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mercoledì 15 luglio 2015

Basta col dio denaro! Leggiamo la Carta di Santa Cruz!

RANIERO LA VALLE
Altro che il diktat europeo alla Grecia! Leggiamo la Carta di Santa Cruz, il documento finale dell'incontro mondiale dei movimenti sociali con Papa Francesco in Bolivia (Santa Cruz de la Sierra, 7/8/9 luglio 2015)
Dopo tre giorni di discussioni, l'incontro Mondiale del Movimenti Popolari ha elaborato il suo documento finale. Hanno partecipato all'evento circa 1500 persone di organizzazioni di 40 paesi. Gli assi dei dibattiti avvenuti tra 7 e 9 luglio sono stati: Terra, Casa e Lavoro. Sintesi di papa Francesco dei diritti fondamentali per i quali i movimenti sociali devono lottare. Francesco ha partecipato all'incontro giovedi 9 luglio. Nel suo discorso ai partecipanti ha chiesto perseveranza nell'impegno di lotta per cambiamenti strutturali e ha affermato che sono urgenti trasformazioni profonde. E' stata la seconda volta che il Papa ha incontrato i movimenti popolari (la prima è stata nell'ottobre 2014, in Vaticano). Le risoluzioni finali dell'Incontro, definite Carta di Santa Cruz, sostengono nella stessa linea di Francesco il superamento di un "modello sociale, politico, economico e culturale in cui mercato e denaro si sono convertiti nei regolatori delle relazioni umane a tutti i livelli". Oltre a questo, la Carta affronta la preoccupazione per il degrado ambientale.
VERSIONI IN ITALIANO, SPAGNOLO E INGLESE

