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domenica 29 novembre 2015

Corleone. Asse fra cosche per gli affari: "corleonesi" alleati degli agrigentini



Il caseificio di contrada Noce a Corleone
di SALVO PALAZZOLO
C'era un gran via vai di mafiosi fra Corleone e la provincia di Agrigento. Il boss Vincenzo Pellitteri utilizzava l'auto di un amico per arrivare fino a un ovile sperduto tra le campagne di Santa Margherita Belice. Ma i suoi viaggi non sono passati inosservati, grazie a un Gps piazzato dai carabinieri del nucleo investigativo di Monreale dentro quella vettura. Così si è scoperto che uno dei nuovi padrini del mandamento di Corleone incontrava il patriarca della mafia agrigentina Pietro Campo. Pellitteri era orgoglioso della rinnovata alleanza fra le due province. Era nata con la presentazione di un altro vecchio di Cosa nostra, Gaspare Geraci, don Aspano, capomafia di Chiusa Sclafani. «Don Aspano mi ha portato - così Pellitteri raccontava il primo incontro nell'ovile gliel'ha detto a Pietro Campo davanti a me. Gli ha detto, tu ne conosci due o tre di cristiani, ma l'interlocutore di tutte queste situazioni vedi che è solo lui».

Precari enti locali Sicilia, disco verde del governo Renzi alla stabilizzazione



Matteo Renzi e Davide Faraone
di ANTONIO FRASCHILLA
Il sottosegretario Faraone annuncia un emendamento alla legge di stabilità concordato con Palazzo Chigi per l'assunzione dei 22 mila dipendenti degli enti locali siciliani con contratti a tempo: "Basta precariato"
Palazzo Chigi dà il via libera a un emendamento alla legge di stabilità firmato da tutti i deputati dem che prevede la stabilizzazione dei 22 mila precari degli enti locali siciliani. Prevista la creazione di un'Agenzia unica partecipata da Regione, Comuni e Stato. "Grazie al governo Renzi, nella prossima Legge di Stabilità, lavoriamo  per eliminare il precariato storico attraverso un emendamento, firmato da tutti i parlamentari siciliani del Pd, che garantirà finalmente la stabilizzazione di tutti i precari storici dell'Isola", dice il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone.

Calcio. Dopo l'ennesima sconfitta col Marineo, il Corleone cambia allenatore



Un momento della partita Corleone-Marineo
ATL. CORLEONE - ORATORIO S.CIRO E G. MARINEO 0-3
ATLETICO CORLEONE: Soltani, Governali, Campisi, Jaiteh, Orlando, Pennino, Di Palermo (22’s.t. Di Carlo), Cannella, Ardore (8’s.t. Taverna), Labruzzo, Sinatra (38’s.t. Paternostro). A disp.: Pinzolo, Saporito, Ponzo, Mirabile. All.: Vito Streva
ORATORIO S.CIRO E G.: Barone, Gullo (18’s.t. Scrò), Roma, Costa (35’s.t. Manco), Paladino, Amato, Triolo, Lo Vico, Sclafani, Montalbano, Di Peri (37’p.t. Li Castri). A disp.: Fiduccia, Monticelli. All.: Giuseppe La Torre.
ARBITRO:  Lo Gaglio di Trapani.
NOTE: Ammoniti Governali, Orlando, Jaiteh, Taverna(A), Amato, Lo Vico (O).

MARCATORI: 25’p.t. Costa; 38’s.t. Montalbano; 42’s.t. Manco.

Corleone Sconfitta tra le mura amiche per l’Atletico Corleone nel “derby” contro l’Oratorio San Ciro e Giorgio di Marineo. La partita iniziava con i giallo-rossi in attacco, ma al 25’ a passare in vantaggio erano gli ospiti; Sclafani, su calcio piazzato, metteva una palla a centro area che Costa appoggiava di piatto in rete. Nella ripresa l’Atletico Corleone cercava di riaprire la partita, ma senza impensierire mai realmente Barone. Le squadre si allungavano, al 38’ arrivava il raddoppio dell’Oratorio con Montalbano e al 42’ il goal che chiudeva definitivamente i conti; il neo-entrato, classe 97’, Manco, scappava in contropiede e a “tu per tu” con Soltani lo batteva.
STREVA LASCIA, ARRIVA PASSIGLIA

