mercoledì 1 aprile 2015

Il Presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri, sulle dichiarazioni dell figlio di Bernardo Provenzano

Angelo Provenzano
Il figlio di Provenzano vuole avere una vita normale. E ciò appare giusto. Ma una domanda sorge spontanea. Un figlio del boss di cosa nostra più forte degli ultimi 20 anni può avere una vita normale mettendosi a spiegare cosa è la mafia ai turisti di Boston? No. Mi dispiace”. A parlare è Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione Caponnetto. “È una cosa che stona. Se vuoi avere una vita normale, questo a mio modesto avviso, è il peggiore dei modi. È un modo che offende i familiari di chi ha perso la vita ucciso dalla mafia ed offende chi combatte in modo pratico la mafia ogni giorno. Magari offende in modo inconsapevole … Ma offende. Mi dispiace, ma non si può tollerare. A dire il vero chi ha difeso Provenzano Jr – commenta Salvatore Calleri -, parificando per l’ennesima volta la mafia all’antimafia, offende ancora di più. Sarebbe l’ora di finirla. Lo stato intervenga. Se si vuole avere una vita normale bisogna dire dove sono i soldi del padre, se ancora ci sono e se non ci sono dove sono finiti. E se non sa dove sono finiti, il perchè. Detto questo occorrerebbe stabilire se la cosa nostra americana di Boston, la potente famiglia Patriarca, tiene oggi dei rapporti in Sicilia. Chi ha orecchie per intendere intenda, chi ha occhi per vedere veda ed indaghi”.

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