Carta de Santa Cruz
Le organizzazioni sociali riunite nel Secondo Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari, a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, nei giorni 7-8-9 luglio 2015, concordano con il Papa Francesco sul fatto che le problematiche sociale e ambientale emergono come due facce della medesima moneta. Un sistema incapace di garantire terra, casa e lavoro per tutti, che mina la pace tra le persone e mette a rischio la stessa sopravvivenza della Madre Terra, non può continuare a gestire il destino del pianeta.
Dobbiamo superare un modello sociale, politico, economico e culturale in cui il mercato e il denaro si sono convertiti nei regolatori delle relazioni umane a tutti i livelli. Il nostro grido, il grido dei più esclusi e marginalizzati, obbliga i potenti a comprendere che non si può continuare così. I poveri del mondo si sono sollevati contro l'esclusione sociale che soffrono quotidianamente. Non vogliamo sfruttare, né essere sfruttati. Non vogliamo escludere né essere esclusi. Vogliamo costruire un modo di vita nel quale la dignità innalzi sopra tutte le cose.
Per questo ci impegniamo a:
1. Stimolare e approfondire il processo del cambiamento. 
Riaffermiamo il nostro impegno nei processi di trasformazione e liberazione come risultato dell'azione dei popoli organizzati che, a partire dalle loro memorie collettive prendono la storia nelle loro mani e decidono di trasformarla per dar vita alle speranze e alle utopie che ci chiamano a rivoluzionare le strutture più profonde di oppressione, dominazione, colonizzazione e sfruttamento.
2 Vivere bene, in armonia con la Madre Terra
Continueremo a lottare per difendere e proteggere la Madre Terra, promuovendo l' "ecologia integrale" di cui parla il papa. Siamo fedeli alla filosofia ancestrale del "Ben vivere", nuovo ordine di vita che propone armonia e equilibrio nelle relazioni tra gli esseri umani e tra questi e la natura.
La terra ci appartiene e noi apparteniamo alla terra. Dobbiamo occuparcene e lavorarla a beneficio di tutti. Vogliamo leggi ambientali in tutti i paesi, in funzione della cura de beni comuni.
Esigiamo la riparazione storica e una demarcazione giuridica che garantisca i diritti dei popoli indigeni a livello nazionale e internazionale promuovendo un dialogo sincero per superare i diversi e molteplici conflitti che attraversano i popoli indigeni, nativi, contadini e afrodiscendenti.
3. Sostenere un lavoro dignitoso
Noi ci impegniamo a lottare a difesa del lavoro come diritto umano. Per la creazione di fonti di lavoro dignitoso, per la progettazione e realizzazione di politiche che restituiscano a tutti i diritti del lavoro eliminati dal capitalismo neoliberista, come il sistema di sicurezza sociale, le pensioni e il diritto di sindacalizzazione.
Respingiamo la precarizzazione, la terziarizzazione e vogliamo che si superi il lavoro informale con l'inclusione, e che non siano mai utilizzati persecuzione e repressione.
Sosteniamo anche la causa dei migranti, delle persone costrette a spostarsi, dei rifugiati. Chiediamo con forza ai governi dei paesi ricchi che deroghino da tutte le norme che prevedono trattamenti discriminatori contro di loro e che vengano stabilite forme di regolarizzazione che eliminino il lavoro schiavo, il traffico di esseri umani e lo sfruttamento del bambini.
Spingeremo verso forme alternative di economia, tanto in aree urbane che in zone rurali. Vogliamo un'economia popolare e sociale comunitaria che protegga la vita delle comunità e che la solidarietà prevalga sul profitto. Per questo è necessario che i governi sostengano gli sforzi che provengono dalle basi sociali.
4. Migliorare i nostri quartieri e costruire abitazioni dignitose
Denunciamo la speculazione e la mercantilizzazione dei terreni e dei beni urbani. Respingiamo gli sgomberi forzati, l'esodo e la crescita degli agglomerati marginalizzati. Respingiamo qualsiasi tipo di persecuzione giudiziaria contro chi lotta per una casa per la sua famiglia, perché riteniamo che l'abitazione sia un diritto umano fondamentale che deve avere carattere universale.
Esigiamo politiche pubbliche partecipative che garantiscano il diritto alla casa, all'integrazione urbana dei quartieri marginalizzati e l'accesso integrale all'habitat per edificare case con sicurezza e dignità.
