sabato 28 marzo 2015

Dino Paternostro: "La mafia ai turisti americani la facciano raccontare ai familiari delle vittime innocenti..."

Angelo Provenzano
DINO PATERNOSTRO: "Non so cosa racconta Angelo Provenzano ai turisti. Credo però che si guardi bene dal rivelare le inaudite violenze perpetrate da Cosa Nostra e da un boss feroce come suo padre, non a caso soprannominato "Binnu u tratturi". Temo che le sue performance alimentino quegli eroi negativi, che riducono drammaticamente la percezione della pericolosità del fenomeno mafioso in Italia e nel mondo. È molto grave che tour operator americani, in nome della maledetta convinzione che "business is business", sacrifichino etica e buon senso. Perché ai turisti non la fanno raccontare dai familiari delle vittime innocenti di mafia la vera storia di Cosa Nostra? 

Non riesco a convincermi che il "povero" Angelo Provenzano racconta la propria mafia ai turisti per farci un po' di soldi. Non sono i soldi che mancano al giovane Provenzano, che fruisce del "tesoro" nascosto del papà. Da figlio di boss non pentito si trova in palese conflitto di interessi a parlare di mafia. E gli americani del "business is business" sono solo dei personaggi cinici, che fanno morire ancora una volta le tante vittime innocenti di mafia. Dovrebbero vergognarsi. Per noi è come se a New York, sui crateri delle Torri Gemelle, facessero parlare di terrorismo internazionale i figli di Bin Laden o quelli dei capi dell'Isis. Oppure, secondo Rosario Accordino, come se mettessimo i figli di gerarchi nazisti a fare da guide ad Auschwitz...

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