giovedì 26 novembre 2015

La battaglia di Corleone (e del Pd) per la legalità


Una seduta del consiglio comunale di Corleone
Dopo il blitz “Grande passo 3″ a Corleone si cercano di chiarire le eventuali infiltrazioni di Cosa nostra nella macchina amministrativa. Il Pd locale chiede le dimissioni del Sindaco
Che a Corleone le cose non andassero per il verso giusto dal punto della legalità è sotto gli occhi di tutti, da tempo. A togliere ogni dubbio ci sono però i risultati dell’operazione “Grande passo 3″, in cui 6 persone sono state arrestate. I 6 fermi sono stati eseguiti dai militari nei confronti di altrettanti boss e gregari, indagati per associazione per delinquere di stampo mafioso, danneggiamento, illecita detenzione di armi da fuoco. I militari del gruppo di Monreale, supportati dalle unità cinofile per la ricerca di armi e da un elicottero, sono entrati in azione in una vasta area compresa tra Corleone, Chiusa Sclafani e Contessa Entellina. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, hanno documentato gli assetti di Cosa nostra all’interno del mandamento, la zona di influenza delle famiglie criminali. Tra gli arrestati dai carabinieri del Gruppo di Monreale, c’è anche Rosario Lo Bue, capomafia già finito in carcere nel 2008, ma poi assolto e liberato, fratello di uno dei fiancheggiatori dell’ultima fase della latitanza del boss Bernardo Provenzano.

Corleone, blitz dei carabinieri al Comune: sequestrati atti



SALVO PALAZZOLO (La Repubblica)
Arrivano i carabinieri al Comune di Corleone, su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. I militari sono alla ricerca di riscontri agli spunti emersi dalle intercettazioni. Le microspie hanno registrato i boss mentre parlavano di lavori pubblici, ma anche di rapporti con esponenti della giunta diretta da Lea Savona. Top secret il contenuto degli atti richiesti dai carabinieri del nucleo Investigativo di Monreale e dai colleghi della Compagnia di Corleone, sembra però che le indagini del pubblico ministero Sergio Demontis stiano approfondendo alcuni aspetti dell'appalto per la ristrutturazione del campo sportivo. In quella struttura, il custode era davvero particolare, quell'Antonino Di Marco che faceva il capomafia di Corleone. E proprio Di Marco parlava con l'allora assessore ai Lavori pubblici Ciro Schirò, sollecitando alcune assunzioni. In un'altra intercettazione, allegata agli atti dell'inchiesta che venerdì ha portato a sei arresti, Di Marco si vantava addirittura di avere «un canale di collegamento diretto con il capo ufficio tecnico di Corleone - così è scritto nel provvedimento di fermo della procura - il dirigente lo avrebbe tenuto costantemente aggiornato sui nuovi appalti edili banditi dal Comune».

mercoledì 25 novembre 2015

Infiltrazioni mafiose a Corleone. I carabinieri al Comune

di RICCARDO LO VERSO
Prelevati i documenti di alcuni appalti banditi dall'amministrazione del paese in provincia di Palermo.
PALERMO - I carabinieri sono arrivati di buon mattino al Comune di Corleone e sono andati via con le carte dell'appalto per la ristrutturazione del campo sportivo. Dopo il blitz "Grande passo 3" di venerdì scorso, il nuovo capitolo investigativo punta a chiarire le eventuali infiltrazioni di Cosa nostra nella macchina amministrativa. I militari del Nucleo investigativo di Monreale sono partiti dalle intercettazioni telefoniche. Antonino Di Marco, considerato un pezzo grosso della mafia di Palazzo Adriano, che del campo era il custode, prima di finire in cella, aveva a cuore le sorti di Carmelo Gariffo, nipote di Bernardo Provenzano. Era stato scarcerato e Di Marco voleva trovargli un lavoro in uno dei cantieri finanziati dal Comune. Gariffo, che aveva un gran bisogno di soldi, alla fine non fu assunto, ma adesso si indaga su altre pressioni nei cantieri. Non solo quello per la ristrutturazione, ancora in corso, della struttura sportiva. Così come si indaga sull'influenza che i mafiosi potrebbero avere esercitato tramite Giovanni Savona, fratello del sindaco di Corleone, Leoluchina, considerato a loro vicino.
LiveSicilia, martedì 24 Novembre 2015


martedì 24 novembre 2015

Corleone. Il boss all'assessore: "Abbiamo i voti"



