domenica, maggio 17, 2015

A Corleone, tutto sul carretto siciliano, con un omaggio a Nunzio la Venuta

Nunzio La Venuta
di NONUCCIO ANSELMO Se volete sapere tutto sul carretto siciliano, su come è costruito e su come è decorato, sugli artigiani-artisti che l'hanno consacrato, non potete perdervi la mostra fotografica che si apre venerdì prossimo (il 22 alle ore 17,30) nel chiostro di Sant'Agostino. Le fotografie sono di Mario Cuccia e accanto ci troverete le tavole tecniche del professor Ubaldo Castrovinci. Ho già avuto modo di dire e di scrivere - e mi ripeto - che se ci fosse una scuola del carretto siciliano - e peccato che ancora nessuno ci abbia ancora pensato - il libro a due mani "L'architettura del carretto siciliano" di Cuccia e Castrovinci sarebbe il libro di testo fondamentale. Per realizzare questo libro, Mario Cuccia si è intrufolato per mesi in tutte le botteghe artigiane dove nascevano i vari pezzi di carretto - soprattutto a Bagheria, caposcuola della Sicilia Occidentale e non sembra sia stato lavoro semplice e rapido. Alla fine, comunque, si erano accumulate migliaia di fotografie. Così, dopo il libro, è venuta la mostra, con lo stesso titolo: "L'architettura del carretto siciliano", che ha già girato diversi comuni della Sicilia.  
Finalmente approda a Corleone, paese di origine di Cuccia, e ci resterà fino alla fine del mese. Chi è curioso delle tecniche di costruzione del carretto, ci troverà tutte le fasi di una lavorazione che ormai sta per essere dimenticata; chi è invece interessato soltanto alla fotografia, troverà delle splendide immagini di artigiani al lavoro, di finimenti multicolori e di pitture sotto le quali il grande Guttuso dichiarò d'essere disponibile a metterci la firma. Una mostra da non perdere.

A Corleone, poi, ci sarà un motivo in più per andarla a vedere. Perché tra le tante botteghe artigiane visitate, Cuccia si era intrufolato anche in quella di Nunzio La Venuta, tra piazza Marina e la Gancia, nel cuore della Palermo storica. Nunzio non costruiva carretti, ma era comunque un "uomo che sussurrava ai cavalli". Ne costruiva di tutti i tipi, da quelli più grandicelli, a dondolo, per i bambini, come quelli di un tempo, che adesso erano però diventati pezzi d'arte che sarebbe stato un peccato dare in mano a un bambino, fino ai soprammobili, per arrivare ai cavallini dei carrettini per i turisti. Questa dei cavalli era la sua cifra particolare, ma nella bottega ad un passo da via Alloro, c'erano tanti altri motivi di richiamo, fino alle pitture su vetro. Nunzio poteva bene essere chiamato l'artigiano del tempo. Cercava di non farlo fuggire per allungarci la vita.  Purtroppo, il tempo, che alla fine vince sempre, si è vendicato e se lo è portato via giovanissimo, appena due mesi fa (il 17 marzo). I medici hanno sentenziato che era stato il cuore a cedere. In realtà - ne sono certo - è stato il tempo che non voleva si soffiasse più la sua polvere. Ma Nunzio, che era un ottimo artista, un'altra rivincita se l'è presa. Tutti i murali di via Bentivegna si sono autodistrutti, tranne uno, il più antico, il suo, che narra l'allegoria di Corleone, da San Leoluca a diavulicchio, dal grano all'uva. Nunzio La Venuta era anche un bravo costruttore di scenografie teatrali. Dava corpo e sostanza ai colpi di matita degli scenografi. Era stato lui a realizzare le scene del musical "La storia di Filippo Latino" andato in scena con grande successo alla villa comunale. Nella mostra di Cuccia, una sezione con diverse immagini lo ricorderà nel paese natio. Un doveroso "ciao" a un caro artigiano-artista. 
Da: blog.libero.it/cuoreeleone  

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