dispiace, perché con Lea Savona abbiamo avuto sempre rapporti civili, ma avere rapporti civili non preclude (anzi!) che siano anche critici.


1.    ANTONINO DI MARCO. Sostiene il sindaco a mio riguardo: “pur sapendo che il capomandamento Nino Di Marco fosse fratello dell'ex autista di Riina (Paternostro) ha trascorso anni al campo sportivo con lui”. Voglio precisare che, da quando sono presidente della squadra di calcio del Corleone (fine agosto 2013) e prima del suo arresto (settembre 2014), Di Marco è stato custode al campo sportivo solo per pochi mesi, quasi sempre prestava servizio di mattina ed io non l'incontravo quasi mai, perché gli allenamenti e le partite della squadra si svolgono di pomeriggio/sera. E comunque nemmeno io, come tutti i corleonesi, sospettavo chi fosse in realtà Di Marco. La cosa di cui bisogna davvero meravigliarsi è perché, invece, dopo l'arresto e la pubblicazione delle intercettazioni ambientali, il sindaco Savona NON SI SIA COSTITUITA PARTE CIVILE AL PROCESSO CONTRO DI LUI. Il sindaco stesso ammette, in privato, di essersi sbagliata a non costituirsi come parte civile. Il suo avvocato le ha suggerito di non presentare l’istanza perché tanto sarebbe stata rigettata? Bene. Ritengo che sarebbe stato il caso di presentarla COMUNQUE, e caso mai di aspettare che fosse pure rigettata. Ma il Comune di Corleone, per opera del suo sindaco, avrebbe comunque svolto dignitosamente e a testa alta il suo ruolo. E il sindaco stesso, col senno di poi, ha ammesso che, effettivamente, sarebbe stato più opportuno che le cose si svolgessero in questo modo, e non come è stato fatto.
2.    CONTRIBUTI ALLA SQUADRA DI CALCIO. Continua il sindaco, sempre a mio riguardo: “da Presidente della squadra calcistica ha percepito contributi dal Comune pur essendo Consigliere Comunale”. Voglio precisare che nel 2014 la giunta Savona ha liquidato un contributo di € 4.920 euro alla squadra di calcio di cui sono presidente, a fronte della sola quota di iscrizione al campionato che ammonta a circa € 7.000. L'anno precedente (2013) alla squadra di calcio del Corleone, con un'altra presidenza, la giunta Savona aveva erogato invece un contributo di oltre € 35.000!!! Per completezza di informazione, nel 2015 l’amministrazione comunale ha erogato alla squadra di calcio un contributo di € 4.000, riducendo di altre mille euro il già esiguo contributo. Perché la squadra potesse iscriversi e proseguire il campionato, ho cercato, insieme ai miei collaboratori, di coinvolgere degli sponsor, i cui nomi chiunque può leggere sugli indumenti sportivi della nostra società e sulle locandine. E, insieme all’aiuto finanziario degli sponsor, abbiamo anche donato il nostro tempo e aggiunto risorse finanziarie personali. È stato un errore da parte mia, o un merito? Sulla presunta incompatibilità tra la carica di presidente della squadra di calcio e la carica di consigliere comunale si è pronunciato il consiglio comunale che, in base alle norme di legge in vigore, ha sancito che non c’è nessuna incompatibilità. 
3.    AFFITTO DELLA SEDE PER IL 118. Dice il sindaco: “Lo sapevate che il Consigliere Comunale Paternostro ha espletato dei ruoli, Segretario della CGIL, dipendente Asp, Presidente della Polisportiva, beneficiario di contributi, parente vicino di chi ha affittato la sede del 118 a Corleone per tanti anni... e che alcuni di questi ruoli sono stati per tanto tempo incompatibili tra loro?” Preciso che alcuni anni fa mio fratello ha partecipato (con altri) alla gara pubblica per l'affitto della sede del 118, indetta dall'Asp che non aveva locali di proprietà da adibire allo scopo, facendo l'offerta più conveniente. Dov'è lo scandalo? Le "carte" sono ancora conservate in archivio, consultabili da chiunque ne manifesti interesse. Quanto all’essere “beneficiario di contributi”, come se intascassi io personalmente i pochi soldi dati dal Comune alla squadra di calcio, ho già spiegato al punto n. 2.
