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domenica 24 maggio 2015

Pellicane: "Non sono d'accordo con l'inchiesta di Repubblica..."



Il quartiere "Brancaccio"
Toni Pellicane
io non lo trovo veritiero quest'articolo, posso dire che a Brancaccio non tutti la pensano come i soggetti intervistati, ma anche allo Sperone piuttosto che a Roccella. L'articolo non mi piace. È uno di quegli articoli per cui i turisti, ad esempio, si convincono che i palermitani sono tutti mafiosi. A Brancaccio, come in tutte le zone di Palermo, esiste brava gente da sempre, esiste gente che lavora onestamente ed esiste gente che ha capito che il teatrino dell'antimafia che si mette in piedi in giornate come quelle del 23 maggio, serve ad una serie di personaggi che usano l'antimafia per arricchirsi e farsi i fatti propri.

Etichettare un quartiere vasto come quello di Brancaccio come un quartiere che sostiene la mafia è una gran fesseria ed è anche offensivo. No, quest'articolo non risponde a verità.
Che la mafia e la cultura della mafiosità è ancora ben radicata è assolutamente vero, non trovo giusto però generalizzare, sappiamo tutti, perché purtroppo è storia, che c'è una connessione tra politica e mafia, possiamo per questo dire che tutti i politici sono mafiosi ?
Trovo ingiusto estremizzare riportando una frase nell'articolo, "quando c'era la mafia si lavorava", è vero, c'è una fascia di popolazione di cultura medio bassa che la pensa ancora così, ma a volte la si pensa così perché queste persone sono abbandonate dalle istituzioni, anzi, spesso le istituzioni hanno un atteggiamento vessatorio e repressivo verso chi vive una condizione di estremo disagio socio-economico e culturale. In merito alle mega vetrine commemorative, se si volesse fare un buon servizio nel non dimenticare e nel mandare un messaggio diverso, carico di speranza e di un reale possibile cambiamento, perché non portare sui vari palchi i ragazzi delle periferie ?
Vi posso assicurare che ce ne sarebbero tanti disposti a testimoniare il loro rifiuto verso la mafia, ma loro non hanno diritto di parola, perché per molti professionisti dell'antimafia se sei di Brancaccio o dello Sperone o dello Zen sei un mafioso.

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