5. Difendere la Terra e la sovranità alimentare
Vogliamo la riforma agraria integrale per distribuire la terra in modo giusto e equo. Richiamiamo l'attenzione dei popoli verso la nascita di nuove forme di accumulazione e speculazione su terra e territorio, trattati come merci, legati all'agrobusiness che promuove la monocultura distruggendo la biodiversità, consumando e contaminando l'acqua, facendo spostare popolazioni contadine e utilizzando veleni agricoli che contaminano gli alimenti.
Riaffermiamo la nostra lotta per l'eliminazione definitiva della fame, per la difesa della sovranità alimentare e per la produzione di alimenti sani. Rifiutiamo con forza la proprietà privata dei semi da parte dei grandi gruppi industriali, così come l'introduzione di prodotti transgenici, che sostituisco quelli nativi, poiché distruggono la riproduzione della vita e della biodiversità, creano dipendenza alimentare e causano effetti irreversibili sulla salute degli essere umani e sull'ambiente. In questo senso riaffermiamo la difesa delle conoscenze tradizionali dei popoli indigeni in relazione all'agricoltura sostenibile.
6. Costruire la pace e la cultura dell'incontro.
Ci impegniamo, a partire dalla vocazione pacifica dei nostri popoli, a intensificare le azioni collettive che garantiscano la pace tra tutte le persone, i popoli, le religioni, le etnie e le culture.
Riaffermiamo la pluralità delle nostre identità culturali e tradizionali che devono convivere armoniosamente senza che alcune si sovrappongano sulle altre. Noi ci leviamo contro la discriminazione della nostra lotta, perché stanno criminalizzando i nostri costumi.
Condanniamo qualsiasi tipo di aggressione militare e ci mobilitiamo perché cessino immediatamente tutte le guerre e le azioni destabilizzatrici o i colpi di Stato che attentano alla democrazia e alla volontà dei popoli liberi. Rifiutiamo l'imperialismo e le nuove forme di colonialismo, militari, finanziarie o mediatiche. Ci pronunciamo contro l'impunità dei potenti e a favore della libertà dei lottatori sociali.
7. Combattere la discriminazione
Noi ci impegniamo a lottare contro qualsiasi forma di discriminazione tra esseri umani, sia per differenze etniche, colore della pelle, genere, origine, età, religione o orientamento sessuale. Tutte e tutti, donne e uomini dobbiamo avere gli stessi diritti. Condanniamo il maschilismo, qualsiasi forma di violenza contro la donna, in particolare il femminicidio e gridiamo: Non una di meno!
8. Promuovere la libertà di espressione 
Promuoviamo lo sviluppo dei mezzi di comunicazione alternativi, popolari e comunitari, di fronte all'avanzare dei monopoli mediatici che nascondono la verità. L'accesso all'informazione e alla libertà di espressione sono diritti dei popoli e fondamento di qualsiasi società che si pretenda democratica, libera e sovrana.
La protesta è una forma legittima di espressione popolare. E' un diritto e quelli che lo esercitano non devono essere perseguitati.
9. Mettere scienza e tecnologia e servizio dei popoli
Ci impegniamo a lottare perché scienza e conoscenze siano utilizzate a servizio del benessere dei popoli. La scienza e la conoscenza sono conquiste di tutta l'umanità e non possono essere a servizio del profitto, dello sfruttamento, della manipolazione o dell'accumulazione di ricchezze da parte di alcuni gruppi. Vogliamo che le università si riempiano di gente e le conoscenze siano orientate a risolvere i problemi strutturali più che a generare ricchezze per le grandi corporation. Vogliamo denunciare e controllare le multinazionali farmaceutiche che, da un lato lucrano espropriando conoscenze millenarie dei popoli nativi e dall'altro speculano e generano profitti sulla salute di milioni di persone, mettendo gli affari prima della vita.
10. Respingiamo il consumismo e sosteniamo la solidarietà come progetto di vita. Sosteniamo la solidarietà come progetto di vita personale e collettiva. Ci impegniamo a lottare contro l'individualismo, l'ambizione, l'invidia e l'avidità che si annidano nella nostra società e spesso in noi stessi. Lavoreremo instancabilmente per sradicare il consumismo e la cultura dello spreco. Continueremo a lavorare per costruire ponti tra i popoli che ci permettano di abbattere i muri dell'esclusione e dello sfruttamento.