4.    ASSUNZIONE ATO RIFIUTI. Dice il sindaco: “Sono stata assunta all’ATO rifiuti tramite sindacato, poiché appartengo alle categorie protette a causa di un serio incidente stradale… (invece) ingerenze politiche soprattutto del vecchio partito PCI e PD su questioni che hanno interessato il Paternostro ce ne sono un elenco , che mi riservo di comunicarvi prossimamente...". Personalmente, e in buona compagnia, penso che l’ex sindaco Nicolosi c’entri e come nell’assunzione del sindaco Savona all’ATO Rifiuti. E che lei fosse assunta in qualità di appartenente a una categoria protetta, come invece sostiene, non mi toglie questo sospetto.     Sarei curioso invece di conoscere le ingerenze politiche del vecchio Pci e del Pd per quanto mi riguarda, tenuto conto che io sono stato assunto nel lontano 1979 con la legge per l'occupazione giovanile, tramite graduatorie dell'ufficio di collocamento, mia moglie fa la casalinga e dà lezioni private, la mia figlia più giovane frequenta ancora il liceo, e i miei due figli maggiori hanno studiato e lavorano all'estero (Università di Ginevra) e a Milano (Cinema) in ambiti che si sono guadagnati grazie alle loro competenze, assolutamente avulsi da interferenze politiche e da presunte “mediazioni” operate dal loro padre.
5.    COLLABORAZIONE CON IL SINDACO SAVONA. Da quando svolgo la funzione di consigliere comunale ho cercato SEMPRE di collaborare con tutti i sindaci nell'interesse superiore della città, ovviamente nella distinzione dei ruoli di maggioranza e di opposizione. Ricordo che all'inizio di questa consiliatura il sindaco Savona mi chiese di collaborare con lei anche attraverso un’eventuale mia presenza in giunta. La ringraziai per la proposta, ma le dissi che la cosa NON MI INTERESSAVA. 
6.   PARENTELE MAFIOSE. Dice il sindaco: “Paternostro ogni tanto dimentica chi ha ucciso i nostri eroi corleonesi”, alludendo a mie parentele mafiose. Non è un mistero (l'ho anche scritto nei miei libri) che mio nonno paterno fosse un mafioso. Era coetaneo di B. Verro e fu imputato insieme ad altre 25 persone nel processo per il suo assassinio. Mio nonno è morto nel lontano 1921, quando io non ero nato e mio padre aveva appena 5 anni. Per fortuna mio padre e i miei zii non seguirono l'esempio del loro genitore. Anzi militarono tutti a sinistra (nel Pci e nel Psi). Piuttosto che criticarmi, il sindaco dovrebbe essere contento che nella mia famiglia si sia interrotta la catena di riproduzione della mafia. Di questo io sono orgoglioso. E la ringrazio per avermi dato l'opportunità di riparlare nuovamente di questa storia. 
