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domenica 30 agosto 2015

Intensa attività di controllo del territorio dei Carabinieri: arrestato un giovane palermitano, denunciati giovani a Bisacquino, Corleone e Roccamena



Un posto di blocco dei Carabinieri a Partinico
PALERMO E PROVINCIA: Siamo giunti all’ultimo week-end di fine agosto, ma comunque i controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo sono stati intensificati a scopo di prevenzione lungo le arterie stradali, nei centri di maggiore afflusso turistico e nei quartieri semideserti della città. Un impegno che ha dato i suoi frutti per garantire la sicurezza della circolazione ed evitare le conseguenze spesso drammatiche di abusi e eccessi. Prima fra tutti la piaga dello spaccio di sostanze stupefacenti. Sono due i  giovani denunciati in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio, contestualmente altri quattro segnalati alla Prefettura di Palermo, quali assuntori. Mentre altre tre persone denunciate per guida in stato di ebrezza alcolica.

10° giornata per la custodia del creato. il 1° settembre iniziativa a Ficuzza di Cgil, Cisl e Uil e Arcidiocesi di Monreale

La palazzina reale di Ficuzza dove si terrà l'incontro
Palermo 30 agosto 2015 - In occasione della decima giornata per la custodia del creato che ricorre il 1° settembre, Cgil, Cisl e Uil di Palermo, assieme all’Arcidiocesi di Monreale, hanno organizzato un incontro  a Ficuzza su “Pace, giustizia, lavoro e dignità”, che si terrà martedì 1 settembre alle ore 9,30 presso la Casina di Caccia. Il dibattito sarà preceduto da un momento di preghiera. La giornata di riflessione, che invita a riscoprire il rispetto per la Terra attraverso la necessità di ripensare gli stili di vita, tutelare il clima, rafforzare l’economia sostenibile e le energie rinnovabili per creare anche nuove opportunità di lavoro, raccoglie gli spunti  contenuti nell’Enciclica “Laudato sì” che Papa Francesco ha dedicato alla questione ambientale e il messaggio preparato dai Vescovi italiani per la giornata della custodia del creato sulla “sapienza dell’umano” capace di amare la terra, per abitarla con sobria leggerezza e costruirvi una  vita di principi condivisi.

Corleone, disagi nelle scuole, ma non ci saranno i doppi turni

Corleone, i genitori degli alunni in assemblea
CORLEONE - Non ci saranno i doppi turni nelle scuole interessate dai massicci lavori di ristrutturazione. È questo il responso scaturito a conclusione  di un’assemblea cittadina che si è tenuta venerdì mattina nei locali del complesso monumentale di Sant’Agostino. Alla presenza di tantissimi genitori della scuola dell’infanzia del plesso San Leonardo, dell’elementare “plesso direzione” e della scuola media Giuseppe Vasi, gli amministratori municipali hanno comunicato l’esito degli incontri avuti precedentemente con i dirigenti scolastici e le decisioni prese “nell’interesse della città che aveva la necessità di avviare i lavori finanziati, rispettando i tempi burocratici senza gravare sulle casse comunali”, come dichiarato dal sindaco Lea Savona.

A Prizzi, Filaga delle Idee 2015

ESTATE PRIZZESE
COMITATO FILAGA 2015 MONTI SICANI

Filaga delle idee 2015
30 AGOSTO 2015 DOMENICA
Piazza Padre Ennio Pintacuda S.J.
ORE 10,30-messa officiata da padre vito pizzitola
Parrocchia san Ferdinando re
Ore 11,30-cerimonia scopertura targa per LIBERO GRASSI

L’estate più lunga dello sfruttamento in Puglia. Calamita (Flai-Cgil Foggia): “Troppe parole, è ora di agire”



di Piero Ferrante 
Il barometro dell’estate pugliese è fermo, e segna costantemente nero. Su quel che è stato fin qui e su quel che sarà almeno fino a settembre inoltrato. La stagione (agricola) ancora in corso è stata marchiata a fuoco come annus horribilis. Una focalizzazione tanto evidente sulle sorti del bracciantato pugliese (a torto o a ragione) non si ricordava dai tempi della pubblicazione del reportage Io, schiavo in Puglia, firmato da Fabrizio Gatti su l’Espresso. Correva l’anno 2006 e la Puglia, da terra balneare, patria in pectore della pizzica e della tarantella, vide tramutare la sua immagine in ‘carcere a cielo aperto’. Tutto insieme, sfumarono le luci dalle piazze salentine e si accesero su quei campi dove, a migliaia, italiani e stranieri lavoravano chini sulle piante di pomodoro.

