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domenica 22 febbraio 2015

Francesco condanna la mafia: “Gesù scacciò i demoni…”

Papa Francesco
I gesti esteriori di religiosità non significano un bel niente se non sono accompagnati da pubbliche conversioni. Papa Francesco torna a battere il chiodo: la mafia è fuori dalla Chiesa, i mafiosi non possono stare accanto a Gesù, non sono accettati né accettabili. E’ un nuovo appello, quello del Pontefice, suggerito forse da casi controversi, qualche ambiguità, episodio di dubbia interpretazione. Gli inchini? Non solo.

Francesco vuole fare chiarezza, ancora una volta. “Non siete cristiani”, dice nel suo appello, dovete convertirvi. “Gesù non invitava a pranzo i demoni, li cacciava via perché erano il male. O Gesù o il male”.
Il Pontefice ha compiuto alcuni mesi or sono un gesto forte, scomunicando i mafiosi, i componenti delle famiglie criminali, coloro che con la violenza, la prepotenza, l’intimidazione, provocano morte, ingiustizia, incutono paura, seminano odio.
La scomunica era stata applicata dalla Chiesa soltanto contro gli eretici e le ideologie atee. Reati d’opinione, insomma. Per la prima volta, la Chiesa mette all’indice il crimine e la violenza. Chi appartiene alla mafia non può appartenere alla Chiesa, deve essere scacciato dalla Chiesa come i demoni vennero scacciati da Gesù.
Francesco vuole pentiti veri, e non collaboratori di giustizia. Sono i primi che hanno accesso all’altare, i secondi possono contare sugli sconti di pena, ma rimangono fuori dalla Chiesa.

Fra pentiti e collaboratori, dunque, c’è un abisso. Quando il collaboratore si pente, e si converte, ne trae profitto sia la Chiesa che lo Stato. Si può mentire al giudice per il proprio tornaconto, ma non al Padreterno.

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