Carta de Santa Cruz

Las organizaciones sociales reunidas en el Segundo Encuentro Mundial de Movimientos Populares, en Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, durante los días 7, 8 y 9 de julio de 2015, coincidimos con el Papa Francisco en que la problemática social y ambiental emergen como dos caras de la misma moneda. Un sistema que no puede brindar tierra, techo y trabajo para todos, que socava la paz entre las personas y amenaza la propia subsistencia de la Madre Tierra, no puede seguir rigiendo el destino del planeta.
Debemos superar un modelo social, político, económico y cultural donde el mercado y el dinero se han convertido en el eje regulador de las relaciones humanas en todos los niveles.
Nuestro grito, el de los más postergados y marginados, obliga a que los poderosos comprendan que así, no se puede seguir. Los pobres del mundo se han levantado contra la exclusión social que sufren día a día. No queremos explotar ni ser explotados. No queremos excluir ni ser excluidos. Queremos construir un modo de vida en el que la dignidad se alce por encima de todas las cosas.
Por eso, nos comprometemos a:
  1.     Impulsar y profundizar el proceso de cambio
Reafirmamos nuestro compromiso con los procesos de cambio y liberación como resultado de la acción de los pueblos organizados, que desde su memoria colectiva toman la historia en sus manos y se deciden a transformarla, para dar vida a las esperanzas y las utopías que nos convocan a revolucionar las estructuras más profundas de opresión, dominación, colonización y explotación.
  1.     Vivir bien en armonía con la Madre Tierra
Seguiremos luchando para defender y proteger a la Madre Tierra, promoviendo la “ecología integral” de la que habla el Papa Francisco. Somos fieles a la filosofía ancestral del “Vivir Bien”, nuevo orden de vida que propone armonía y equilibrio en las relaciones entre los seres humanos y entre éstos y la naturaleza.
La tierra no nos pertenece, nosotros pertenecemos a la tierra. Debemos cuidarla y labrarla en beneficio de todos. Queremos leyes medioambientales en todos los países en función del cuidado de los bienes comunes.
Exigimos la reparación histórica y un marco jurídico que resguarde los derechos de los pueblos indígenas a nivel nacional e internacional, promoviendo un diálogo sincero a fin de superar los diversos y múltiples conflictos que atraviesan los pueblos indígenas, originarios, campesinos y afrodescendientes.
  1. Defender el trabajo digno
Nos comprometemos a luchar por la defensa del trabajo como derecho humano. Por la creación de fuentes de trabajo digno, por el diseño e implementación de políticas que restituyan todos los derechos laborales eliminados por el capitalismo neoliberal, tales como los sistemas de seguridad social, de jubilación y el derecho a la sindicalización.
Rechazamos la precarización, la tercerización y buscamos que se supere la informalidad a través de la inclusión, nunca con persecución ni represión.
Asimismo, levantamos la causa de los migrantes, desplazados y refugiados. Instamos a los gobiernos de los países ricos a que deroguen todas aquellas normas que promueven un trato discriminatorio contra ellos y establezcan formas de regulación que eliminen el trabajo esclavo, la trata, el tráfico de personas y la explotación infantil.
Impulsaremos formas alternativas de economía, tanto en áreas urbanas como en zonas rurales. Queremos una economía popular y social comunitaria que resguarde la vida de las comunidades y en la que prevalezca la solidaridad por sobre el lucro. Para esto es necesario que los gobiernos fortalezcan los esfuerzos que emergen de las bases sociales.
  1. Mejorar nuestros barrios y construir viviendas dignas
Denunciamos la especulación y mercantilización de los terrenos y los bienes urbanos. Rechazamos los desalojos forzosos, el éxodo rural y el crecimiento de los barrios marginados. Rechazamos cualquier tipo de persecución judicial contra quienes luchan por una casa para su familia, porque entendemos a la vivienda como un derecho humano básico, el cual debe ser de carácter universal.
Exigimos políticas públicas participativas que garanticen el derecho a la vivienda, la integración urbana de los barrios marginados y el acceso integral al hábitat para edificar hogares con seguridad y dignidad.
  1. Defender la Tierra y la soberanía alimentaria
Promovemos la reforma agraria integral para distribuir la tierra de manera justa y equitativa. Llamamos la atención de los pueblos sobre el surgimiento de nuevas formas de acumulación y especulación de la tierra y el territorio como mercancía, vinculadas al agro-negocio, que promueve el monocultivo destruyendo la biodiversidad, consumiendo y contaminando el agua, desplazando poblaciones campesinas y utilizando agro-tóxicos que contaminan los alimentos.
Reafirmamos nuestra lucha por la eliminación definitiva del hambre, la defensa de la soberanía alimentaria y la producción de alimentos sanos. Asimismo rechazamos enfáticamente la propiedad privada de semillas por grandes grupos agroindustriales, así como la introducción de productos transgénicos en sustitución de los nativos, debido a que destruyen la reproducción de la vida y la biodiversidad, crean dependencia alimentaria y causan efectos irreversibles sobre la salud humana y el medio ambiente. De igual manera, reafirmamos la defensa de los conocimientos tradicionales de los pueblos indígenas sobre la agricultura sustentable.
  1.     Construir la paz y la cultura del encuentro
Nos comprometemos, desde la vocación pacífica de nuestros pueblos a intensificar las acciones colectivas que garanticen la paz entre todas las personas, pueblos, religiones, etnias y culturas.
Reafirmamos la pluralidad de nuestras identidades culturales y tradiciones que deben convivir armónicamente sin que unas sometan a otras. Nos levantamos en contra de la criminalización de nuestra lucha, pues están criminalizando nuestras costumbres.
Condenamos cualquier tipo de agresión militar y nos movilizamos por el cese inmediato de todas las guerras y de las acciones desestabilizadoras o golpes de Estado, que atentan contra la democracia y la elección de los pueblos libres. Rechazamos el imperialismo y las nuevas formas de colonialismo, sean militares, financieras o mediáticas. Nos pronunciamos contra la impunidad de los poderosos y a favor de la libertad de los luchadores sociales.
  1.     Combatir la discriminación
Nos comprometemos a luchar contra cualquier forma de discriminación entre los seres humanos, sea por diferencias étnicas, color de la piel, género, origen, edad, religión u orientación sexual. Todos nosotros, mujeres y hombres, debemos tener los mismos derechos. Condenamos el machismo, cualquier forma de violencia contra la mujer, en particular los femicidios, y gritamos ¡Ni una menos!.
  1.     Promover la libertad de expresión
Promovemos el desarrollo de medios de comunicación alternativos, populares y comunitarios, frente al avance de los monopolios mediáticos que ocultan la verdad. El acceso a la información y la libertad de expresión son derechos de los pueblos y fundamento de cualquier sociedad que se pretenda democrática, libre y soberana.
La protesta es también una legítima forma de expresión popular. Es un derecho y quienes lo ejercemos no debemos ser perseguidos por ello.
  1.     Poner la ciencia y tecnología al servicio de los pueblos
Nos comprometemos a luchar para que la ciencia y el conocimiento sean utilizados al servicio del bienestar de los pueblos. Ciencia y conocimiento son conquistas de toda la humanidad y no pueden estar al servicio de la ganancia, explotación, manipulación o acumulación de riquezas por parte de algunos grupos. Persuadimos a que las universidades se llenen de pueblo y sus conocimientos estén orientados a resolver los problemas estructurales más que a generar riquezas para las grandes corporaciones. A denunciar y controlar a las multinacionales farmacéuticas que por un lado, lucran con la expropiación de conocimientos milenarios de los pueblos originarios y, por el otro, especulan y generan ganancias con la salud de millones de personas, poniendo el negocio por delante de la vida.
  1.  Rechazamos el consumismo y defendemos la solidaridad como proyecto de vida
Defendemos la solidaridad como proyecto de vida personal y colectivo. Nos comprometemos a luchar contrael individualismo, la ambición, la envidia y la codicia que anidan en nuestras sociedades y muchas veces en nosotros mismos. Trabajaremos incansablemente para erradicar el consumismo y la cultura del descarte.
Seguiremos trabajando para construir puentes entre los pueblos, que nos permitan derribar los muros de la exclusión y la explotación!



