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lunedì 23 febbraio 2015

Nino Alongi: dalle ACLI della Sicilia all’insegnamento, al comune di Palermo ed al giornalismo

Nino Alongi
di FERDINANDO RUSSO
La lunga storia di Nino Alongi, (1935-2014) il “padre eretico della Primavera di Palermo”, come scrive Emanuele Lauria si è conclusa (1) il 27 novembre a 79 anni e la città che sognava di rendere più umana e più degna di riconoscimenti, ha perduto una voce autorevole ma non è rimasta più sola e inascoltata, fino al suo auspicato “giorno che verrà“, quello del riconoscimento, che una personalità della sua Sicilia e del mondo politico vicino, avrebbe conseguito dal Parlamento con l’elezione di Sergio Mattarella a primo Presidente della Repubblica (2). Ed ora anche Biagio Conte, l’uomo della speranza per i poveri ed i senza tetto, che aveva annunciato di voler lasciare la “missione di carità“, svolta in questi anni, per l’indifferenza diffusa sulla crescente povertà dei molti cittadini delle periferie urbane, è tornato in città a proseguire la sua opera, sperando nel rinnovamento della politica,tanto auspicato.

Non si può ricordare Nino Alongi e la sua presenza nella vita politica e culturale nella città di Palermo senza considerare, l’ambiente, il contesto, le relazioni, in cui è maturato il suo impegno: le ACLI, prima e dopo la presidenza regionale di Nicola Cavallaro e quella di vice presidente nazionale di Ferdinando Russo.
Un fatto associativo, quello delle ACLI, come scrive Sandro Migliaccio, che gli fu vicino e collaboratore, “sfugge a classificazioni stereotipe; né una corrente della DC, né un pezzo di azione cattolica, né un sindacato, ma una presenza animata da idee e non da ideologie, nel solco della tradizione cattolico- democratica, che proprio nei giorni scorsi ha fornito una nuova prova di vitalità e di identità nazionale, il Paese, più del Parlamento, l’ha apprezzato in maniera quasi plebiscitaria” (2).
Ripercorriamo alcune tappe. Ci conoscemmo, con Nino Alongi, all’università, vicini agli organismi universitari ai quali avevo preso parte, con il sostegno dei fucini del circolo di Palermo e dei giovani dell’Azione cattolica e delle Congregazioni mariane della Sicilia, che si ispiravano agli editoriali dei fratelli Bachelet redattori della rivista Ricerca della Fuci (3) mentre il Nostro approfondiva i suoi studi per la laurea in pedagogia che avrebbe conseguito nel ’61,quasi a precorrere il ruolo di docente nella scuola e di educatore civile nella società.
Il mio primo incontro con Alongi avvenne in Via Buccola, nei pressi della Stazione centrale di Palermo. Aveva conosciuto tra i miei amici, l’insegnante Bella ed i figliolo Saro, mio compaesano, universitario in medicina, quando Luciano D’Asaro, un popolare sturziano, poi sindaco di Giuliana, mi invitava, proveniendo dalla Gioventù cattolica, a conoscere e partecipare alla vita delle ACLI, associazione di lavoratori, in fase di grande sviluppo e animatrice di promozione umana ( 4).
La avventura sociale culturale di Alongi nelle ACLI si manifestò allora tra i giovani organizzati a Palermo. Avevamo accolto, l’invito rivoltoci da Domenico Alessi, verso la fine degli anni cinquanta per costituire, con un gruppo di studenti lavoratori e universitari, provenienti dalle leve della Gioventu’ cattolica, formata dai fratelli Giuseppe e Antonino Carcione, un laboratorio di idee propositive per l’occupazione dei giovani.