Renzi l'iperberlusconiano



Il premier Renzi a Rimini
di Paolo Flores d'Arcais
Al meeting di CL Matteo Renzi ha confessato pubblicamente di essere la prosecuzione del berlusconismo con altri mezzi. Dalla giustizia all’informazione, dal lavoro alla riforma istituzionale, non c’è un solo elemento della lobotomizzazione della democrazia tentata da Berlusconi che Renzi non stia realizzando. Contro la quale ora ha però poco senso indignarsi. Occorre invece riflettere sul perché le straordinarie energie che l’antiberlusconismo aveva saputo suscitare nella società civile non abbiano trovato adeguata espressione politica.
Se si trattasse di omosessualità diremmo che è stato un coming out. Ma trattandosi di un cattolico praticante, ed essendosi svolta in una location che più cattolica non si può, il meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, è d’uopo invece parlare di CONFESSIONE. Matteo Renzi ha confessato pubblicamente: di essere la prosecuzione del berlusconismo con altri mezzi, anzi di essere la realizzazione del berlusconismo adeguata ai tempi, cioè alla non implementazione del berlusconismo con i mezzi di Berlusconi (l'intermezzo dei governi-nullità Monti e Letta non merita menzione: de minimis non curat praetor). Confessione solenne, coram populo e urbi et orbi, che non a caso uno dei bracci armati del berlusconismo, le falangi devote di CL e del cattolicesimo di Mammona, ha salutato canonizzando il nuovo leader post Pd a punto di riferimento.

venerdì 28 agosto 2015

Nasce il "Polo Zafferano" a Corleone e dintorni



Bulbi di zafferano
LUCIANO LABRUZZO
Perché non fare il salto? Perché restare nel recinto di un piccolo cortile? Ci siamo chiesti. Perché non mettere insieme tante piccole  energie e farne una bella grande: UN POLO dello zafferano nel territorio del corleonese. Un piccolo sguardo intorno e  sono spuntati bulbi a Corleone, a Giuliana, Chiusa Sclafani, Bisacquino, e poi Prizzi e Marineo, San Cipirello. ROSSOCORLEONE & Altre storie di Luciano Labruzzo, Zafferano di Corleone di Cimò Vincenzo, Zafferano di Giuliana di Quartararo e Catalinotto, Terra & gusto di Francesco Di Giovanni di Prizzi, Paolo Palazzolo di San Cipirrello. A questi si affiancano una nutrita pattuglia di piccoli e piccolissimi amanti del “crocus sativus” che lo allevano nelle terrazze, nei balconi e nei giardini.

Corleone, i giovani volontari dei campi di lavoro antimafia hanno incontrato il magistrato Michele Prestipino

Da sx: Dino Paternostro, Michele Prestipino, Calogero Parisi
Due ore e mezza di dibattito ieri (giovedi pomeriggio) a Corleone col procuratore aggiunto della Repubblica di Roma Michele Prestipino. Su nostro invito, ancora una volta il magistrato ha incontrato i soci lavoratori della cooperativa lavoro e non solo e i giovani volontari dei campi di lavoro antimafia. Una chiacchierata per approfondire tempi importanti, che coinvolgono l'intero nostro Paese ed anche l'Europa. A introdurre l'incontro il presidente della coop Calogero Parisi, il segretario della cgil Dino Paternostro e il dirigente di Legacoop Pippo Cipriani. Ha portato il suo saluto il sindaco di Corleone Lea Savona. Tantissime le domande su mafia e antimafia che i giovani hanno fatto a Prestipino, a cui il magistrato ha puntualmente risposto.
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La Rai inizierà a Cinisi le riprese della fiction su Felicia Impastato


