mercoledì 21 ottobre 2015

I sindacati: "Palermo rischia la malasanità"

I sindacati bocciano la nuova pianta organica dell'Asp di Palermo. 204 posti in meno e un taglio di risorse per 14 milioni. Aumentano medici e dirigenti. Si riducono infermieri, fisioterapisti, tecnici della prevenzione, operatori, amministrativi
Rischio “malasanità” a Palermo. Cgil, Cisl, Uil Ugl e Nursing up hanno spiegato stamattina, in una conferenza stampa, i motivi alla base  della bocciatura da parte delle sigle sindacali della dotazione della nuova pianta organica dell’Asp di Palermo, che ha previsto 204 posti in meno e ha un taglio per i servizi pari a 14 milioni. I sindacati hanno denunciato “forte preoccupazione” per il rischio concreto di un peggioramento delle condizioni di lavoro degli operatori sanitari e dell’assistenza sanitaria per l’utenza di  Palermo e provincia, che dovrà fare a meno di infermieri, fisioterapisti, psicologi, amministrativi e tecnici della riabilitazione.  


“Speravamo in un miglioramento di questa pianta organica e in un potenziamento dei servizi specifici che l’Asp deve garantire. C’è stato solo un peggioramento. Questa pianta organica non è adeguata a dare risposte alla salute dei cittadini e alla sicurezza degli operatori”, hanno denunciato stamattina, in una conferenza stampa in via La Loggia, le Rsu Mario Scialabba,per la Cgil, Gaetano Mazzola per la Cisl, Giuseppe Amato per la Uil, Giuseppe Pollina per il Nursing Up, Francesco Grassa per l’Ugl, assieme al coordinatore delle Rsu Maurizio Manzella e al presidente dell’assemblea Rsu Cosimo Russo.
Rispetto all’annuncio di futuri concorsi pubblici, i sindacati prospettano una realtà ben diversa. “La nuova pianta organica del’Asp di Palermo prevede solo 4.896 posti, con 204 posti in meno rispetto alla precedente. Si tagliano operatori e non si spende nemmeno una parola sulla stabilizzazione non prevista  dei 700 contrattisti, molti dei quali sono precari anche da 26 anni. Così come si continuano a esternalizzare servizi, creando di contro reparti fantasma che esistono solo sulla carta, come la riabilitazione, la lungodegenza e i Cta psichiatrici,  impossibiliti a partire  per mancanza di personale previsto”.
I NUMERI. La dotazione, osservano i sindacati, è sbilanciata a favore di alcune figure professionali. I numeri totali passano dai 5.100 posti della pianta organica precedente (nel 2007 i dipendenti erano 7 mila) ai 4896 dell’attuale, con la soppressione di ben 204 posti. Crescono, in tale situazione, i medici (+10 direttori e +18 dirigenti) mentre si riducono gli infermieri (- 53), i tecnici della prevenzione (-30), i fisioterapisti (-21), gli amministrativi (– 55), gli operatori (-20). Le altre figure professionali del comparto si riducono anch’esse e anche quando c’è qualche aumento come per gli operatori sociosanitari (+20), si resta molto al di sotto delle necessità per poter assicurare adeguata e qualificata assistenza con particolare riferimento alle strutture territoriali (ad es. le RSA).
Tra le cause che limitano la programmazione, il taglio ai  finanziamenti deciso dalla Regione, che ha ridotto l’importo  di 14 milioni. Si è passati infatti da un tetto di spesa di 292.644.milioni di euro agli attuali  278.690 milioni. Ne subiscono le conseguenze i SERT, i Consultori, i moduli di salute mentale, le attività di neuropsichiatria infantile, assieme a tante altre attività, fra cui l’attività di prevenzione e di riabilitazione, che rischiano di essere ridimensionate o addirittura tagliate. L’attività di riabilitazione, in particolare, diventa la cenerentola dell’azienda, con la soppressione del dipartimento, con l’azzeramento degli organici dei reparti ospedalieri, il ridimensionamento degli organici delle strutture territoriali e di Villa delle Ginestre (che avrà  16 infermieri per 60 posti letto). E il rischio di un ridimensionamento riguarda ospedali di punta per la provincia come quelli di Corleone e Petralia.
Per quanto riguarda le esternalizzazioni, i sindacati hanno chiesto un “monitoraggio” dei servizi appaltati a ditte esterne tra cui il servizio di pulizia, di giardinaggio ma anche diversi servizi sanitari che la Asp è tenuta a erogare come i Cta psichiatrici e la riabilitazione ospedaliera che nella relazione tecnica della direzione aziendale  esiste ma non può essere attivata.

“Per noi la partita non è chiusa. Denunceremo questa situazione in tutte le sedi. Non intendiamo sentirci corresponsabili delle carenze dell’assistenza sanitaria a Palermo”.

21 ottobre 2015

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