Trovammo interesse culturale nelle scuole di formazione dei giovani aclisti sulla dottrina sociale della Chiesa, alla scoperta dei bisogni del mondo del lavoro nella Palermo degli anni cinquanta, attraverso una prima inchiesta sul lavoro giovanile sul settimanale delle ACLI, “Azione Sociale”, condotta da N.Alongi, F.Russo, G.Sommariva, C.Lizza, F.Sacco ed altri giovani e già emergeva la vocazione giornalistica del Nostro e quella, altrettanto nobile, di compartecipare alle battaglie per il lavoro, in un periodo similare a quello odierno di alta disoccupazione nel Sud, di emigrazione giovanile e di intere famiglie, ma più operativo e speranzoso nella politica, non ancora totalmente preda delle “Tribù”, come scriverà il Nostro più tardi (8-9).
E per avanzare alle istituzioni i risultati della citata indagine sui giovani in attesa di un lavoro, Alongi organizza a Catania, con l’on.Nicola Cavallaro, presidente delle ACLI un convegno, al quale relaziona il dr.Fernando Sacco, segretario delle ACLI di Trapani, sulla formazione professionale richiesta dalle nascenti industrie chimiche, elettroniche e meccaniche della Sicilia.
Le ACLI erano state attenzionate e presentate, a noi giovani, interessati da Sebastiano Cambria, dal salesiano Giuseppe Gemmellaro e dal Gesuita Bartolomeo Sorge, mentre idealmente trovavamo consensi sulla rivista” Il Dialogo” di A. Romano, F. Armetta, R.Campanella, ed in “Labor” di Crifò, Mazzamuto, Albanese, Picone, Corselli, Sciortino, per un impegno di gruppo nell’analizzare i problemi della prima autonomia regionale ed in particolare quelli del lavoro.
L’ impegno sociale di Alongi, presto intercettato dai Gesuiti e dai Salesiani, nell’incontro con i sacerdoti Sorge, Carrara, Carcione e poi, Ennio Pintacuda, l’ultimo prete sociale di Palermo (5), Rizzo, G.Noto, G.Notaro, fino a Gianfranco Matarazzo, negli ultimi anni, e prima con Tricomi e con Mancuso (poi vescovo di Mazara) ed i sacerdoti Capillo, Mangialino, Monteleone, Azzara (6), mentre si rafforzava la sua vocazione educativa di laico credente, che lo avrebbe portato all’insegnamento nel liceo Umberto.
Il Cardinale Ruffini svolgeva a Palermo, in quel tempo, un’opera di supplenza verso le famiglie senza casa (al Villaggio Ruffini), verso i giovani senza l’istruzione dell’obbligo, senza formazione professionale (presso il Centro di Boccadifalco) verso i poveri, senza assistenza sanitaria (in Via Matteo Bonelli con i coniugi Craparotta, con Ingrassia, con Piccione ed altri giovani medici, incoraggiati dal prof.Michele Pavone e dal dr. Giuseppe Mazzola).
E poi, quasi a ridurre la sua esposizione all’operare sociale, il cardinale invitava noi laici delle ACLI ad una presenza propositiva, civilmente educativa, professionalmente formativa, progettuale, tra i disoccupati ed i non qualificati, ai quali additava le opere di don Orione e di don Bosco, nel settore delle scuole tecniche e della formazione professionale mentre riuniva a Palermo i sacerdoti delle diocesi siciliane, per aprire anche le sacrestie alle ACLI, convocando gli assistenti in una affollata assemblea al Jolly e proponendo un’azione di formazione socio-religiosa per una presenza dei giovani nelle fabbriche in crisi, dai Cantieri navali, alla Raytheon e negli istituenti servizi delle comunicazioni telefoniche, radio e televisive.
I dirigenti delle ACLI, l’avv.Parrino, Baruffaldi, Tomasino, Zampardi, Rizzo, Zacco, Alessi, Del Castillo, Russo, Salomone, Maltese, D’Angelo, Serio, Muccioli, si sentivano responsabilizzati nell’offrire apporti generosi di consulenze gratuite ai lavoratori, dai settori previdenziali a quelli sindacali e cooperativistici e con O.Crivello ed il comm.Garofalo tessevano i rapporti con il sindacato CISL e L’Unione delle Cooperative.

