martedì 3 febbraio 2015

#CasaNostra: il turismo sarebbe un volano di crescita, ma bisogna crederci

#CasaNostra di Mario Midulla
…nella mia città (Corleone), il turismo potrebbe rappresentare il vero volano per la crescita economica di interi settori (accoglienza, ristorazione, guide, commercio, prodotti agroalimentari) ma varie problematiche slegano tutto quello che potrebbe far confluire risorse alle iniziative pronte per il decollo, ma mancanti sempre di qualcosa o qualcuno che le conduca verso lidi produttivi. Non mancano le associazioni nate con l’obiettivo ben preciso di sfruttare queste potenzialità, ma la percezione esterna è quella che manchi quel denominatore comune che indirizzi il tutto ad un serio ritorno economico.  Forse manca quel deciso intervento pubblico che da sempre caratterizza il nostro territorio, ma innovazione e sostenibilità non sempre sono le caratteristiche principali di chi si vuole immettere nel mercato.


Accedere ai fondi europei non è facile senza una seria progettualità e i singoli che riescono a farlo, esauriscono tale opportunità ai soli finanziamenti erogati, senza investire in maniera redditizia su strutture dedicate. A ben vedere, i dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo parlano in maniera chiara: Il valore dell’industria turistica per l’economia italiana è superiore alla media mondiale ed europea e registra nell’ultimo dato statistico rilevato, un contributo al PIL del 9,5%, generando l’8,9% dei posti di lavoro a livello globale.

Traducendo questi numeri nella nostra realtà locale, l’impatto economico del turismo potrebbe riflettersi in maniera rilevante sul mondo del lavoro, con posti direttamente e indirettamente generati. La nostra è pur sempre una città con un brand conosciuto in tutto il mondo, ha luoghi, tradizioni e prodotti da far conoscere al mondo intero, ma non si può improvvisare. Oggi il turismo, per poter generare lavoro, deve essere visto come una vera e propria attività imprenditoriale. Bisogna uscire dal proprio guscio, da una visione meramente provinciale e creare quelle condizioni di comunione di intenti e non di rivalità associative. Formarsi, valutare le opportunità del mercato, ricercare i collegamenti con partner di livello nazionale ed internazionale, valorizzare il patrimonio culturale, partecipare alle opportunità europee che rischiano di restare, per noi, solo sulla carta.

Prendere piena confidenza  con gli strumenti di finanziamento per il turismo nei programmi europei fino al 2020 quali il COSME, programma rivolto alle piccole e medie imprese, HORIZON 2020 programma per la ricerca e l’innovazione, LIFE che sostiene il turismo sostenibile,  EUROPA CREATIVA per il turismo culturale, ERASMUS +, EUROPA PER I CITTADINI che finanzia iniziative di gemellaggi fra comuni europei e così via.

Non muoversi verso questa direzione in maniera netta aumenterà il rischio di vedere tante “isole associative” impegnate a guardare il “naso” delle proprie iniziative, mentre la globalizzazione delle attività farà perdere di vista gli orizzonti economici su cui lanciarsi con decisione per non perdere le opportunità occupazionali. E nel nostro piccolo resteremo a litigare sulla posizione o sui contenuti delle targhe sparse nella città.


Al binomio “turismo – lavoro” bisogna crederci, non solo sulla carta…a mio parere, naturalmente…

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