lunedì 6 luglio 2015

Corleone, la Corte dei Conti "bacchetta" l'amministrazione Savona

di MARIO MIDULLA
CORLEONE - Sono  nove i rilievi che la Corte dei Conti ha mosso al Comune di Corleone con la deliberazione volta ad accertare la regolarità finanziaria del rendiconto 2013. Nonostante i chiarimenti richiesti, la Sezione di controllo ha riscontrato il “persistere di elementi di criticità non sanati”. Considerando che su questi, sei erano già stati oggetto di pronuncia di accertamento per il rendiconto 2012, la gravità della deliberazione assume connotati ben al di sopra del semplice richiamo. Il risultato immediato, subito percepito, riguarda le attese dei tanti precari che prestano servizio nel Comune corleonese: fino al termine del 2016 non potranno essere fatte assunzioni a qualunque titolo. La mancata ottemperanza a utilizzare misure correttive volte a ripristinare gli equilibri di bilancio, non consentirà tale opportunità.
È pur vero che l’ente si è difeso adducendo che avrebbe sopperito anche con il recupero dell’evasione tributaria, ma a un accertamento di evasione di 829.000 euro è corrisposta una riscossione irrisoria pari a 2.361 euro corrispondente a un valore inferiore allo 0,3 %. Una nota dolente riguarda i rapporti con le società e gli organismi partecipati. Si contestano incompletezza di informazioni e mancata predisposizione della nota informativa, aggravato dall’esistenza di un “considerevole contenzioso con la società Alto Belice Ambiente, sulla base del quale la predetta società ha proposto un ricorso per decreto ingiuntivo per quattro milioni di euro opposto dall’ente”. Piove sul bagnato quando si fa rilevare il disavanzo di 1.919.000 euro che parla da solo. Da noi contattato, il sindaco Lea Savona non ha risposto dicendosi impegnata in riunione. ”L’analisi è allarmante rispetto a come è stato strutturato contabilmente il consuntivo 2013” -dichiara il presidente del consiglio comunale Stefano Gambino - “risultano tra le criticità evidenziate, in maniera abnorme le spese sul personale con un limite del 40% rispetto ad una spesa documentata di oltre il 60%. Nel rilievo 2012 c’erano le indicazioni su come attuare una spesa virtuosa, tenendo conto delle entrate con le relative spese. C'è stato anche il sollecito del collegio dei revisori di attenersi alle spese obbligatorie, che invitava l’amministrazione a puntare su quelle, eliminando del tutto quelle non obbligatorie. Non sono state attuate però e quindi disattese con atti contrari alle indicazioni, ad esempio, nominando due capi settore e aumentando di fatto la spesa del personale.” 
Sarà compito del consiglio comunale, oltre che del Sindaco e dell’organo di revisione del Comune, provvedere all’adozione di misure correttive, come ordinato dalla Corte dei Conti. E visti i precedenti, non sarà impresa facile. 

Dal GdS del 7 luglio 2015

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