di Giovanni Impastato
Il 7 settembre inizieranno le riprese per la realizzazione di un film tv dedicato alla figura di mia madre. Noi come Casa Memoria e come famiglia Impastato abbiamo approvato questo grande progetto, proposto da Rai1 e prodotto dalla Casa di Produzione "11 Marzo" di Matteo Levi. Si ripete per noi, ma in maniera diversa, l'esperienza vissuta precedentemente con il film "I Cento Passi"di Marco Tullio Giordana, film di grande successo, girato a Cinisi nel 1999 con il coinvolgimento di buona parte della nostra comunità e che è servito a promuovere il nostro territorio e a far conoscere la figura di Peppino Impastato in tutto il mondo, con grande rispetto per il lavoro politico di denuncia, di impegno sociale e culturale portato avanti precedentemente dalla famiglia, da compagni di militanza e dal "Centro Impastato"di Palermo. Noi, come familiari prima e come "Casa Memoria" poi, abbiamo sempre dato il nostro sostegno a chi, con progetti di varia natura, offre un tributo, e un contributo, alla storia di Peppino e a quello che questa rappresenta ancora oggi; abbiamo sostenuto molti lavori, anche e soprattutto, dal basso portati avanti con pochi mezzi economici e di grande valore come nel caso di Antonio Carella e Gregorio Mascolo, che purtroppo non hanno avuto la visibilità sperata.

domenica 23 agosto 2015

Dopo i funerali di Casamonica a Roma. L'arcivescovo di Monreale: sono disgustato

Monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale
di Pietro Scaglione
Monsignor Pennisi, che nella sua diocesi ha negato funerali solenni ai capi della mafia, commenta "quel funerale trasformato in una sceneggiata napoletana che aveva come scopo non tanto quello di invocare la misericordia di Dio su un uomo che aveva tanti peccati da farsi perdonare, ma quello di esaltare un capo di un clan di stampo mafioso”.
I funerali in pompa magna per i boss indignano monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, da sempre impegnato contro la mafia e contro i suoi tentacoli nel mondo della politica e delle istituzioni. Per anni sotto scorta a causa delle minacce e delle intimidazioni,  in qualità di vescovo di Piazza Armerina,  Pennisi aveva proibito il funerale pubblico e solenne del boss di Gela Emmanuello. Dopo essere stato nominato alla guida della Curia di Monreale, invece, ha stabilito, con decreto, che le confraternite della sua Diocesi non possono accogliere nei loro organigrammi, tra gli altri, gli autori di “reati disonorevoli” e “gli appartenenti ad associazioni mafiose”.

Misilmeri. I Carabinieri arrestano un palermitano per il furto di un autocarro



Salvatore De Rosalia
MISILMERI – Alle ore 18.00 del 21 agosto 2015, una pattuglia del Radiomobile di Misilmeri si trovava in servizio perlustrativo quando riceveva una chiamata dalla Centrale Operativa che comunicava l’avvenuto furto di un motocarro Piaggio “Ape” con a bordo una motozappa. I militari si ponevano immediatamente alla ricerca del mezzo, bloccandolo poco dopo in una via del paese. Alla guida dell’Ape si trovava Salvatore De Rosalia, nato a Palermo, classe 1972, ivi residente, che non riusciva a giustificare il perché si trovasse alla guida di tale mezzo. Il De Rosalia è stato arrestato e trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Misilmeri fino al direttissimo. Dopo la convalida l’arresto per l’uomo è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Il mezzo, con la motozappa e gli altri oggetti contenuti sul cassone, sono stati restituiti  al legittimo proprietario. L’arrestato si trova adesso presso il carcere “Cavallacci” di Termini Imerese.

sabato 22 agosto 2015

Roma come Corleone: perché non sono stati vietati i funerali del boss?



