giovedì 9 luglio 2015

Corleone, legalità, lotta alla mafia e trasparenza: tra il dire e il fare... ci sta il mare

È facile parlare di legalità, lotta alla mafia e trasparenza. Molto meno facile praticarle concretamente e in maniera coerente. Nell'arte di declamare legalità (solo declamare) l'amministrazione Savona non ha rivali. Parla parla parla... E basta! Non a caso, nella seduta consiliare di martedì sera, nella votazione di due mozioni importantissime per dimostrare che il comune di Corleone sta “senza se e senza ma” dalla parte della legalità e della trasparenza amministrativa, i consiglieri di maggioranza si sono astenuti e le due mozioni sono state bocciate. La prima riguardava la proposta dei consiglieri del PD di revocare il servizio riscossione tributi ad una ditta esterna "mediata" dall'ASMEL, che il presidente dell’anticorruzione Raffaele Cantone aveva dichiarato non abilitata ad esercitare questo ruolo. L'approvazione della mozione sembrava ovvia, se si sta dalla parte della legalità e contro la corruzione. I consiglieri di maggioranza invece si sono astenuti, nella consapevolezza che così la mozione sarebbe stata bocciata.

I consiglieri di maggioranza usavano la tessa tattica per la successiva mozione, con cui i consiglieri PD proponevano di revocare in autotutela la determina dirigenziale di assunzione (illegittima) di un'assistente igienico personale per un alunno portare di handicap della scuola media. Infatti, l'avviso non era stato pubblicato all'albo pretorio del comune, come falsamente attestato in determina, e il comune non aveva nessuna necessità di assumere personale esterno con questa qualifica, perché in pianta organica ne ha almeno 10, come dichiarato dal presidente del consiglio comunale Gambino. Pure in questo caso l’approvazione della mozione poteva sembrare scontata. Anche perché non solo la procedura usata presentava gravi irregolarità, ma l’assistente assunta era figlia di Rosario Lo Bue, indicato dalla polizia e dalla magistratura come esponente di punta del mandamento mafioso di Corleone, con alle spalle una condanna per associazione mafiosa. Paradossalmente, però, nella Corleone “capitale mondiale della legalità”, appena si passava ai voti, i consiglieri di maggioranza si astenevano anche stavolta, determinando la bocciatura della mozione.

Gli atti relative ad entrambe le mozioni, ha comunicato il presidente Gambino, saranno inviate alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti. (dp)   

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