Nel Centro storico di Palermo, gli studenti Fucini ed i giovani delle ACLI condividevano la Chiesa di Santa Caterina, per assistere alle messe officiate da mons. Ignazio Arena e da Don Placido Tricomi, quasi per un incontro tra il mondo della cultura e dell’arte e gli spazi del lavoro nelle imprese operanti a Palermo.
Nino Alongi era tra i presenti, tra impegni culturali e la nascente vocazione sociale, con S. Migliaccio, Maria Nuara, G.Catalano, Alessandro, G.Mendola, Russo, Antonino e G. Staropoli, G. D’Anna, G. Tarantello, Di Salvo, Busacca, Pitrolo, Sunseri, Di Rosa, Silvestri, Fusco, Perollo.
Dividevamo il nostro impegno socio-culturale, tra i giovani dell’Azione Cattolica di Monreale e di Palermo, nei nascenti servizi educativi, CSI, CTG, e nelle iniziative del CIF, dell’Intesa Universitaria, della FUCI, e dei Servizi di patronato dei movimenti sociali, in fermento sul piano sindacale e politico per le forti divisioni ideologiche e partitiche.
Subivamo il fascino della internazionalizzazione della politica, ammaliati dalle idee federaliste che i prof. Ambrosini, Pecoraro, Virga, Salomone, Giardina, Mignosi, Fusco, T.Rubino, A.Manzo, R.Rubino, G.Pavone, L.Urbani, diffondevano nulla scia di A.Spinelli.
E nascevano vocazioni sociali e politiche, che proponevamo in un tentativo editoriale, che chiamammo “Prima Linea per l’Europa del Sud”, al quale Alongi partecipava con Pippo Tarantello, G.Catalano, Macaluso, Nuccio, A.Gunnella, Russo nella sede di Via Nicolò Garzilli.
Crescevamo così per servire la città di Palermo, il suo retroterra, le relazioni mediterranee, legandoli all’Europa, nei suoi bisogni primari, scolastici, universitari, urbanistici, sociali, sanitari, aziendali, sin da allora, con una tensione critica verso la classe dirigente, che si era impossessata della gestione del potere locale, mentre l’Assemblea regionale poneva le basi dell’autonomia speranzosa, propositiva, anche se a volte litigiosa ma progettuale di G.Alessi, di Fasino, La Loggia, Restivo, Carollo, Pignatone, Corrao, D’Alia, Bonfiglio, Nicoletti, D.Alessi, A.Capitummino, D’Acquisto, La Torre, Mannino, P. Mattarella, G.Russo, per citare solo alcuni degli impegnati nei decenni.
Ora, dopo tanti anni, molte delle loro testimonianze vengono a mancare nella Sicilia e nella città di Palermo, che si appresta a vivere la prima esperienza di città metropolitana, con la fantasia del “richiamato alla politica dal popolo sovrano”, Leoluca Orlando, e con il condizionamento della politica rifondata sul lideraggio personalizzato, dei vertici nazionale e locali e ad una limitata e visibile partecipazione collegiale dei partiti.
A Palermo è infatti tornato al governo della città, a furor di popolo, Leoluca Orlando, l’inventore della Rete, un allievo moroteo, che eredita, in larga parte, drenando ed incanalando nella nuova aggregazione, la cui prima incubazione si sviluppa nel Centro Arrupe con Pintacuda, la partecipazione organizzata dal basso da Alongi, con alcuni circoli delle ACLI e poi con il movimento denominato “Città per l’Uomo” (10) .
La capitale dell’Isola ora ha accolto Orlando, nel momento che attraversa una delle più gravi crisi sociali ed occupazionali della storia, che opprime la Sicilia, votandolo e richiamandolo speranzosa, come sindaco.
Alongi ed i suoi entusiasti amici e collaboratori, preparati negli incontri aclisti nei quartieri popolari di Palermo, con il movimento di partecipazione e di cambiamento denominato “Città per l’Uomo”, sull’insegnamento di Lazzati, a cui il Nostro si è ispirato, dedicando energie e sviluppando esperienze acliste di mobilitazione (come ad Erice, Gela, a Castelvetrano, a Comiso, a Catania e nei quartieri di Palermo) e presenze propositive come quelle offerte durante e dopo il terremoto del ’68 nella valle del Belice nei comuni terremotati, alimentando vivaci dibattiti nei Consigli Comunali ed attivando con le ACLI servizi sociali.
L’infaticabile professore aveva continuato a sollecitare, anche sull’esempio di F.Russo, presente dal ’68 con alcuni sindacalisti della CISL e delle ACLI nella sinistra sociale di Forze Nuove della DC, con le sue iniziative culturali, giornalistiche e politiche, durante il dopo Labor e la presenza nelle ACLI di G. La Greca, di D. Alessi, di Staropoli, Pollichino, Capitummino, Foti, Riolo, Conte, Liardo, Guccione, Costumati, Beninati, Serio, la presenza nei consigli comunali della Sicilia e di Palermo, di alcune rappresentanze politiche, provenienti da esperienze formative responsabili ed eticamente irreprensibili, contribuendo ad indicare traguardi sociali, amministrativi e progettuali, legati al territorio ed alle identità e risorse della Siclia, che più tardi porteranno, nell’assenza di Orlando dalla politica cittadina, con G.Notari a ripartire con “Alveare”, alla ultima fatica redazionale di Alongi (11).