di SALVO PALAZZOLO
 Nelle intercettazioni sul clan di Corleone le richieste di assunzioni dei mafiosi
Il capomafia di Corleone, Antonino Di Marco, parlava direttamente con l'assessore comunale ai Lavori pubblici Ciro Schirò. E gli chiedeva di assumere alcune persone: innanzitutto, un ex detenuto davvero particolare, il boss Carmelo Gariffo, il nipote prediletto di Bernardo Provenzano. Poi, un altro parente eccellente della grande famiglia dei corleonesi. Il boss Di Marco, ufficialmente solo il custode dello stadio comunale, parlava chiaro con l'assessore: «Ciro, ce li giochiamo tutti questi voti, vedi che là abbiamo una marea di voti... perché là sono tutti legati, cosa fa uno fanno tutti». Parole pesanti, che impensierivano l'assessore Schirò: «Tutti allo stesso posto non è possibile Nino, capiscimi». Ma non era un «no» assoluto alle assunzioni. Bisogna solo trovare il sistema per assumere tutti i raccomandati di Cosa nostra nei vari cantieri aperti a Corleone. E l'assessore, che qualche tempo dopo si è dimesso, spiegava: «Ora c'è via Bentivegna che deve partire, poi c'è il costone roccioso».

Campo e Lo Sciuto (Cgil): “Intercettazioni, l’amministrazione comunale di Corleone faccia presto chiarezza”


Enzo Campo e Cosimo Lo Sciuto
Palermo 24 novembre 2015 – La Cgil di Palermo e la Camera del Lavoro di Corleone, nell’esprimere soddisfazione per i risultati dell’azione portata avanti dalla magistratura e dalle forze dell’ordine in un territorio difficile come quello di Corleone, esprimono preoccupazione per le notizie emerse dalle indagini su presunti coinvolgimenti di esponenti dell’amministrazione comunale e chiedono al sindaco, direttamente chiamato in causa nelle intercettazioni pubblicate dalla stampa,  che sia fatta presto chiarezza. La Cgil chiede anche che sia fatta luce sulle vicende che riguardano il caseificio di contrada Noce, più volte inaugurato e mai entrato in funzione.  “Riteniamo opportuno – dicono il segretario della Camera del Lavoro di Corleone Cosimo Lo Sciuto e il segretario della Cgil di Palermo Enzo Campo - che sui fatti che stanno emergendo dopo gli arresti del 20 novembre arrivino delle risposte precise dalla classe politica corleonese, nel rispetto del senso di responsabilità che dovrebbe essere proprio di chi rappresenta le istituzioni e amministra una comunità”.

Calcio. Purtroppo, ancora una sconfitta per il Corleone


IMMOBILIARE STRASBURGO, DELIBERATO LO SCIOGLIMENTO. A RISCHIO 37 POSTI DI LAVORO

Francesco Piastra, segretario
generale Fillea-Cgil Palermo
LA FILLEA-CGIL CHIEDE LA REVOCA DEL PROVVEDIMENTO
Palermo 23 novembre 2015 -  Chiude l"Immobiliare Strasburgo srl”, azienda sequestrata nel ’93 a Vincenzo Piazza, all’epoca il più grosso sequestro mai compiuto in Italia.  La notizia della messa in liquidazione della società, che ai tempi vantava un patrimonio di un miliardo di euro, è stata appresa dal sindacato oggi. A deliberare lo scioglimento  della società, è stato il consiglio direttivo dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni confiscati alla mafia. I lavoratori che rischiano il licenziamento sono 37. “Questa decisione è incomprensibile perché  l'impresa allo stato è operativa e ci risulta avere una buona situazione economica e patrimoniale – afferma il segretario della Fillea Cgil Francesco Piastra -   Ci preoccupa questa scelta,  perché  porterà alla perdita del posto di lavoro per 37 dipendenti, con gravi ripercussioni sul piano sociale e, ci permettiamo di dire, culturale, posto che l'esito di una procedura di riconduzione alla legalità di un'azienda non può essere quello della sua chiusura e del licenziamento dei suoi lavoratori”.     

Palermo, femminicidio. Domani recital e danza alle 17 a piazza Verdi per dire no alla violenza sulle donne



Palermo 24 novembre 2015 – Danza, musica e un recital per dire basta al femminicidio.  Grazie alla collaborazione di un gruppo di artisti palermitani, domani alle 17, la  Cgil, in occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, organizza in piazza Verdi una performance  dal titolo: La Libertà non si ferma – Basta Violenza! Stop Femminicidio. Partecipano Salvo Piparo, Elena Pistillo, che interpreta il drammatico monologo Lo Stupro di Franca Rame, Nancy Trabona, col monologo Chiamatemi Strega, e Nancy Trabona, Maria Sofia Uccello, Laura Tarallo e Lidia Cirafisi, che recitano un corale scritto e diretto per l’occasione dal regista Claudio Ambrosetti, accompagnati dalle musiche dell’arpista Romina Copernico e dalla danza di Monica Piazza.  “L’iniziativa vuole essere una forte denuncia contro gli abusi perpetrati nei confronti delle donne. Oggi assistiamo a un calo delle  denunce ma a un aumento dei  crimini contro le donne.  Una donna su tre in Italia subisce violenza, soprattutto in casa e sul lavoro”, dice Alessia Gatto,componente di segreteria Cgil Palermo - Quasi 7 milioni di donne in Italia subiscono violenza, sia fisica che sessuale, da parte dei partner o da ex partner”. L’iniziativa sarà conclusa dal  segretario generale della Cgil Palermo, Enzo Campo.