di ALFIO DI SCIACCA
Scene del genere non si erano mai viste neanche nella Corleone degli anni settanta. Per trovare qualcosa di simile bisogna risalire ai funerali di Lucky Luciano nel 1962 o andare a frugare nella peggiore filmografia sulla mafia. Cavalli, la carrozza tirata a lucido, Rolls Royce, l’elicottero che lancia petali di rose e poi amici ed affiliati in lacrime per dare l’estremo saluto al boss del clan Casamonica, definito senza mezzi termini «Re di Roma». E, per evitare fraintendimenti, anche la banda che suona la musica de «Il padrino». Che la mafia non fosse un problema solo siciliano lo si era capito da tempo e le ultime inchieste su Roma Capitale non hanno fatto che confermarlo. Anni di malaffare, stragi e inchieste sono però servite alla Sicilia almeno ad alzare il livello di consapevolezza di istituzioni, forze dell’ordine e, in parte, anche della società civile. 

Corleone non è come Roma: già nel 1993 ha saputo dire "no" ai funerali di un boss


L'articolo di "Repubblica" sui funerali
di Luciano Liggio del 17 novembre 1993
DINO PATERNOSTRO
Nel merito dell'articolo "Roma come Corleone: perchè non sono stati vietati i funerali del boss?", pubblicato sul "Corsera" di oggi, nulla da dire. Il titolo invece è un esempio di PESSIMO GIORNALISMO, imperdonabile per un giornale prestigioso come il Corriere della Sera. Sostenere che Roma è come Corleone rappresenta uno stereotipo dei più stupidi e dei più falsi. Corleone potrà anche essere peggiore di Roma in tante cose. Ma nella capacità di vigilanza per impedire l'ostentazione di potenza alla mafia e ai mafiosi, Corleone è sicuramente più avanti e migliore di Roma. E non da ora, ma almeno dal 1993, quando impedì il funerale pubblico per il boss mafioso Luciano Liggio. 

La Sicilia, Emanuele Macaluso, il socialismo ed il futuro della sinistra …



Emanuele Macaluso
La lettura stamani sull’edizione di Palermo de “la Repubblica” dell’intervista ad Emanuele Macaluso, firmata da Giuseppe Alberto Falci, ci offre da siciliani e socialisti, l’occasione per qualche riflessione.
Dopo una parte dedicata alla lunga, prestigiosa carriera sindacale e politica di Macaluso credo che il punto più interessante dell’intervista sia quando Falci pungola Macaluso affinché dica la sua sull’attuale “scenario”politico. Il novantunenne Macaluso non le manda a dire e parte dicendo che l’attuale Esecutivo ignora la questione meridionale. Vero, verissimo come del resto indifendibile è nel merito e nella sostanza la “ratio” che muove questo Governo e la sua maggioranza politico-parlamentare che conta, ahinoi, numerosi meridionali e siciliani.

Il paradigma violento che in epoca normanna decretò la fine dell’Islam siciliano

Un momento del convegno sull'islam
Dal medioevo - al centro del convegno del MedFest di Buccheri - un monito per i tempi attuali
Il convegno di Buccheri sul rapporto tra musulmani e cristiani nella Sicilia normanna si è dimostrato pari alle attese, per l’ampia partecipazione di pubblico e per il tenore molto qualificato della discussione, su una vicenda storica che, per quanto lontana nel tempo, non manca di agganci significativi con l’attualità. Gli studiosi invitati a relazionare, Carlo Ruta, Ferdinando Raffaele e Sebastiano Tusa (Ferdinando Maurici non è potuto essere presente ma la sua relazione sarà presente negli atti), si sono trovati a dipanare una tematica complessa, e la complessità è stata, a tutti gli effetti, il motivo dominante delle loro relazioni.

giovedì 20 agosto 2015

Ficuzza (Corleone), ricordati il colonnello Russo e l'insegnante Costa, assassinati dalla mafia il 20 agosto 1977

