domenica 1 febbraio 2015

Mattarella, davanti alla tv con i figli. Poi in Panda e, a sorpresa, va alle Fosse Ardeatine

Sergio Mattarella
"L'Europa e il mondo siano uniti per battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore", ha detto il neopresidente nel suo omaggio alle vittime della barbarie nazista. Il racconto di una giornata iniziata presto per il neopresidente
di CARMINE SAVIANO
Il presidente Mattarella alle Fosse Ardeatine (ansa) ROMA - Dovrà abituarsi agli applausi, ai sorrisi, alle strette di mano. Come quelli dei cittadini che lo hanno atteso all'esterno del palazzo della Consulta e che lo hanno salutato festanti. La grande emozione che centinaia di persone gli hanno manifestato resterà probabilmente uno dei ricordi di questo 31 gennaio. Sin da subito, non appena lo hanno intravisto in mattinata quando il nuovo presidente della Repubblica ha lasciato la foresteria della Corte Costituzionale per andare a salutare la figlia.
E poi ancora nel tardo pomeriggio, quando a sorpresa il neo Presidente lascia di nuovo la sua abitazione alla Consulta per un primo atto non annunciato e che suona come un esplicito messaggio: l'omaggio alle vittime della barbarie nazista alle Fosse Ardeatine prima ancora del suo giuramento, in programma martedì. "L'alleanza tra Nazioni e popolo - ha detto - seppe battere l'odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso. La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore". Mentre si allontana dalla foresteria viene intercettato dall'inviato di Ballarò. "E' felice", è la domanda. "Non si tratta di questo", risponde il neopresidente.

La sua giornata era iniziata al mattino nella sua casa. Le ore dell'attesa. Anche nella piazza sul Colle. "Non lo conoscevo prima, non ne avevo mai visto il viso. Lo ricordavo solo come l'ideatore del mattarellum", è un commento colto in piazza del Quirinale, all'esterno della foresteria della Consulta dove il  presidente vive da due anni. Proprio di fronte al palazzo che da martedì lo ospiterà. Tra telefonate, e inviti a "mantenere la calma" a chi si professava  -  a ragione con il senno di poi  -  troppo ottimista sulle possibilità dell'ex ministro. E poco dopo l'inizio delle votazioni Mattarella esce in auto, un Fiat Panda, diretto verso Via Nazionale.

"Guarda, ha preso una panda!". La scelta dell'utilitaria colpisce osservatori e cittadini. E a voler dar retta alla simboli applicati alla politica, si tratta di un segno di sobrietà che viene apprezzato. Il presidente si dirige verso via Flaminia, dove abita Laura, la figlia. E resta lì per un bel po', attendendo l'esito dello scrutinio dei voti dei Grandi Elettori. Con il pensiero che di sicuro va verso la moglie Marisa, morta nel marzo del 2012. Un evento che  -  afferma chi conosce bene il presidente  -  ha reso la sua vita molto vicino alla clausura. E a casa di Laura, Mattarella ha seguito lo scrutinio. "Eravamo tutti insieme, tutta la famiglia con i cugini di Roma, mia zia e i cugini di Palermo ai quali mio padre e noi siamo particolarmente attaccati perché siamo cresciuti insieme", racconta Bernardo, il figlio. "Siamo felici e ci siamo commossi quando il quorum è stato raggiunto". Commozione che dura poco: "Papà è già indaffarato, già al lavoro consapevole della responsabilità dell'incarico".

Poi di nuovo in macchina. Evitando le domande di cronisti e curiosi. Mattarella si dirige verso i suoi uffici alla Corte Costituzionale. Il protocollo dell'elezione, infatti, prevede che i presidenti di Camera e Senato si rechino dal neo eletto per comunicargli di persona l'esito della votazione e per consegnargli i verbali della seduta. E quando Laura Boldrini e Valeria Fedele entrano nella sala dove Sergio Mattarella le aspetta, l'emozione è palpabile. Il presidente dice solo poche parole "necessarie". Il mio "pensiero va alle speranze e alle difficoltà dei nostri concittadini".

Concittadini che nelle strade intorno alla Camera dei Deputati commentano l'elezione con toni che sembrano molto sereni. Quasi a riconoscere l'atto di responsabilità compiuto in Parlamento che in modo veloce ha indicato un ottimo successore a Giorgio Napolitano. "Sì, mi piace. Non l'ho mai sentito parlare ma in questi giorni ho letto molti articoli sulla sua vita pubblica e privata. E mi piace molto", dice una giovane turista disturbata dal piccolo figlio che le chiede che cosa è un presidente della Repubblica.

Poi l'uscita di Mattarella dalla sede della Corte Costituzionale. E qui già sembra che il legame con gli italiani si sia tessuto. C'è molta speranza. "Quando c'è il giuramento?" chiedono in tanti. E tutti aspettano martedì. Quando Sergio Mattarella davanti ai grandi elettori indicherà il carattere del proprio settennato. "Vediamo, ma la sua storia parla da sola", si commenta. Senza dimenticare l'altro presidente: "Perché Mattarella è la persona giusta. Ma a Napolitano gli volevo proprio bene".

La Repubblica, 31.1.2015

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