Ma con il Nostro sono cresciute a Palermo anche molte speranze in chi ha operato sul piano della carità e tra i poveri, i senza casa, gli immigrati della città, come in Biagio Conte, l’instancabile operatore della diffusa cultura Vincenziana e di Giacomo Cusmano, che ha rischiato di spegnersi, se Fratel Biagio della missione Speranza e Carità, che ha fondato e gestito, ha tentato la fuga verso le montagne che circondano Palermo per isolarsi nella preghiera, nell’unico sciopero suggerito dalla sua fede. Alongi ha accompagnato l’eroismo di Conte, il suo farsi carico di una solidarietà concreta con le vecchie e nuove povertà, anche con gli scritti ricordati con gli articoli di Lauria (1) e Cavadi (7).
Il Nostro non prevedeva di non potere completare i suoi libri programmati con gli editoriali della domenica, senza dedicare alcune note, alla sua introduzione alla vita sociale nell’esperienza delle ACLI, a cui attendeva per essere stato segretario regionale dei giovani aclisti siciliani, con Fernando Sacco e poi Presidente Regionale negli anni difficili dell’ultimo Labor, alla fine degli anni sessanta, dopo la vice presidenza nazionale di Ferdinando Russo e per avere testimoniato, per l’intera esistenza, la generosità laicale di chi sente la responsabilità della donazione al bene comune, consapevole di possedere talenti e progetti educativi. Per questo abbiamo dedicato la nostra riflessione alla memoria della partecipazione alle ACLI di Alongi.
Nella parrocchia di santa Luisa di Marillac, a Palermo, con il parroco teologo Prof.Liotta, rigorista della liturgia comunitaria, lo hanno ricordato, prima nella sua dipartita e poi nel Trigesimo, con la sorella prof.ssa Maria, padre Fasullo ed il sindaco Orlando e nella giornata del nevoso inverno che aveva impedito a P.Vacca, Russo, Serio, Conte, Clorofilla, Imburgia, Pecoraro, Anzalone, Luperto, Bisso, ed ai tanti aclisti della Sicilia di essere presenti e rievocarlo con il sac.Carmelo Torcivia, ed i suoi allievi della Facoltà teologica e del Liceo Umberto.
E c’era il silenzio imbronciato e rammaricato, inconsolato, di una comunità di laici credenti che nell’anno trascorso avevano partecipato al saluto terreno dei tanti amici di Alongi, intellettuali, docenti, poeti, scrittori, aclisti, sindacalisti, gesuiti, da Carrara, De Rosalia, D’Aquila, Adragna, C.Faraci, D.Alessi, C. Riolo, O.Crivello, Liardo, e prima P. Mazzamuto, Cataldo Naro, I.Corsaro, M. Nuara, Azzara, E.Faconti, P. Giacopelli, Giorgio Gabrielli, R.Campanella, V.Leo, F.Gullo, B. Ridulfo, S.Mangano, N.Orlando.
Ora attendiamo che padre Nino Fasullo ricordi Nino Alongi, ricostruendone la ricca partecipazione alle iniziative culturali e religiose promosse dalla rivista “Segno“ e Giacomo Ribaudo, quando tornerà nelle edicole il settimanale di ispirazione cristiana, che ha diretto per quindici anni, CNTN Cieli Nuovi terra nuova, ne colga la voglia partecipativa e la presenza alla vita movimentista nella città di Palermo, troppe volte offesa in valenti generosi cittadini, servitori dello Stato, delle istituzioni civili e religiose da Chinnici, a P.Mattarella, Falcone, Costa, Borsellino, Reina, Insalaco, Lima, La Torre, Dalla Chiesa.
Il giovane regista Sergio Ruffino prepara un film su Insalaco, mentre al beato Puglisi, assistente tra gli ultimi della FUCI, è toccata la beatificazione, e a Francesco Paolo Azzara (assiduo frequentatore della medesima parrocchia del Nostro, un libro – diario (6) con prefazione di F.Russo e curato da S.Agueci, A.Buttacavoli, mentre G. Notaro non vorrà trascurare la cultura e la passione di Alongi a ripartire sempre da nuove iniziative editoriali, come il citato “Alveare” presso il’Centro Arrupe dei Gesuiti (11).
Si allarga così il compito di quanti vorranno partecipare a ricostruire l’operosità di Nino Aloni, di questo animatore di partecipazione civile per una democrazia diffusa a misura comunitaria, che ha impersonato (per S.Migliaccio, che gli fu vicino e collaboratore), nelle pagine siciliane del quotidiano “la Repubblica”, e di Alveare, ”una tensione morale, che ancora prima dei risultati vale come testimonianza di valori, non un generico appello alla buona politica che dovrebbe soppiantare la cattiva, ma il superamento di uno scetticismo, che non esprime saggezza ma rinunzia”.
Ma degli scritti del Nostro ci riserviamo di riferirne ampiamente.

