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giovedì 28 maggio 2015

A PALERMO MANIFESTANO IN PIAZZA I 1.200 DIPENDENTI DELLA EX PROVINCIA

Un momento della protesta
Una delegazione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp e Csa, insieme al coordinamento delle Rsu della ex Provincia regionale di Palermo è stata ricevuta poco fa dal Prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo.  Al prefetto le sigle sindacali hanno consegnato il documento e il volantino sulle gravissime conseguenze che subiranno le comunità locali a seguito della soppressione degli Enti. Il prefetto Cannizzo ha assicurato che attiverà le procedure opportune, trasmettendo alla presidenza del Consiglio dei Ministri i documenti sindacali. Da stamattina 1200 dipendenti della Provincia di Palermo, insieme a Fp Cgil, Cisl Fp,  Uil Fp e ai  coordinatori  delle Rsu della Provincia stanno manifestando davanti alla sede della Prefettura di Palermo. 
“No all’eutanasia della Provincia”. “No al dissesto per legge”, dicono i 1200 dipendenti della Provincia di Palermo
(più i 150 delle società partecipate), che questa mattina, in occasione della  manifestazione indetta a livello regionale presso tutte le sedi delle Prefetture,  hanno manifestato con un sit-in davanti alla sede della Prefettura di  via Cavour, assieme   alle segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Csa  e al coordinamento delle Rsu della Provincia regionale di Palermo.
    La seconda iniziativa dopo il presidio degli Enti locali di giovedì scorso, organizzato dai coordinamenti di tutte le Rsu siciliane. “Intendiamo richiamare i cittadini sulle gravi conseguenze già evidenti e su quelle che a breve e a lunga scadenza subiranno le comunità locali a seguito della soppressione degli Enti. Dopo l’affossamento all’Ars della legge di riforma delle Province, con l’abrogazione dell’articolo 1, la nostra preoccupazione  principale sono i finanziamenti che stanno venendo a mancare  – hanno protestato questa mattina i dipendenti aderenti a tutte le sigle sindacali -  I prelievi forzosi imposti dalla Legge di stabilità 2015, che sottrarrà alle Province  un miliardo solo per quest’anno e una cifra  doppia nei prossimi due anni, e l’inerzia del governo regionale in merito al decollo della riforma, determineranno il probabile dissesto degli enti. Non solo la Provincia non sarà in grado di erogare i suoi servizi e nel caos normativo non saprà più quali servizi svolgere. Ma già adesso edilizia scolastica, strade provinciali, ambiente e servizi per i disabili sono a rischio così come  presto lo saranno i nostri stipendi”.

   Il pericolo, per i dipendenti a tempo determinato e indeterminato  e per il personale  che svolge funzioni delegate alle Province è “di incorrere, se a tempo determinato,  in un mancato rinnovo dei relativi contratti e, se a tempo indeterminato,  nella possibilità di licenziamento.  Una situazione drammatica che la  delegazione composta dai segretari territoriali  Filippo Romeo, per la Fp Cgil,  Salvatore Badami per la Cisl Fp, Salvatore Sampino della Uil Funzione pubblica e Ettore Cassarino per Csa hanno illustrato nel corso di un incontro. Le segreterie territoriali hanno chiesto di operare  un richiamo al governo nazionale e regionale  per l’apertura   di un tavolo tecnico che tenga conto  della situazione delle 9 ex province siciliane. Al Prefetto di Palermo è stato consegnato un documento in cui  si stigmatizza il “prelievo forzoso” dello Stato ai nove ex enti, che per Palermo sarà 31.409.964 per il 2015, 45.988.025 per il 2016 e 60.566.086 per il 2017.    “Questo prelievo, unito all’azzeramento dei trasferimenti già operato, sta determinando una forte penalizzazione dei servizi, che avrà gravi ripercussioni”, hanno denunciato Romeo, Badami, Sampino, e Cassarino.  Difficoltà per le scuole, che rischiano di chiudere per il mancato pagamento della spesa per il funzionamento, inagibilità degli edifici causata dalla mancata manutenzione, impossibilità di promuovere il diritto allo studio. Non si potrà assicurare il monitoraggio e la tutela del territorio soprattutto in materia di inquinamento atmosferico; non si potrà assicurare il servizio di consulenza ai giovani né la promozione e il sostegno alle attività turistiche, agricole artigianali e imprenditoriali.  

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