7. PASTIFICIO RINASCITA CORLEONESE. Sostiene il sindaco: “il consigliere Paternostro ha incoraggiato, telefonato, organizzato riunioni, seguito quasi tutti i percorsi, affinché si arrivasse alla realizzazione del Pastificio e all'indebitamento totale dei soci...”. E ancora “Grazie, Consigliere Paternostro, per non essersi degnato dopo aver abbandonato i soci, il pastificio ecc... di fare nemmeno una telefonata a chi ha avuto fiducia in lei investendo i sacrifici di una vita di lavoro”. Questa è l'accusa che mi ha ferito di più, perché falsa e perché coinvolge nove famiglie in serie difficoltà. I fatti. Nel 2007, insieme ad altri, cercai di aiutare alcuni operai che erano stati licenziati da un vecchio pastificio, sia tutelandone come Cgil i diritti (la coda della vertenza è ancora in corso) sia indicando una nuova strada per costruire lavoro e sviluppo: la cooperativa. Insieme agli operai e alle loro famiglie contattammo la Legacoop e Libera Terra Mediterraneo, con l'idea di realizzare un pastificio per la trasformazione del grano coltivato sui terreni confiscati alla mafia, che invece veniva trasformato al nord. L'idea fu condivisa da Legacoop (personalmente dall'allora presidente Giuliano Poletti, attuale ministro del lavoro, che venne a Corleone) e da Libera (fu lo stesso Don Luigi Ciotti a benedire il pastificio). Poi, piano piano, Libera Terra Mediterraneo cominciò a cambiare idea, fino ad abbandonarla del tutto con una serie di motivazioni poco convincenti, derivanti da calcoli meramente economici, dimenticando che Libera stessa e le sue cooperative sono nate e si sono sviluppate non tenendo conto soltanto di calcoli economici ma anche perché sostenute idealmente e moralmente dall'Italia degli onesti. Come si sarebbe dovuto fare per sostenere questa cooperativa di pastai corleonesi, che in loco avrebbe trasformato il grano proveniente dai terreni confiscati alla mafia e affidati alle cooperative di Libera, e come non si è fatto, e certo non per volontà o disinteresse miei, anzi. Cercammo in tutti i modi di scongiurare il peggio, promuovendo una miriade di riunioni. Una volta, forse nell'aprile del 2015, raggiungemmo (col presidente Cuppuleri e con Pippo Cipriani) don Luigi Ciotti all'aeroporto Falcone e Borsellino per invitarlo a intervenire con decisione. Ma, alle rassicurazioni verbali non seguì una reale svolta. Ha fatto bene il sindaco ad interessarsi attivamente del problema, anche se i suoi interventi non hanno prodotto risultati concreti. Allo stesso modo, il fatto che, nonostante gli sforzi, neanche io sia riuscito a raggiungere una soluzione, significa che io me ne sia disinteressato? O che abbia “abbandonato” la cooperativa? O che abbia lavorato perché si realizzasse il pastificio “e l’indebitamento totale dei soci”?                
     Adesso, e sono molto contento, è stato un rinnovato impegno di Legacoop Sicilia che sta provando ad affrontare la questione per risolverla. Il pastificio ha ripreso la produzione e, nel mio piccolo, farò la mia parte per consolidare questo processo. Non ho abbandonato nessuno, come il presidente Cuppuleri e gli altri soci sanno benissimo.
8.    L’ANTIMAFIA PAROLAIA. Dice, infine, il sindaco Savona: “Lei (Paternostro) ha fatto della mafia il suo cavallo di battaglia per esprimere l'antimafia parolaia di cui lei è attore di prima classe a Corleone...”, concludendo che “l'antimafia di Paternostro è solo a convenienza”. Una sola osservazione. Da sempre, parlare di antimafia è relativamente facile anche in paesi di mafia; più difficile “praticare” l’antimafia. In questi anni di mio impegno politico, sociale e culturale (e non sono pochi) mi sono sforzato di restare sempre coerente con le mie idee. Che ci ho guadagnato? Che mi posso guardare serenamente allo specchio. E poi, la redazione di Città Nuove data alle fiamme la notte tra il 17 e il 18 aprile 1991; e la mia macchina distrutta da un incendio la notte del 28 gennaio 2006.   
9.    CORLEONE OGGI. La nostra città ha bisogno oggi di essere liberata da una cattiva politica che ne sta infangando la credibilità e l'immagine. Per questo abbiamo presentato la mozione di sfiducia. Se il sindaco viene sfiduciato e decade, insieme a lei decadono la giunta e tutti i consiglieri comunali. Una bella occasione per liberare la nostra città da una classe dirigente inadeguata, che ha dato pessima prova di sé. Se il sindaco vuole davvero bene alla città, dovrebbe anticipare tutti e dimettersi prima della seduta del consiglio comunale di giovedì sera. Chissà che le sue dimissioni non possano scongiurare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, che sarebbe un colpo mortale per il faticoso percorso di rinascita portato avanti in questi anni.
Dino Paternostro

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