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lunedì 23 marzo 2015

#CasaNostra. E l'ammodernamento dell'edilizia scolastica?


Un plesso della scuola elementare in costruzione negli anni '60
#CasaNostra di Mario Midulla del 22 marzo 2015
…nella mia città (Corleone), una recente visita istituzionale nelle scuole, da parte del sottosegretario della Pubblica Istruzione, ha vivacizzato le speranze dell’ambiente. L’incontro con i politici riserva sempre aspettative: si pensa che possano fare da tramite alle richieste, si spera che la loro attenzione diretta li spinga a  spendere qualche parola e dirottare qualche finanziamento di rilievo, trasformando i sogni  in realtà. Corleone ha una tradizione scolastica che affonda le radici nella storia (basti pensare al Regio-Ginnasio di Corleone, fondato nel 1861, nucleo originario dell’attuale I.I.S.S. “Don G. Colletto”, unica struttura che può considerarsi al passo con i tempi), ma alcuni edifici sono decisamente inadeguati per una scuola moderna e sicura.
L’archivio fotografico di Pietro Oliveri mostra le scuole elementari in costruzione nel dopoguerra, ancora oggi sedi delle scuole primarie. Spazi e palestre sono ricavati e sfruttati grazie alla buona volontà dei docenti e dei dirigenti che si sono succeduti negli anni e che oggi lottano pure per avere una mensa che sia dignitosa e conforme alle regole.

È pur vero che una struttura scolastica è stata messa in sicurezza qualche anno fa, ma la concezione strutturale è figlia del dopoguerra e conseguentemente non adeguata ad una scuola moderna. Palestre, laboratori, biblioteche, mense, auditorium, spazi esterni, aule modulabili sono solo sogni nel cassetto. Il vero problema nasce da una mancanza di progettazione che parte da lontano, forse perché l’edilizia scolastica non ha avuto più quelle spinte politiche con annessi finanziamenti, forse perché in altre parti ci sono scuole in condizioni peggiori delle nostre; di sicuro la scuola desiderata, i bambini corleonesi potranno solo disegnarla nei loro quaderni.

Ma per riqualificare il patrimonio scolastico, l’amministrazione comunale dovrebbe  considerare le scuole, e dunque il patrimonio dell’edilizia scolastica, una priorità ed impegnarsi a reperire fonti di finanziamento per intervenire in tutta una serie di situazioni di sofferenza.

Ad esempio, è in arrivo l’assegnazione di 300 milioni di fondi Inail per le nuove scuole italiane, che avverrà in base a un bando volto a selezionare gli interventi realmente innovativi quale principale novità del Ddl Scuola varato dal consiglio dei ministri di giovedì 12 marzo, come pure l'inclusione delle scuole tra i destinatari del 5 per mille (dal 2016).
Ci saranno incentivi ai privati, attraverso il credito di imposta, per nuovi investimenti. Verrà “ritagliata” una dote di 40 milioni per monitorare i solai delle scuole al fine di scongiurare altri casi di cedimenti di solai o controsoffitti. Ed è stato pure previsto un piccolo sconto sulle multe dei Comuni che hanno sforato il patto di stabilità negli investimenti in edilizia scolastica contabilizzati nel 2014. Si consentirà ai privati di poter alimentare il fondo per la progettazione delle scuole.

Il Miur pubblicherà un bando (entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge) per «l'elaborazione di proposte progettuali da sottoporre a una Commissione di esperti», un bando di idee per individuare «soluzioni progettuali di scuole altamente innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell'efficientamento energetico e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento anche per favorire l'uso continuo e costante delle moderne tecnologie nell'attività didattica».

Sulle proposte pervenute i comuni interessati «presenteranno un progetto per la realizzazione di una nuova scuola alla propria Regione, che selezionerà la migliore proposta anche in termini di apertura della scuola al territorio» e successivamente il Miur assegnerà il finanziamento. Mi chiedo: Corleone, perché no?

Mario Midulla         

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