Letter from Santa Cruz 
Santa Cruz de la Sierra, july 9 2015

Social organizations gathered at the Second World Meeting of People's Movements, in Santa Cruzde la Sierra, Bolivia, on days 7, 8 and July 9, 2015, we agreed with the Pope Francisco in whichsocial and environmental issues emerge as two sides of the same coin. A system that can notprovide land, housing and work for all, that undermines peace between people and threatens thevery survival of Mother Earth, can not continue to control the destiny of the planet.We must overcome social, political, economic and cultural model where the money market andhave become the regulator axis of human relations at all levels.Our shout, the one of the most neglected and marginalized, forces powerful people to understandthat things can not continue in this way. The world's poor have risen up against social exclusiondaily suffered. We do not want to exploit or be exploited. We do not want to exclude or beexcluded. We want to build a way of life in which the dignity to rise above all things. 

Therefore, we will: 
1. Promote and deepen the process of changeWe reaffirm our commitment to the processes of change and liberation as a result of the action oforganized peoples, from their collective memory take history into their hands and decided totransform it, to give life to the hopes and utopias that call us revolutionize the deeper structures ofoppression, domination, colonization and exploitation. 

2. Live well in harmony with Mother EarthWe will continue fighting to defend and protect Mother Earth, promoting "integral ecology" ofwhich the Pope speaks Francisco. We are faithful to the ancient philosophy of "Living Well" neworder of life that proposes harmony and balance in the relationship between humans and betweenhumans and nature. The earth does not belong to us, we belong to the land. We must take care anddress it for the benefit of all. We want environmental laws in all countries in terms of caring for thecommon good. We demand the historical reparation and a legal framework that protects the rightsof indigenous peoples at the national and international level, promoting sincere dialogue toovercome the diverse and multiple conflicts that cross the indigenous, native, peasant and Afrodescendants. 