Ferdinando Russo

onnandorusso@alice.it

Riferimenti
1) E.Lauria, in Addio a Nino Alongi,padre eretico della “Primavera”
in la Repubblica – Palermo – 27 novembre 2014
2) F.Russo in Sergio Mattarella un siciliano di Sturzo al Quirinale in Twittere ed i Google
3) F.Russo in Vittorio Bachelet, in google, in Facebook,in Twitter alla voce @onnandorusso.
4) F.Russo Il medico centenario della famiglia Bella-Di Giorgio di Giuliana in www.Google.it ed in Twitter alla voce@onnandorusso
5) F.Russo, Pintacuda, L’ultimo prete sociale innamorato della politica,la parabola di un gesuita scomodo in CNTN, Anno VI,n.2,18 settembre 2005
6) F.Paolo Azzara (a cura di Salvatore Agueci) –Trent’anni in Emigrazione, prefazione di Ferdinando Russo e Presentazione di Anna Buttacavoli e Salvatore Agueci, Edizioni ASLA Palermo 2012, -Collana di Ugo Zingales.
7) A.Cavadi in La Primavera di Palermo e Orlando:Quel che Alongi capì in anticipo in la Repubblica 28 dicembre 2014 in Google lla voce Alongi precursore della Primavera di Palermo o in www.augustocavadi.com
8) N. Aloni – La politica delle tribù- Tre anni di cronaca siciliana-Rubbettino 2002.
9) F.Russo, Le tribù palermitane in Segno, Anno XXIX,N.243, pag.87 Marzo 2003
10) N.Alongi, Una città per l’Uomo,(C X U), bimestrale politico culturale per la partecipazione, il Governo delle città, Palermo 1982-1994-Annate I-XIII –“memoria storica della città e voce dei movimenti che si battono per dare un’anima alla politica, rappresentanza agli emarginati, forza al cambiamento.
11) N.Alongi I quaderni di Alveare, progetto per una democrazia responsabile, periodico quadrimestrale, Istituto di formazione politica, Pedro Arrupe,Via F.Lehar,6 Palermo, 2006.6)
12) N.Alongi, “In attesa del giorno, Cronaca siciliana”, Prefazione di Sebastiano Messina, Editore Istituto Poligrafico Europeo, Palermo, Febbraio 2010.

BY VIVISICILIA · 14 FEBBRAIO 2015


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