Corleone, brand per un circuito virtuoso e legale di sviluppo



Firenze e Corleone, 2 dicembre 2015 - La naturale vocazione turistica italiana sarà al centro del BTO2015 a Firenze, il prossimo 2 e 3 dicembre. L’evento più importante a livello europeo per lo studio e la costruzione di flussi turistici vedrà tra gli ospiti una realtà siciliana proveniente da Corleone. Un vero e proprio caso di studio sui luoghi non comuni del turismo che si appresta a lanciarsi in tutto il mondo. L’idea di Gianni Lacorazza e Annalisa Romeo è nata dalla loro recente esperienza a Corleone, dove un gruppo di giovani ha intrapreso un processo di “sfruttare” il nome di Corleone come brand per generare un circuito virtuoso e legale di sviluppo del territorio. Da qui nasce l’idea di “adozione” da parte del BTO della città di Corleone, dove  operatori mondiali del settore porteranno la città a raccontarsi secondo una nuova visione a cui ambiscono i protagonisti locali.

lunedì 23 novembre 2015

Il PD di Corleone: preoccupazione e sconcerto per le notizie sul sindaco Savona, che si dimetta!



IL PD SI CONGRATULA CON LE FORZE DELL’ORDINE E LA MAGISTRATURA PER L’OPERAZIONE ANTIMAFIA “GRANDE PASSO 3” ED ESPRIME PREOCCUPAZIONE E SCONCERTO PER LE INTERCETTAZIONI SUL SINDACO DI CORLEONE
Il gruppo consiliare e il circolo del PD di Corleone si congratulano con l’Arma dei carabinieri e la Magistratura per l’operazione “Grande Passo 3”, che ha portato all’arresto di sei esponenti della cosca mafiosa del corleonese, tra cui il capo mandamento Rosario Lo Bue.

domenica 22 novembre 2015

E' Giovanni Savona, fratello del sindaco di Corleone, uno dei contatti più importanti dei boss...

di SALVO PALAZZOLO
Burocrati e un sacerdote Gli insospettabili vicini al clan dei corleonesi
I nuovi padrini di Corleone potevano contare su un gruppo di fidati insospettabili. Un sacerdote, qualche impiegato del Comune, alcuni imprenditori, e addirittura il fratello del sindaco Lea Savona. L'inchiesta dei carabinieri di Monreale coordinata dal pm Sergio Demontis sta svelando le ultime complicità di Cosa nostra. Innanzitutto, «un prete di Altavilla Milicia», ha svelato il pentito Sergio Flamia, ex capomafia di Bagheria: «Rosario Lo Bue, il capo mandamento di Corleone, mi disse nel 2009 in carcere che quando saremmo tornati liberi avrei potuto contattarlo attraverso quel prete per le cose urgenti. "Lui sa", aggiunse. "Ti dirà come incontrarci" ». Chi è il misterioso prete? Il nome è coperto dal rigido segreto delle indagini, gli inquirenti stanno cercando di scoprire i rapporti con il capomafia di Corleone, al punto da fargli da filtro degli appuntamenti. Di certo, Lo Bue faceva di tutto per apparire un buon cattolico, fra continue citazioni della Bibbia e santo rosario. Ha invece un nome uno dei contatti più importanti che i boss avevano per tentare buoni affari all'interno dell'amministrazione comunale. E' Giovanni Savona, il fratello di Leoluchina, il primo cittadino di Corleone.

CORLEONE. Le estorsioni fanno paura ai mafiosi, i boss intercettati: "Col pizzo ora si finisce in carcere"



di SANDRA FIGLIUOLO
Imprenditori sempre più «resistenti» e «pronti a denunciare» le richieste di pizzo, assieme al «contrasto serrato delle forze dell’ordine» avrebbero reso la vita dura alla Cosa nostra di oggi
PALERMO. «Ora appena tu chiami a uno e lo stringi e gli dici: ”Senti, tu devi portare le cose che sei andato a prendere”, appena tu non lo lasci stare… Puoi andarti a fare la valigia a casa», cioè finisci in carcere. Imprenditori sempre più «resistenti» e «pronti a denunciare» le richieste di pizzo, assieme al «contrasto serrato delle forze dell’ordine» avrebbero reso la vita dura alla Cosa nostra di oggi, «non più in grado di effettuare lo stesso controllo del territorio al quale aveva abituato la popolazione» in passato, anche nelle sue roccaforti storiche, come quella di Corleone.

