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martedì 5 maggio 2015

Cinisi, scontro sul partigiano Badalamenti fratello del boss: la via cambia nome

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La strada dedicata al fratello di don Tano sarà intitolata a Giovanni Paolo II. E su Internet scoppia la polemica
di SALVO PALAZZOLO
Dal 1950 è via Salvatore Badalamenti, una delle strade principali di Cinisi: "Una strada intitolata a un partigiano, che però era anche fratello del capomafia Tano Badalamenti  -  sbotta il sindaco Giangiacomo Palazzolo  -  Ho avviato un'indagine per verificare se per davvero fu ucciso dai nazifascisti a Cuneo, ma intanto quella strada dovrà cambiare nome". Il primo cittadino ha preso la sua decisione, e il paese si è spaccato. Da giorni, non si parla d'altro a Cinisi. Sono davvero tanti gli affezionati a via Salvatore Badalamenti. E sul web impazzano i commenti più diversi: un botta e risposta, attraverso Facebook c'è stato anche fra Luisa Impastato, la nipote di Peppino, il militante antimafia ucciso su ordine di Tano Badalamenti, e il nipote del boss Procopio Di Maggio. Intanto, i residenti della strada finita sotto accusa avviano una petizione.


Sabato mattina, il sindaco Palazzolo ha passeggiato a lungo in via Salvatore Badalamenti. Racconta: "Alcuni residenti, soprattutto i più anziani, hanno timore di doversi sobbarcare diverse spese per cambiare i documenti, per comunicare alla posta o alla banca il nuovo indirizzo. Ho rassicurato tutti", dice il primo cittadino. "Non spenderanno un euro, e il Comune si farà carico di tutti gli adempimenti necessari ". Ma la polemica non accenna a placarsi. E Palazzolo non è disposto a tornare indietro: "Non ce la faccio più a vedere quella targa nella mia città  -  taglia corto  -  Lo detesto quel cognome. E ho il fondato sospetto che nel dopoguerra, l'intitolazione della strada fu il frutto di complicità fra gli amministratori dell'epoca e la mafia. Insomma, un gentile cadeau al boss Ba- dalamenti. E un altro partigiano di Cinisi, invece, non ha mai avuto alcun riconoscimento".

Giovanni Impastato, il fratello di Peppino, tiene a "ringraziare " il sindaco Palazzolo per la sua decisione: "Ha fatto una scelta coraggiosa, ecco perché va sostenuto in questo momento così particolare. Ha tutta la mia solidarietà ". Ma un pizzico di amarezza resta a Giovanni Impastato: "Mi piacerebbe che quella strada venisse intitolata a mia madre Felicia, così come chiede il Pd. Invece il sindaco pensa a un altro nome, papa Giovanni Paolo II. Per carità, una bella scelta. Ma è singolare che Felicia Bartolotta abbia ricevuto la cittadinanza di Anzola dell'Emilia, come esempio di resistenza, e Cinisi non le abbia ancora tributato alcun riconoscimento ufficiale ". Polemiche su polemiche. Il sindaco cerca di smorzare i toni. "Tutti si possono riconoscere nella figura di un papa santo  -  dice  -  è anche il papa dell'anatema contro le cosche, nella Valle dei Templi".

Per evitare altre polemiche, il sindaco aggiunge: "La proposta di cambiare nome a via Salvatore Badalamenti la sottoporrò alla prefettura, come prevede la legge". Intanto, il Comune sta cercando di verificare con più certezza le cause della morte del fratello di Badalamenti. "Documenti ufficiali ce ne sono pochi  -  spiega Giovanni Impastato  -  e quelli che ci sono potrebbero essere stati costruiti ad arte, all'epoca non era poi così difficile. E per don Tano era motivo di vanto: una volta, lo disse anche al processo per l'omicidio di Peppino. "Dovreste essere grati alla mia famiglia, anche i Badalamenti hanno versato il loro sangue per i valori della libertà e della Resistenza". Disse proprio così".

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