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lunedì 6 aprile 2015

Sicilia. Notte di fuoco a Gela, incendiate 9 auto. Il presidente Crocetta:"ora basta, la città non può tornare indietro"

Palermo, 6 apr. Il presidente Crocetta si dice allarmato per il gravissimo episodio accaduto stanotte a Gela. In tre diversi incendi sono state bruciate 9 autovetture che hanno fatto correre seri rischi agli abitanti di uno stabile e due carabinieri sono rimasti intossicati.  "La città, - dice apertamente il presidente - , non può tornare indietro. A Gela in questi anni è stato fatto un lavoro incredibile che ha mobilitato magistratura, forze dell'ordine,   imprenditori, uniti  per sconfiggere il racket. C'è stato, nel corso degli anni, un calo degli incedi notturni ma l'episodio di stanotte rischia di suscitare allarme nella popolazione e preoccupazione sopratutto per l'avvicinarsi della prossima campagna elettorale per le elezioni del sindaco e del consiglio comunale. Violenza cieca e irrazionale? - continua il presidente - , oppure si annunzia alla grande la ripresa di episodi di violenza? O ancora, si tratta di un tentativo di destabilizzare la campagna elettorale? Qualunque siano le motivazioni, - aggiunge Crocetta - si rimane sbigottiti di fronte alla gravità di episodi del genere, che non possono essere assolutamente tollerati. 

Ho contattato immediatamente le forze dell'ordine, la prefettura, il presidente dell'associazione antiracket, Caponetti e l'amministrazione comunale, per esprimere la mia solidarietà, ma occorre intensificare il presidio sul territorio. A Gela c'è sempre  una base di disagio sociale che potenzialmente può produrre violenza. La storia della città d'altra parte parla chiaro, nei primi anni '80 si cominciò con episodi di ragazzini che incendiavano le auto e dopo un po' si cominciò a sparare, perchè quei ragazzini vennero aggregati da Cosa nostra e Stidda. In città è ancora viva la memoria di quegli anni terribili, poi è iniziato un percorso nuovo, civile, che ha portato alle denunce, agli arresti dei rappresentanti della mafia e degli uomini "che contano". La vigilanza democratica però non può essere annientata. Dobbiamo capire se i fatti di stanotte sono episodi isolati, oppure segnano un'inversione di tendenza rispetto a una mafia che negli ultimi tempi, anche a Gela, ha scelto un profilo affaristico rispetto a quello immediatamente criminale. Sono convinto che magistratura e forze dell'ordine sapranno sconfiggere la violenza, ma occorre un ruolo più forte della società civile che deve continuare a ribellarsi, a denunciare e riferire alle autorità. Chi ha visto parli, è impossibile che avvengano certi episodi e nessuno abbia visto nulla. Si denunci, anche in modo anonimo, ma la città non può tollerare che si torni indietro sul piano della legalità e della sicurezza dei cittadini. Mi recherò a Gela - conclude Crocetta - per fare il punto della situazione con le autorità a con l'associazione antiracket, per cercare di comprendere cosa si agiti in questo momento e soprattutto cercare di dare una risposta complessiva e sistemica ai fenomeni criminali in atto. Gela non può e non vuole tornare indietro".

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