Un momento della cerimonia davanti alla stele
Oggi 20 agosto 2015, nella ricorrenza del 38° anniversario dell’uccisione del Ten. Col. Giuseppe RUSSO e del Prof. Filippo COSTA, avvenuta il 20 agosto del 1977 nei pressi della Real Casina di Caccia del re borbonico Ferdinando IV, nella frazione di Ficuzza del Comune di Corleone, alle 10,00 è stata deposta una corona d’alloro sulla stele commemorativa nel luogo dell’eccidio.  Alla cerimonia erano presenti Francesca Benedetta Russo, figlia del Ten. Col. Russo, Antonella Costa, figlia del Professore Costa, il Gen. B. Riccardo Galletta, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, il Gen. B. Giancarlo Trotta, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, il Dott. Alfredo Morvillo, Procuratore della Procura della Repubblica di Palermo, il Dott. Giuseppe Rizzo, Presidente del Tribunale di Termini Imerese, 

martedì 18 agosto 2015

Corleone: il Comitato Pro Ospedale ha incontrato l’Azienda Sanitaria


Un momento della conferenza dei sindaci di ieri mattina
Il Comitato Pro Ospedale di Corleone ha incontrato, martedì 18 agosto 2015, il Direttore Sanitario dell’ASP Giuseppe Noto a margine della Conferenza dei Sindaci che si è tenuta presso l’aula consiliare del Comune di Corleone. Alcuni giorni fa, il Comitato aveva chiesto all’azienda un incontro su alcuni punti e in particolar modo per l’eliminazione dell’unità operativa complessa di chirurgia. Come rappresentante del Comitato ho consegnato il documento con le nostre richieste e ne ho chiariti i contenuti. Il Direttore Noto ha risposto che sul punto nascita di Corleone è già attiva una commissione tecnica per l’adeguamento strutturale e organizzativo come richiesto dal Ministero della Salute, che la consegna dei lavori del vecchio ospedale è prevista entro l’anno, che l’azienda ha già in atto la volontà di potenziare la chirurgia con il servizio di endoscopia digestiva.

COSMO, “CAMAMORA...”



Cosmo Di Carlo al Cidma
MAURIZIO NICASTRO
«Qoelet cercò di trovare pregevoli detti e scrisse con esattezza parole di verità. Le parole dei saggi sono come pungoli; come chiodi piantati...». Le “parole” radicali, ancor prima che tentativi di abbozzare interrogativi esistenziali, si addensano nella tua stessa vita: bene e male, vita e morte, libertà e responsabilità, verità e ipocrisia, Dio e il nulla.
Ho la tentazione in queste poche righe di premettere al tuo nome, Cosmo, il solito convenevole “carissimo”, ma francamente, conoscendoti un po’ in questi anni, ritengo sia una lancetta troppo spuntata, oggi! A Mario dicevo tante volte che dovevo farti visita e invece non sono più venuto... Posso solo, con molto rammarico, camminare dentro le lettere umane di un uomo, che ritrovo tra le colonne dei tuoi articoli. Magari di una “breve”, le tante che mi rileggevi tra un dolcino e un tè!

CASANOSTRA di Mario Midulla... ricorda Cosmo Di Carlo

Cosmo Di Carlo durante un servizio televisivo
#CasaNostra di Mario Midulla ... nella mia città, Corleone, è stato dato l'ultimo saluto a Cosmo Di Carlo. Dipendente amministrativo dell’ASP, era da tanti anni corrispondente locale del Giornale di Sicilia. È stato per anni consigliere comunale e vicesindaco in un periodo difficile per Corleone. Ricordava con orgoglio alcuni risultati raggiunti da amministratore come ad esempio la costruzione della condotta idrica dal lago di Prizzi che risolse gran parte dei problemi legati alla cronica mancanza d’acqua, come pure la sistemazione dell’illuminazione pubblica. Conosceva da cima a fondo la sua gente e ha descritto gli avvenimenti della zona del corleonese fino a quando la terribile malattia lo ha permesso. La passione per l’informazione la portava dentro e la trasmetteva. Non si definiva un cronista d’assalto, ma un artigiano del mestiere.

lunedì 17 agosto 2015

Oggi la città di Corleone ha accompagnato Cosmo nel suo ultimo viaggio...

