domenica 1 febbraio 2015

A Palermo il camper della legalità della Cgil: il lavoro è la madre di tutti i problemi



A Palermo ultima tappa siciliana del camper della legalita’:  “lo stato non ci abbandoni”: è l’appello che rivolgono all’agenzia dei beni confiscati i lavoratori delle aziende sotto sequestro. la cgil propone al comune di siglare un patto anti evasione
Palermo 31 gennaio 2015 – Si è concluso con la tappa di Palermo il viaggio della legalità della Cgil in Sicilia. Lunedì il camper, partito in ottobre da Milano,  proseguirà per fare sosta a Napoli.  “L’80 per cento  delle aziende confiscate non ce la fa  a sopravvivere. Spesso da parte degli amministratori giudiziari non c’è la dovuta attenzione verso la ricerca del progetto imprenditoriale che potrebbe aiutare le aziende a stare sul mercato.
Per questo – ha dichiarato il segretario della Cgil di Palermo Enzo Campo alla presentazione dell’iniziativa oggi  presso la sede della Cgil - lanciamo un invito al coinvolgimento delle parti sociali, per cercare la prospettiva economica più adeguata e soddisfacente. Finalmente l’Agenzia nazionale dei beni confiscati si è dotata di un direttivo. Adesso non ci sono più motivi per non andare avanti in modo spedito. La Cgil vuole vincere la battaglia contro il fallimento delle aziende confiscate, con interventi per mantenere in vita le attività produttive e dare stabilità occupazionale ai lavoratori. Affinché non passi l’idea che “con la mafia si lavora e quando arriva lo Stato il lavoro scompare”. “Il messaggio – aggiunge Enzo Campo - deve essere  quello che la legalità conviene. E chiamiamo a raccolta anche le istituzioni. Abbiamo chiamato accanto a noi a parlare oggi i protagonisti del riscatto, che stanno tentando con progetti di auto imprenditorialità di andare avanti con le loro gambe. Hanno raccontato le loro esperienze, fatte di sacrifici, a volte di sconfitte ma anche di qualche vittoria. La Cgil, anche attraverso la legge di iniziativa popolare Io riattivo il lavoro, sollecita l’Agenzia a mettere in campo le azioni per un’ imprenditorialità”. 
La Cgil di Palermo, durante la presentazione alla stampa del Camper della Legalità,  ha invitato l’amministrazione comunale e il sindaco Leoluca Orlando a siglare un “patto anti-evasione”. “E’ un’iniziativa – spiega Enzo Campo - che vogliamo proporre e lanciare assieme alla Cisl e alla Uil per recuperare le somme dell’evasione fiscale   e destinarle alle attività sociali e ai tanti servizi che subiscono i tagli con le decurtazioni delle somme destinate agli enti locali. A Palermo e provincia  si concentrano tra gli 85 e i 100  mila lavoratori in nero, che producono circa 1 miliardo e mezzo di evasione fiscale. In Italia sono 3 milioni i lavoratori in nero, che  producono 42,7 miliardi di evasione fiscale. Intanto in tutti i posti di lavoro  stiamo portando avanti la raccolta di firme a iniziativa popolare della Cgil per una legge sulla trasparenza negli appalti pubblici e privati”.
All’iniziativa hanno partecipato i lavoratori di diverse aziende confiscate alla mafia, raccontando le criticità dei processi in corso per la sopravvivenza delle loro imprese. Erano presenti i lavoratori della ex Azienda Latticini Provenzano, dell’Ati Group, del San Paolo Palace Hotel, dell’Immobiliare Sansone e Raffaello, del Centro Olimpo, della cooperativa che gestisce il progetto Mandarin’Arte nell’agrumeto di Ciaculli confiscato alla mafia, dell’Abbazia Sant’Anastasia.  “Andiamo avanti per la nostra strada con grandi sacrifici. Ci auguriamo che l’Agenzia nazionale dei beni confiscati e lo Stato non ci abbandonino”: è stato l’appello di Francesco Cannizzaro, dell’hotel San Paolo Palace, ripetuto da tanti.  A conclusione del viaggio in Sicilia, Luciano Silvestri, del dipartimento Legalità della Cgil nazionale, che ha seguito le varie tappe, ha tracciato un primo bilancio. “E’ un viaggio nel Paese reale, per raccogliere quelle storie che nessuno racconta più. L’obiettivo è di arrivare alla fine del viaggio e documentarlo. E consegnare poi tutto il materiale che stiamo assemblando al presidente del Consiglio e al presidente della Repubblica – ha detto Silvestri -  Vogliamo rimettere al centro il rapporto tra legalità e lavoro, scomparso dall’agenda politica. E l’attenzione principale chiediamo sia posta sulla confisca dei beni: le aziende confiscate oggi stanno vivendo grandissime difficoltà”. “Abbiamo visto di tutto, lavoratori sospesi, bloccati, cantieri sequestrati, aziende in difficoltà.  Abbiamo raccolto luci e ombre nelle aziende simbolo visitate in queste quattro  tappe siciliane di Palermo, Catania, Ragusa e Trapani – aggiunge Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil – I lavoratori chiedono una cosa sola: il lavoro.  Perché sono persone. Non vogliono gli ammortizzatori sociali.  Chiedono un lavoro legale. E sollevano il tema degli amministratori giudiziari, che sono pochi e hanno molte aziende a carico, e non sempre riescono ad avere la giusta visione del futuro. Il tema lavoro dovrebbe ritornare ad essere nell’agenda politica del governo regionale e di quello nazionale”.

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