domenica 22 marzo 2015

Firmato il contratto tra la Bolognetta scp e Ati Group. Gli edili dell’azienda confiscata alla mafia saranno impiegati in una grande opera, il cantiere della Palermo-Agrigento

Un tratto della Palermo-Agrigento
“E’ la prima volta, questa è la strada per salvare i posti di lavoro”    
Palermo 20 marzo 2015 – Firmato il contratto tra la Bolognetta scpa, il consorzio di imprese di cui è capofila la Cpc, e le aziende del gruppo Ati Group in amministrazione giudiziaria, che consentirà la  partecipazione  degli edili dell’azienda confiscata alla mafia appartenuta a Michele Aiello alla  realizzazione dell’ammodernamento stradale del tratto Bolgnetta-Lercara Friddi. La notizia della sigla del contratto arriva mentre gli  80 edili delle tre imprese confiscate Ati Group, Ediltecna e Emar sono  in piena mobilitazione proprio per sollecitare la loro immissione al lavoro  in alcuni cantieri già aperti  e l’affidamento di nuovi lavori, secondo un piano concordato tra amministrazione giudiziaria, Agenzia nazionale per i beni confiscati e Cgil. Un piano che dopo la firma a gennaio  non si è però  concretizzato.

L’assemblea cinque giorni fa ha così proclamato lo stato di agitazione, che dura tuttora:  gli operai, con il trimestre di cassa integrazione in scadenza,  sono anche saliti sulle gru in questi giorni per protestare contro un immobilismo giudicato non più sostenibile. Il presidio prosegue anche oggi a Villa Santa Teresa. “Salutiamo proprio per questo la firma del contratto per questo primo affidamento come un fatto molto positivo. E’ un motivo in più per chiedere che l’avvio dei lavori avvenga adesso in tempi rapidi,  per accelerare l’inserimento al lavoro di un  gruppo di  operai edili di Ati Group  – dichiarano Mario Ridulfo, della segreteria Cgil di Palermo e Franco Macaluso della Fillea Cgil -  Dopo l’accordo siglato con gli amministratori e l’Agenzia,  si tratta di  un elemento di novità:  è la prima volta che degli operai di un’azienda confiscata vengono  impegnati  in una grande opera,  come l’ammodernamento della Palermo-Agrigento. In questo momento in cui le aziende confiscate alla mafia trovano difficoltà a restare in vita  è la conferma che la strada della legalità intrapresa è  quella giusta. Servono strumenti per ricollocare sul mercato le imprese che rappresentano una ricchezza, caricandosi quello che viene definito costo della legalità, per salvare centinaia di posti di lavoro”.
    La Cgil e la Fillea hanno chiesto nei giorni scorsi un incontro con l’Agenzia nazionale per i beni confiscati e aspettano di essere convocati.


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