Il gruppo consiliare "Adesso Contessa": "Piena solidarietà al ministro Angelino Alfano"

Alla luce di quanto emerso ieri nell'ambito dell'operazione “Grande Passo 3” oggi  ci sentiamo in dovere di  esprimere  tutta la nostra vicinanza ed il nostro sostegno  al Ministro Alfano. Il Contrasto alla criminalità organizzata,  costituisce un aspetto di fondamentale importanza nell'affermazione dello Stato e del diritto alla legalità di tutti i cittadini. Contessa Entellina come ogni altro comune dell'entroterra siciliano vuole affermarsi come un luogo di democrazia e rispetto delle regole. Per cui chiediamo al Ministro, alle forze dell'ordine, alle  quali va il nostro plauso, ed ai Governi tutti  di non abbassare mai la guardia e di continuare imperterriti nell'azione di tutela della legalità e lotta alla mafia. Noi siamo al vostro fianco. 

Il corleonese Angelo Di Miceli conquista il secondo assoluto al "Barber match 2015"

Angelo Di Miceli e il modello Camillo Panzarella
Il 15 e 16 novembre 2015 più di 300 tra i migliori barbieri di tutta Italia si sono recati a Brindisi per la seconda edizione del “Barber match 2015”. Tre le categorie di gara: taglio, modellatura barba ed hair tatoo. Circa 15 professionisti del settore componevano la giuria presieduta dal team proveniente da Rotterdam “i New York barbershop”, tra loro il mazzarese Antonio Romano. Tra i tanti siciliani, partecipavano al “Barber match 2015” il corleonese Angelo Di Miceli con il modello Camillo Panzarella. Una sfida all'ultimo taglio, divisa in due prove: taglio classico all'italiana e razor fade. Proprio Di Miceli si è aggiudicato il secondo posto assoluto d'Italia. Complimenti ad Angelo anche dalla redazione di Città Nuove. GUARDA LE ALTRE FOTO

sabato 21 novembre 2015

"Grande Passo 3": trovate le armi della cosca mafiosa. Le intercettazioni...



L’indagine “Grande Passo 3” rivelava il possesso e la detenzione illegale di armi da parte dei principali esponenti della famiglia mafiosa di Chiusa Sclafani, ovvero i Pellitteri, che costituivano un gruppo di fuoco a disposizione di cosa nostra per compiere atti intimidatori ed omicidi nei confronti di vittime predesignate: imprenditori, ma anche ignari cittadini imbrigliati in vicende private di eredità contese. Il 19 gennaio 2015 veniva intercettata una conversazione tra Pellitteri Salvatore cl 92 ed il cugino Pellitteri Roberto, arrestati in esecuzione del fermo di ieri. L’argomento verteva principalmente sulla scelta del luogo dove nascondere le armi in loro possesso, sull’opportunità di spostarle sfruttando l’oscurità della notte per evitare eventuali controlli sul territorio delle Forze di Polizia, nonché sulla necessità di provarle ed effettuare la dovuta manutenzione per mantenerle efficienti. In particolare, gli indagati facevano riferimento ad alcune pistole e ad una persona, tale zio Pino, che teneva nascosta un’arma all’interno della propria autovettura.

Lunedì, a Bagheria, confronto sulla legge sulle aziende confiscate alla mafia già approvata alla Camera dei deputati



Palermo 21 novembre 2015 –  “Contro le mafie riattiviamo il lavoro. Dalla proposta popolare alla legge nazionale” è il titolo dell’iniziativa che la Cgil ha organizzato per lunedì, ore 9,30,  a palazzo Branciforte Butera, a Bagheria a sostegno del provvedimento legislativo sulle misure per favorire la legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla mafia che ha concluso l’iter alla Camera e che si appresta ad approdare al Senato. La discussione sul provvedimento che riforma il Codice antimafia sarà presieduta da  Mimma Argurio, della segreteria della Cgil Sicilia. Introduce il segretario Cgil Palermo Enzo Campo. Intervengono Pietro Grillo, presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, Davide Mattiello, relatore della legge di iniziativa popolare “Io riattivo il lavoro”, il segretario Cgil Sicilia Michele Pagliaro, delegati e delegate di aziende confiscate. Conclude Gianna Fracassi, segretaria nazionale della Cgil.