Un momento dei funerali in Matrice
Oggi pomeriggio la città di Corleone ha accompagnato Cosmo Di Carlo nel suo ultimo viaggio. C'era tanta gente in Matrice oggi. E non solo di Corleone. A salutare Cosmo sono arrivati tanti amici anche dai paesi del circondario. A cominciare da Gaetano Porcasi, pittore dell'impegno sociale e civile, che aveva in Cosmo uno dei più sinceri estimatori e sostenitori. Da Palermo sono arrivati pure il dott. Salvo Vizzi, direttore del Distretto Sanitario di Corleone, dove Cosmo lavorava da più di 30 anni, e il dott. Pippo Noto, direttore sanitario dell'ASP di Palermo, in rappresentanza anche del direttore generale dott. Antonio Candela, impossibilitato ad essere presente perchè fuori regione. Ma c'erano - e questa è la cosa più importante - anche tanti cittadini comuni, tante persone legate a Cosmo da sincera amicizia. La messa in Matrice è stata celebrata dal decano monsignor Vincenzo Pizzitola, che per lui ha avuto parole di apprezzamento e di stima. Dopo la cerimonia funebre l'abbraccio corale alla moglie Antonella e ai figli Salvatore e Innocenzo. Infine il lungo corteo fino al cimitero. Ciao, Cosmo...




Lumia: "Cosmo ha sofferto e gioito con noi..."

Cosmo Di Carlo
PEPPE LUMIA
Non mancava mai quando mettevo piede a Corleone. Appena scendevo dalla macchina il mio sguardo cercava sempre le persone a me care. Cosmo era tra quelle. Quello sguardo d'intesa non lo posso dimenticare. Un'intesa che si costruiva soprattutto dopo l'iniziativa pubblica, quando si rimaneva in pochi per stare insieme nella sede della camera del lavoro, una sede stupenda e carica di comuni simboli, o al centro di documentazione anti mafia. Oppure ancora a tavola. Si ragionava insieme e si mettevano a confronto conoscenze, analisi, particolari per costruire quel puzzle della conoscenza del territorio e del comune impegno antimafia. Ha rischiato con noi, sofferto e gioito. Ricordo ancora i drammatici momenti vissuti quando diedero fuoco al portone di casa. Ricordo anche i successi elettorali e le sconfitte vissute sempre con intensità, passione ed intelligenza. Con Cosmo Di Carlo va via una parte di noi. Spetta a tutti noi, alla comunità onesta di Corleone fare in modo che i suoi ideali e il suo impegno possano camminare sulle gambe delle nuove generazioni chiamate a liberare definitivamente Corleone dalla mafia. Cosmo ci credeva, noi continueremo a crederci e a lottare. Ciao Cosmo! 
Peppe Lumia

LA LETTERA. "Mi chiamo Cosmo, il mio nome significa universo..."

Il salone da barba di Totò Di Carlo, l'ultimo a destra.
(PH. ARCHIVIO OLIVERI)
Pubblichiamo molto volentieri una lettera che tempo fa Cosmo Di Carlo ha scritto a Maurizio Pascucci, dove parla di sè, del padre vecchio barbiere socialista, della Corleone di un tempo e della Corleone di adesso...

Caro Maurizio
Mi chiamo Cosmo, senza la i, mi perdonerai questa precisazione ma, mio padre Salvatore Di Carlo mi ha dato questo nome non assimilabile ai vari Cosimo, Cosma etc. Era un socialista autentico Totò Di Carlo che di mestiere faceva il barbiere.
Era socialista sin da piccolo; lo era nel secondo dopo-guerra; quando, essere socialisti, era a Corleone cosa inusuale e spesso significava fare da bersaglio. In piazza Nascè dove oggi si trova la filiale “Unicredit” c’era il “Salone” di papà. Sicuramente avrai visto il film “Il Ciclone”, anche i tre figli del comunista si chiamavano Levante, Libero e Selvaggia. Il nonno materno invece si chiamava Cosimo Riina (niente a che vedere, per fortuna, con il capo dei capi). Mi narrano i miei familiari che, se mio padre non fosse stato socialista, mio nonno non gli avrebbe concesso in sposa la mamma e non sarei nato.