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giovedì 24 settembre 2015

A Prizzi la Cgil e il Comune hanno ricordato Giuseppe Rumore: l'intervento di G. Canzoneri

Da sx: D. Paternostro, G. Canzoneri, L. Vallone
di GAETANO CANZONERI*
Amici, cittadini prizzesi, compagni, sono, già trascorsi 96 anni da quel 22 settembre 1919, giorno in cui, per mano assassina della mafia del feudo, venne ucciso Giuseppe Rumore, segretario della camera del lavoro di Prizzi e della sezione del Partito socialista. Di che cosa era colpevole questo giovane? Di nulla! Colpevole soltanto di essere un giovane intelligente, di essere stato un combattente per la patria e di essere ritornato vivo dal fronte, dopo aver visto gli orrori della guerra; colpevole di aver preso coscienza che, nel suo paese, Prizzi, esistevano ingiustizie, soprusi, schiavitù, fame, povertà, arretratezza, colpevole di avere abbracciato sotto la guida del grande maestro Nicolò Alongi, le idee del socialismo e soprattutto di aver scoperto i giochi che tenevano schiavi i poveri contadini.


C’era allora a Prizzi una classe borghese, padrona dei grandi feudi (Raia, Malfarina e Giardo), che deteneva non solo il potere economico, ma anche quello politico e sociale del paese. I contadini erano costretti a lavorare dall’alba al tramonto “a pane ed acqua”, per poche lire, senza diritti e senza contratti, sorvegliati dai campieri, uomini senza scrupoli che uccidevano pur di far rispettare gli ordini imposti dalla mafia. Giuseppe Rumore ,un giovane prizzese, a testa alta, un rivoluzionario, uno che capì che un uomo senza lavoro non ha dignità, un capopolo che incoraggiò i suoi compagni a serrare le fila, e a non cedere ai compromessi, perché la mafia li provò tutti: ricatti, menzogne, attentati, discriminazioni, calunnie, e infine i colpi di lupara.
Ai nostri giorni, i giovani, distratti dal consumismo, sempre alle prese con le nuove tecnologie, si sono allontanati dalla politica, dalla vita sociale, senza speranza, attratti da sogni vuoti e sterili. A loro sembra fuori tempo ricordare, oggi, questa pagina della loro storia, questo personaggio e i problemi di quel tempo. Ma io voglio dirvi cari amici, che si, siamo in tempi diversi, ma abbiamo oggi gli stessi problemi del giovane Rumore. A Prizzi e in tutto il mondo, oggi domina, come allora, il capitalismo e gli interessi dei potentati. La disoccupazione oggi tocca un record altissimo, l’emigrazione dei giovani svuota i paesi del sud come il nostro. Qual è la differenza tra i tempi nostri e quelli di Nicolò Alongi e Giuseppe Rumore? Per questo, amici, in questo giorno, il grande sindacato dei lavoratori, la Cgil, ha sentito il bisogno di commemorare questi eroi del passato.
La Cgil è stato ed è il sindacato delle lotte per i diritti del lavoro e dei lavoratori. Fondato a Prizzi da Nicolò Alongi, e Giuseppe Rumore, fu sostenuto con coraggio e determinazione nel secondo dopoguerra da Tano Canzoneri, Giuseppe e Antonino Leone, da Raimondo Ragusa, sostenitori con Pio La Torre della seconda occupazione delle terre. La Cgil oggi continua ad invitare tutti i giovani, i cittadini e ricorda che le camere del lavoro sono sempre aperte e disponibili ad accogliere le istanze di tutti. Queste case del popolo diventino, come nei tempi passati, luoghi di dibattito sui problemi che affliggono i più deboli. Non scoraggiatevi, troveremo assieme le soluzioni, i mezzi di lotta. Un invito alla politica, alle istituzioni: “aprite le porte”!!! Mai come ora la gente si è sentita sola, senza guida, senza speranza, assillata dai bisogni prioritari.         
Gaetano Canzoneri
* Cgil Prizzi

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