3. Defende decent workWe commit ourselves to fight for the defense of labor as a human right. By creating decent jobs forthe design and implementation of policies to reinstate all workers' rights eliminated by theneoliberal capitalism such as social security systems, retirement and the right to unionize.We reject the precarity and outsourcing work and seek to overcome informality work throughinclusion, without persecution or repression. We also support the cause of migrants, displacedpersons and refugees. We urge the governments of rich countries to repeal all of the rules thatpromote discrimination against them and establish forms of regulation to eliminate slave labor,trafficking, human trafficking and child exploitation countries.We will promote alternative forms of economy, both urban and rural areas. We want a popularcommunity and social economy that protects the lives of communities and solidarity prevail overprofit. This requires that governments strengthen efforts to emerge from the grassroots. 

4. Improve our neighborhoods and build decent housingWe denounce speculation and commercialization of land and urban property. We reject forcedevictions, the rural exodus and the growth of slums. We reject any kind of prosecution against thosewho fight for a house for his family, because we understand housing as a basic human right, whichmust be universal. We demand participatory public policies that guarantee the right to housing, theintegration of urban slums and comprehensive access to housing to build homes in safety anddignity. 

5. Defend the Earth and food sovereigntyWe promote comprehensive agrarian reform to distribute land fairly and equitably. We call theattention of the people on the emergence of new forms of accumulation and land speculation andland as a commodity, linked to agribusiness, which promotes monoculture destroying biodiversity,consuming and polluting the water, displacing rural populations and using agro-toxics thatcontaminate food. We reaffirm our struggle for the definitive elimination of hunger, the defense offood sovereignty and production of healthy food. Also emphatically we reject private ownership ofseeds by large agribusiness groups and the introduction of GM products in place of the natives,because they destroy the reproduction of life and biodiversity, create food dependency and causeirreversible effects on human health and the environment. Likewise, we reaffirm the defense oftraditional knowledge of indigenous peoples on sustainable agriculture. 

6. Build peace and the culture of the meetingWe promise from the peaceful vocation of our peoples to strengthen collective action to ensurepeace among all people, nations, religions, ethnicities and cultures. We reaffirm the plurality of ourcultural identities and traditions that must live harmoniously without undergoing some others. Westand up against the criminalization of our struggle, because they are criminalizing our customs.We condemn any military aggression and we mobilize for an immediate end to all wars anddestabilizing actions or coups, which undermine democracy and the choice of free peoples. Wereject imperialism and the new forms of colonialism, whether military, financial or media. We standup against impunity for the powerful and for the freedom of social activists. 

7. Fighting discriminationWe commit to fight all forms of discrimination between human beings, whether by ethnicity, skincolor, gender, national origin, age, religion or sexual orientation. All of us, women and men shouldhave the same rights. We condemn any form of violence against women, including femicide, andwe shout: no one less! 

8. Promoting freedom of expressionWe promote the development of alternative media, means popular and community communication,facing of the media monopolies that hide the truth. Access to information and freedom ofexpression are rights of peoples and fundamental pillar of any society that we can call democratic,free and sovereign. The protest is a legitimate form of popular expression. It is a right and thosewho exercise should not be persecuted for it. 

9. Putting science and technology in the service of the peopleWe are committed to fight for science and knowledge are used to serve the welfare of the people.Science and knowledge are conquests of mankind and can not be at the service of profit,exploitation, manipulation and accumulation of wealth by some groups. Persuade universities arefilled with people and their knowledge are aimed at solving the structural problems rather thangenerating wealth for large corporations. A reporting and control multinational pharmaceuticalcompanies on the one hand, profit from expropriation of ancestral knowledge of indigenous peoplesand on the other, speculate and generate income to the health of millions of people, putting businessahead of life. 

10. We reject consumerism and defend solidarity as a life projectWe defend solidarity as project of personal and collective life. We pledge to fight againstindividualism, greed, envy and greed that nest in our societies and often in ourselves. We will worktirelessly to eradicate the culture of consumerism and culture of discard.We will continue working to build bridges between peoples, that allow us to break down thewalls of exclusion and exploitation!


Pubblicata da: http://societacivileverona.blogspot.it

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