martedì 11 agosto 2015

Corleone, Nino Marino e la "buona politica" di una volta...


L'antico simbolo del Partito socialista
Ho conosciuto l’ing. Nino Marino nel 1973, nel corso della campagna elettorale per le elezioni comunali. Votavo per la prima volta e mi sono fidato di lui, gli ho dato la preferenza. Non me ne sono mai pentito. Nino era ed è stato sempre espressione di quella “buona politica”, che allora non era uno slogan per ammaliare gli elettori, ma pratica vera e concreta. Era un socialista Nino, uno di quelli che ancora sognava “il sol dell’avvenire”. Era un ottimo professionista. Da ingegnere/consigliere comunale mi spiegò cos’era il programma di fabbricazione del comune di Corleone. E le differenze col piano regolatore, che alcuni amministratori democristiani non volevano. Mi spiegò che le “maglie larghe” del primo erano meno vincolanti, ma che una città per svilupparsi davvero aveva bisogno di regole certe e di un progetto di futuro.
Mi diceva che, in base alla stratificazione geologica del territorio di Corleone, la città si sarebbe dovuta sviluppare urbanisticamente a valle, nella zona di San Marco, geologicamente più solida, più stabile. Non al Nord, nella zona di contrada Punzonotto, sempre soggetta a frane. Ma i “padroni del vapore” che amministravano Corleone avevano proprietà a nord, in quella contrada. Quindi, Corleone si è sviluppata urbanisticamente a… nord. Usando e abusando delle palificazioni.
Alcuni anni dopo siamo stati anche colleghi in consiglio comunale: lui nel gruppo socialista, io nel gruppo comunista. Tra noi ci fu sempre leale collaborazione. Per me Nino rappresentava un punto di riferimento, perché era sempre capace di mettere insieme la giusta soluzione tecnica con la giusta soluzione etica. E quando, per ragioni di equilibri politici, non lo poteva fare del tutto, era così onesto e leale di dirmelo.
Da anni non faceva più politica attiva, ma la curiosità intellettuale, la voglia di partecipare e dire la sua – da progressista ed uomo di sinistra - non l’ha perduta mai. Ogni volta che ci incontravamo erano conversazioni piacevolissime. Con tanti consigli per la sua Corleone, che amava tanto. “Leggo sempre Città Nuove!”, mi diceva.
Nino Marino è scomparso domenica scorsa all’era di 83 anni. Ieri si è svolta la cerimonia funebre nella chiesa di Sant’Agostino. Ho abbracciato i suoi familiari. E il figlio Giuseppe, tra le lacrime, mi ha detto: “Sai, Dino, leggeva sempre Città Nuove…”. (dp)

2 commenti:

ROBERT ha detto...

non potrei trovare parole migliori per ricordare Nino Marino. Anche io serbo di lui un bellissimo ricordo. Ho incontrato un galantuomo, competente e sobrio. Nei momenti difficili mi sono rifugiato nel ricordo della sua serena tenacia nel vivere i principi che lo hanno ispirato. Corleone deve essere orgogliosa di questo suo altro splendido figlio.
Roberto Tagliavia

Anonimo ha detto...

l'ingegnere Nino Marino lascia una grande eredità morale e un grande esempio, come uomo, come professionista e come politico. Mio padre e mio nonno me ne parlavano sempre come un grande uomo e un grande amico, e per mio padre anche un grande tecnico con il quale ha realizzato tante costruzioni; anche io ho avuto la fortuna di conoscerlo e di conversare con lui. Conservo sempre con grande rispetto e ammirazione il progetto che ha realizzato, alla fine degli anni '70, per la costruzione, fatta da mio padre, della casa di mio nonno, oggi sede del mio studio. Eicordo quest'uomo come un esempio umano e professionale, mi spiace di avere appreso la notizia solo ora e di non poter essere stato presente per l'ultimo saluto. Sentite condoglianze a tutta la famiglia e soprattutto ai figli, due cari amici e colleghi. toni ciavarello