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mercoledì 17 giugno 2015

Palermo. L'ex assessore Cerra a pranzo con il capomafia. Indagato per voto di scambio

di SALVO PALAZZOLO
 Esclusiva Repubblica.it. Salvatore Cerra, ex assessore al Patrimonio della Provincia di Palermo fotografato dai carabinieri del reparto operativo mentre conversa amabilmente a tavola con il boss di corso Calatafimi Giovan Battista Barone e con alcuni suoi amici. Era il 28 febbraio 2012, Cerra era in corsa per Palazzo delle Aquile.

Ancora un politico in cerca di voti mafiosi. Senza troppi giri di parole. Senza mediazioni. Durante la campagna elettorale per le Comunali del 2012 l'allora assessore provinciale al Patrimonio Salvatore Cerra non si fece scrupoli di cercare il boss più influente di corso Calatafimi, Giovan Battista Barone, tornato in libertà dopo aver scontato una condanna per mafia. Evidentemente, l'esponente di "Cantiere popolare" non sospettava che il padrino fosse intercettato. E invece lo era.
Così, il 28 febbraio 2012, all'ora convenuta per un pranzo riservato alla "Casetta della nonna" di via Ingegneros, c'erano anche gli investigatori dell'Arma, naturalmente a distanza. Ma il ristorante era imbottito di microspie e telecamere. E la richiesta di sostegno elettorale fatta dal politico al mafioso venne registrata. Oggi, Cerra è indagato per voto di scambio dal pool di magistrati che indaga sul clan di Pagliarelli. Barone è tornato in carcere nei giorni scorsi, nel blitz dei 38. La posizione dell'ex assessore (poi non eletto a Palazzo delle Aquile) è ancora al vaglio del procuratore capo Franco Lo Voi, del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e del sostituto Caterina Malagoli. Sono pesanti le parole pronunciate da Cerra a tavola: "Mi volevo presentare... perchè mi sembra che è obbligo".

LE INTERCETTAZIONI
Era Cerra a rivolgersi ossequioso all'uomo più influente della sua zona, quella di corso Calatafimi. E Barone, uscito dal carcere dopo una condanna per associazione mafiosa, sembrava gradire tante attenzioni. "Io avevo promesso che non mi sarei seduto
 più a tavola con nessuno", ripeteva il boss. Ma, evidentemente, Cerra aveva avuto una buona presentazione. E, soprattutto, faceva offerte interessanti in campagna elettorale. Così diceva l'assessore di Palazzo Comitini: "Io a giugno, ho avuto la fortuna di prendere un incarico come direttore generale del 118... E con l'aiuto dei vecchi amici mi sono candidato al consiglio provinciale".
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